Prima udienza generale in piazza San Pietro per il Papa dopo l’intervento al Gemelli. Il Pontefice ringrazia tutti per il sostegno della preghiera e Dio per la sua generosità. Nella catechesi, incentrata ancora sulla Gaudium et spes, sottolinea che la politica è chiamata a sostenere il matrimonio e la famiglia e ribadisce che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto e l’infanticidio”
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Un momento atteso, l’udienza generale di oggi mercoledì 21 ottobre, per i tanti pellegrini circa trentamila che non hanno fatto mancare preghiere per la salute del Papa durante il periodo del suo ricovero al Policlinico Gemelli durato cinque giorni. Leone XIV, prima di salire sul palco per pronunciare la sua catechesi, compie il suo consueto giro in papamobile ricevendo quel moto di affetto e vicinanza che spontaneamente lo ha investito dopo l’annuncio dell’intervento al polmone, reso noto all’Angelus l’11 ottobre. Il giro in una Piazza San Pietro bagnata dalla pioggia, che al momento del passaggio del Pontefice ha dato tregua, è segnato da tante soste per benedire i bambini, salutare la folla festante che ha più volte gridato il suo nome tra le bandiere di diverse parti del mondo in particolare dagli Stati Uniti, il suo Paese natale. Al momento dell’arrivo sul sagrato, cardinali e vescovi si alzano in piedi per applaudire il Vescovo di Roma: un gesto che è espressione del loro “bentornato a casa”. Così Leone, sorridente, subito pronuncia parole di ringraziamento.
La prima cosa che vorrei dirvi è grazie, grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e la misericordia di Dio.
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Famiglia, fondamento della società
Nella catechesi il Papa prosegue il ciclo sulla costituzione pastorale Gaudium et spes, concentrandosi sulla seconda parte che “considera alcuni problemi contemporanei più urgenti”, focalizzandosi in particolare sul matrimonio e sulla famiglia “perché – si legge nel testo conciliare – il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare”. Dopo una riflessione attenta sul senso dell’unione e sui frutti che genera, Leone richiama alla difesa della famiglia.
L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita “una scuola di umanità più ricca” e “il fondamento della società” richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di “collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia”. Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene.
Piena fedeltà e indissolubile unità
Il Papa ricorda, alla luce della Gaudium et spes, la “rinnovata concezione del matrimonio” intesa come “intima comunità di vita e d’amore coniugale”, un patto coniugale con il quale lo sposo e la sposa “si danno e si ricevono”.
La reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui “non sono più due, ma una sola carne”, motiva l’esigenza della “piena fedeltà” e della “indissolubile unità” dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli
L’unione è “riflesso della Trinità divina”, l’amore dei coniugi e dei genitori, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene sostenuto dalla “forza redentiva del Cristo” in modo che si amino come Lui ha amato la Chiesa e che per essa si è dato.
L’amore pervade tutta la vita dei coniugi
Papa Leone si sofferma poi sulla “mutua donazione” degli sposi che provoca gioia l’uno nell’altro, ponendo poi l’attenzione sulla fecondità matrimoniale. Ricorda che l’amore coniugale coinvolge non solo la sfera dell’attrattiva erotica ma “coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza”.
Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio.
Un retto giudizio
“La fecondità dell’amore coniugale – afferma il Papa – si esprime nella procreazione dei figli, ‘il dono più eccellente del matrimonio’”. Gli sposi, prosegue, sono “cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti” perché accolgono la vita “che mai va scartata”.
Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi
Un giudizio che gli sposi formulano davanti a Dio e che “esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo”.
No all’aborto
Non c’è “contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale”, sottolinea il Papa. Si tratta di mantenerlo “in un contesto di vero amore” che è “il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana”.
Da ciò consegue sia che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto e l’infanticidio”; sia che “gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima”.
Si proteggano le famiglie di tutto il mondo
Ricordando l’urgenza a cui la società è chiamata nel difendere il matrimonio e la famiglia, il Papa sottolinea come la Chiesa abbia sempre messo in luce questo aspetto “come dimostra – afferma Leone – la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali”. Infine il Vescovo di Roma fa affidamento alla Santa Famiglia di Nazaret perché protegga le famiglie del mondo intero.
Il martirio, offerta d’amore a Dio e ai fratelli
Al termine della catechesi, Papa Leone saluta i pellegrini provenienti da varie parti del mondo. Ricordo in lingua italiana la beatificazione di sabato scorso di don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede durante la persecuzione religiosa del secolo scorso. “La loro testimonianza – evidenzia il Pontefice – ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli”. “Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo”.
Rivolgendosi ai fedeli polacchi, saluta gli organizzatori e gli interpreti del concerto “Salmi di Pace”, in occasione del 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. “Tale evento – è l’auspicio di Leone – favorisca propositi di pace e di riconciliazione.
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