Categorie: Mostre
/ Argomenti: Arte del Novecento
Dal 28 novembre 2026 al 21 febbraio 2027, Palazzo Buontalenti ospita una mostra gratuita dedicata alla donazione di Carlo Palli a Fondazione Caript: in esposizione dipinti, sculture e opere grafiche dei tre protagonisti della Scuola di Pistoia.
La collezione di Carlo Palli entra nel patrimonio di Fondazione Caript con un nucleo di oltre cento opere di Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi, protagonisti della Scuola di Pistoia. La donazione sarà presentata al pubblico con la mostra Una scena, tre direzioni. Barni, Buscioni, Ruffi dalla donazione Carlo Palli, in programma dal 28 novembre 2026 al 21 febbraio 2027 a Palazzo Buontalenti, a Pistoia, con ingresso gratuito.
Promossa e organizzata da Fondazione Caript e Fondazione Pistoia Musei, l’esposizione è curata da Monica Preti, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei, con la collaborazione di Annamaria Iacuzzi. La mostra ha il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pistoia e presenta una selezione di dipinti, sculture e opere grafiche provenienti dalla raccolta del collezionista e gallerista, che ha seguito nel tempo i percorsi dei tre artisti, documentandone l’evoluzione dagli anni Sessanta ai primi Duemila.
Nati artisticamente in una stagione di rinnovato interesse per la figurazione, Barni (Pistoia, 1939), Buscioni (Pistoia, 1931-2019) e Ruffi (Firenze, 1938) furono protagonisti negli anni Sessanta di una delle esperienze più originali della Pop Art italiana. Le loro ricerche si svilupparono poi in direzioni autonome, dando vita a linguaggi personali.
Il percorso espositivo prende avvio da una fotografia di Cristiano Toraldo di Francia che ritrae i tre artisti insieme attorno alla metà degli anni Sessanta, affiancata da Pistoia (1981-1983) di Barni e La Scuola di Pistoia (1991-1992) di Buscioni, opere che ripercorrono la loro esperienza comune. Seguono gli sviluppi individuali: Barni indaga lo spazio e riporta al centro la figura umana, in dialogo con mito, letteratura e storia dell’arte; Buscioni esplora le possibilità espressive di colore, linea, volume e movimento, confrontandosi anche con il Manierismo fiorentino; Ruffi rielabora gli oggetti quotidiani, trasformandoli in forme inattese e creando nuovi significati attraverso il rapporto tra immagine e parola.
La mostra affronta inoltre il rapporto con la città, il paesaggio e la natura, il superamento della rappresentazione tradizionale e la riflessione su immagine, materiali e spazio. Una sezione è dedicata ai disegni e alle opere su carta, per approfondire il ruolo del segno e del processo creativo.
Fondazione Caript assicurerà la conservazione, la catalogazione e la valorizzazione delle opere, dei documenti e delle pubblicazioni donate, anche attraverso Fondazione Pistoia Musei, favorendone l’accesso agli studiosi e la futura fruizione pubblica. La donazione sarà documentata integralmente in un catalogo curato da Preti con la collaborazione di Iacuzzi, con saggi critici, schede di tutte le opere e un atlante fotografico.
Il valore pubblico delle donazioni di Palli sarà inoltre al centro di un incontro aperto al pubblico, venerdì 23 ottobre alle 11, al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, in occasione della mostra Rotte. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli, visitabile fino al primo novembre. Interverranno il direttore del Centro Pecci Stefano Collicelli Cagol, la vicepresidente di Fondazione Caript Cristina Pantera, Monica Preti, Annamaria Iacuzzi e Stefano Pezzato, responsabile di collezione e archivi del Centro Pecci. L’appuntamento metterà a confronto le esperienze delle due istituzioni, entrambe destinatarie di importanti nuclei della raccolta di Palli.
Dichiarazioni
“Questa collezione è il frutto di una vita di incontri, amicizie e passioni condivise con artisti che ho avuto la fortuna di conoscere e seguire nel loro percorso”, dichiara Carlo Palli. “Con Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi ho condiviso tanti momenti e ho visto nascere e svilupparsi esperienze artistiche che hanno lasciato un segno importante. Ho sempre pensato che le opere d’arte non debbano rimanere chiuse in una collezione privata, ma debbano poter essere viste, conosciute e apprezzate da tutti. Per questo sono particolarmente felice che una parte della mia raccolta trovi oggi una nuova casa a Pistoia, una città alla quale queste opere sono profondamente legate. È il modo migliore per dare continuità a una storia che, per me, è stata prima di tutto una storia di rapporti umani”.
“La scelta di Carlo Palli di donare alla Fondazione una parte così significativa della sua collezione è un gesto di grande rilievo civile e impatto culturale, per il quale desidero esprimere la nostra profonda gratitudine”, dichiara Luca Gori, presidente di Fondazione Caript. “Questa donazione assume un valore particolare per il nostro territorio, perché ci permette di conservare e valorizzare le opere di tre artisti che hanno contribuito a scrivere una pagina importante della storia culturale di Pistoia. La mostra rappresenta un ulteriore passo nel percorso che stiamo portando avanti insieme a Pistoia Musei per rendere le nostre collezioni sempre più accessibili alla comunità, favorendone la conoscenza e la valorizzazione”.
“Questa mostra rappresenta un’occasione importante per presentare al pubblico una raccolta straordinaria e il contributo che i suoi protagonisti hanno dato all’arte contemporanea italiana”, dichiara Antonio Marrese, presidente di Fondazione Pistoia Musei. “Per Pistoia Musei è un’occasione per proseguire nel lavoro di valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, attraverso una mostra che mette in dialogo la storia culturale della città con il pubblico di oggi”.
“Già il titolo Una scena, tre direzioni esprime tutto il senso del percorso espositivo”, spiega Monica Preti, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei e curatrice della mostra. “Roberto Barni, Umberto Buscioni e Gianni Ruffi hanno condiviso un momento particolarmente fertile della ricerca artistica italiana, per poi sviluppare linguaggi profondamente diversi e personali. La collezione di Carlo Palli ci offre un’opportunità preziosa per ricostruire questa storia, seguendo l’evoluzione dei tre artisti dagli anni Sessanta ai primi Duemila. Attraverso un’ampia selezione tra le oltre cento opere della donazione, la mostra mette in luce tanto le radici comuni quanto le singole traiettorie artistiche, restituendo la ricchezza di un’esperienza che ha avuto a Pistoia uno dei suoi centri più significativi del panorama nazionale. È anche un’occasione per rileggere una pagina importante dell’arte italiana del secondo Novecento, valorizzandone il legame con il territorio”.
Informazioni sulla mostra
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






