Immersa nella fitta vegetazione e a due passi da antichissime piramidi precolombiane, sorge una città che profuma di vaniglia e dove le tradizioni si respirano ad ogni angolo. Si chiama Papantla ed è un piccolo centro totonaco nel nord di Veracruz, in Messico, dichiarato “Pueblo Mágico” dal governo messicano per il suo eccezionale patrimonio culturale, la sua storia millenaria e le sue tradizioni indigene uniche al mondo.
Dal suo centro storico alle piazze in cui si esibiscono i celebri Voladores, dai resti archeologici alle riserve ecologiche, questa meta ha il potere di incantare l’animo di chiunque abbia la fortuna di trascorrervi del tempo.
Cosa vedere a Papantla
Il centro storico
La storia di Papantla è iniziata nel XIII secolo, quando venne fondata in un momento di grande cambiamento per l’intera regione: la vicina El Tajín, un tempo fiorente città precolombiana della popolazione indigena totonaca, stava lentamente venendo abbandonata dopo secoli di splendore tra il 600 e la metà del 1200.
Il centro storico è il cuore pulsante in cui il passato della città emerge da ogni scorcio: piazze vivaci, murales colorati, botteghe artigiane e la cattedrale fanno da cornice a un luogo in cui la cultura totonaca è ancora parte della vita quotidiana.
Tra le tappe da non perdere c’è la Plaza Miquetla, il vero punto di ritrovo della città, circondata da edifici colorati e bancarelle. Poco distante, in cima a una piccola collina, si trova la Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, costruita in stile coloniale e ancora oggi fulcro religioso della comunità: costruita all’inizio del XVIII secolo dall’ordine francescano, ha una facciata semplice, ma i suoi bordi decorati raccontano molto dell’identità di Papantla. Presentano infatti i dettagli del fiore di vaniglia e del simbolo Nahui-Ollin, traducibile dal nahuatl come “Quattro Movimenti”): si tratta di un concetto cosmologico che rappresenta il Quinto Sole, l’equilibrio universale e il continuo ciclo di creazione e rinnovamento della natura.
Accanto alla Cattedrale, merita una sosta anche il Mural a la Cultura Totonaca, una grande opera che racconta miti, rituali e vita quotidiana del popolo originario della zona.
Il Monumento al Volador
Imperdibile è anche il celebre Monumento al Volador, una delle icone più fotografate e sorprendenti della città: si tratta di un’imponente scultura alta 18 metri progettata dall’artista locale Teodoro Cano, che celebra l’omonimo e millenario rituale di fertilità della cultura Totonaca, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
La figura principale rappresenta il Caporal, il leader del gruppo di danzatori: è raffigurato con la schiena inarcata mentre suona flauto e tamburo, simboli rispettivamente del canto degli uccelli e del sole. Spicca nel centro città, lungo il Callejón Centenario, in posizione rialzata: da qui la vista panoramica su Papantla e sui suoi dintorni è spettacolare.
Zona Archeologica di El Tajín
A pochi chilometri dalla città, ma non facilissimo da raggiungere, si trova uno dei siti archeologici più importanti della Mesoamerica, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO: El Tajín.
Il complesso include templi, campi da gioco della pelota e strutture cerimoniali che raccontano la civiltà totonaca, ma il punto più spettacolare è quello della Piramide delle Nicchie (Piràmide de los Nichos): un enorme capolavoro architettonico che conta 365 rientranze che rappresentano il calendario solare, racchiudendo in sé il concetto di infinito e di ciclo della vita.
All’ingresso del sito si trova anche un piccolo museo, mentre all’esterno c’è un grazioso mercatino di souvenir e si tengono gli spettacoli del rito totonaco dei Voladores.
Cosa fare a Papantla
Assistere agli spettacoli dei Voladores
Uno dei momenti imperdibili durante una visita a Papantla è assistere dal vivo allo spettacolo dei Voladores, il rituale tradizionale della cultura totonaca riconosciuto dall’UNESCO. La cerimonia prevede quattro danzatori che si lanciano da un palo alto circa 30 metri, ruotando lentamente verso il suolo grazie a lunghe corde, mentre un quinto partecipante, il Caporal, rimane in cima a suonare flauto e tamburo.
Il rituale, che simboleggia fertilità, connessione con la natura e i quattro punti cardinali, viene eseguito più volte al giorno sia nel centro storico che nei pressi del sito archeologico di El Tajín, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza culturale memorabile.
Scoprire la vaniglia del Totonacapan
Abbiamo detto che Papantla profuma il mondo ed effettivamente è così: la città è infatti considerata la capitale storica della vaniglia. La coltivazione di questa spezia è parte integrante dell’identità locale e rappresenta uno dei prodotti più preziosi della regione. Una cosa da fare assolutamente durante un viaggio in questa meta è visitare mercati e piccole realtà produttive di vaniglia, per scoprire il processo di lavorazione, dalla coltivazione del baccello fino all’essiccazione.
Interessante anche la visita all’Eco Park Xanath, un’area dedicata proprio alla cultura della vaniglia e alla tradizione totonaca (Xanath significa proprio “fiore di vaniglia”). Qui è possibile conoscere da vicino le piantagioni, osservare le tecniche di coltivazione e approfondire il legame storico tra la popolazione locale e questa spezia pregiata.
Ammirare il chiosco artistico e fotografare i coloratissimi murales
Una delle esperienze più particolari nel centro di Papantla è osservare il soffitto dipinto del chiosco situato nella piazza principale. Si tratta di un’opera d’arte che celebra la cultura preispanica, in particolare le tradizioni totonaca e azteca.
Il dipinto raffigura divinità e simboli cosmologici che richiamano l’universo delle antiche civiltà mesoamericane, con riferimenti visivi simili alla celebre Pietra del Sole azteca.
Accanto a questo elemento iconico, vale la pena dedicare tempo anche alla scoperta dei murales che colorano le strade della città: un vero museo a cielo aperto da fotografare!
Scoprire il mercato artigianale del centro
Nel cuore di Papantla vale la pena visitare il Centro per le Arti Indigene, affiancato da un importante mercato dell’artigianato locale. Qui si trovano tessuti, oggetti in legno e manufatti realizzati a mano, e prodotti legati alla vaniglia: un’ottima occasione per portare a casa un ricordo autentico e sostenere l’economia delle comunità indigene della zona.
Partecipare al festival Cumbre Tajín
Se si raggiunge Papantla a metà marzo (le date precise vengono definite di anno con anno), si può partecipare a uno degli eventi culturali più importanti del Messico: il Festival Cumbre Tajín, dove musica, danza, rituali e gastronomia fanno da padroni e celebrano la cultura totonaca nei pressi di El Tajín.
Dove si trova e come raggiungerla
Papantla si trova nella parte settentrionale dello stato di Veracruz, nel cuore della regione del Totonacapan, una zona collinare non lontana dalla costa del Golfo del Messico. La città dista circa 250 km da Veracruz città e poco più di 270 km da Città del Messico. Da quest’ultima si può partire con autobus percorrendo l’autostrada verso Poza Rica e arrivando a Papantla in poco meno di quattro ore. La compagnia TRV gestisce anche corse regolari sia da Poza Rica a Papantla, sia da Veracruz Puerto.
In alternativa, si può volare fino all’aeroporto di Veracruz e proseguire in auto o autobus, oppure optare per il noleggio auto per esplorare liberamente il territorio e combinare la visita con El Tajín e le altre attrazioni del territorio.
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