Antonelli, Martinez e Tristar insieme per sensibilizzare sulla donazione


In prima fila i genitori di Nicolas Calabrese e Daniele Francalancia

di Mauro Giustozzi

Il valore della donazione come cultura della solidarietà da promuovere soprattutto nelle giovani generazioni. È stato il tema affrontato nell’incontro “Sostegno e solidarietà, un esempio di welfare” che si è tenuto stasera all’auditorium di Banca Macerata per informare, sensibilizzare e avvicinare la comunità al valore della donazione.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Banca Macerata e le associazioni Admo, Avis, Aido e TriStar, tutte realtà impegnate quotidianamente nella promozione della donazione e della solidarietà. Al centro dell’incontro, che ha visto affollatissima la sala conferenze dell’istituto di credito, temi fondamentali come la donazione di sangue, di midollo e di organi, la possibilità di diventare donatori e il valore concreto che una scelta individuale può avere nella vita di un’altra persona.

toni guardiani direttore banca macerata

Toni Guardiani, direttore Banca Macerata

«Il valore della donazione fa parte del dna di Banca Macerata – ha detto il direttore di Banca Macerata Toni Guardiani -. Noi crediamo che sia decisivo donare qualcosa agli altri, a maggior ragione quando parliamo di un tema che può salvare la vita alle persone. Decisivo anche a costruire una società più umana e responsabile, rafforzando al contempo uno spirito di altruismo per una società migliore. Nel nostro piccolo vogliamo sostenere e stare vicini ad un mondo che vede nella donazione la presenza importantissima di associazioni come Avis, Aido e Admo cui si è unita anche l’associazione TriStar che fanno un grandissimo lavoro e promozione su questo tema nella nostra provincia. L’obiettivo di questa serata è promuovere la cultura della donazione di sangue, organi, midollo osseo che è il livello più alto della donazione. Sono convinto poi che anche nella nostra vita quotidiana anche donare un semplice sorriso o una parola buona può essere di aiuto a superare momenti critici».

Nell’incontro, moderato da Alessandra Pierini, sono intervenuti medici e professionisti come Silvia Cicconi, responsabile Ibmdr, il registro italiano Donatori di midollo osseo, Melania Marmifero, del Centro trasfusionale di Macerata e Valeria Zompanti, anestesista rianimatrice e coordinatrice per i trapianti a Macerata. «È un’iniziativa che abbiamo promosso come Admo, Avis, Aido e TriStar col sostegno di Banca Macerata che ci è sempre tanto vicina – ha sottolineato Eleonora Salvatori di Admo -. Vogliamo veicolare questo messaggio che spesso è difficile da far passare, visto che si tratta di temi delicati e malattie come leucemie, linfomi e la stessa morte. Non a caso oggi è qui presente Alessia, la mamma di Daniele (Francalancia, ndr) scomparso nel tragico incidente di qualche mese fa, che ha deciso di donare gli organi del figlio. Iniziative che ci aiutano a portare avanti questo messaggio non semplice da comunicare perché in tanti lo schivano. Il nostro territorio risponde comunque bene al tema donazioni, segno che il messaggio arriva alle persone».

I medici presenti con la moderatrice Pierini

Silvia Cicconi, Melania Marmifero, Alessandra Pierini e Valeria Zompanti

Presente anche l’associazione TriStar con i genitori di Nicola Calabrese e Daniele Francalancia. «Tramite anche questa serata abbiamo voluto far conoscere un nostro progetto – ha detto Alessia Carletti, presidente di TriStar e madre di Daniele – che si chiama ‘Generare speranza’. Un progetto che porteremo nelle scuole e che partirà già in questo anno scolastico. Parleremo anche del tema delle donazioni, perché i giovani devono essere preparati e pronti ad affrontare questo tipo di situazioni. Siamo vicini a questa iniziativa perché Daniele, mio figlio, ha donato gli organi e ci sentiamo quindi molto vicino a questo mondo che consente di far vivere altre persone. Del resto anche Daniele, prima di morire, ha ricevuto tante sacche di sangue in ospedale, per cui riteniamo che ogni tipo di donazione sia importante».

michele antonelli banca macerata

Michele Antonelli

Tra i testimonial del progetto anche il marciatore maceratese Michele Antonelli, che dopo un grave incidente ha potuto affrontare il percorso di cura anche grazie alla disponibilità di sangue donato. «La donazione è fondamentale, e io non ne parlo da sportivo ma come persona che è stata slavata dalla donazione – ha detto -. Esattamente nel 2012 sono entrato in coma a causa di un incidente grave sul lavoro: sono stato 72 ore in coma e poi in ospedale a Macerata i sanitari, che ringrazio, mi hanno salvato la vita. Il dottor Scibè in particolare che all’epoca mi operò. Se non fosse stato per chi mi ha donato sangue oggi io non sarei qui: avevo perso tanto sangue a causa della rottura del fegato e la vita me l’ha salvata chi ha donato quel sangue. La carriera sportiva è venuta dopo, grazie anche alla forza di superare questa situazione. Io oggi non ho parlato tanto della mia carriera di atleta ma di quanto sia importante donare che per me è stato il punto di partenza, la svolta per poi fare lo sportivo. A me la donazione ha salvato la vita».

javier martinez banca macerata

Javier Martinez

A lanciare l’appello ai giovani a donare è stato infine Javier Martinez, pallavolista e personaggio televisivo, amico delle associazioni e sensibile ai temi della donazione e della solidarietà, che ha scelto di partecipare all’iniziativa mettendo la propria visibilità a disposizione della causa. «Io da sportivo dico che non c’è gesto più nobile di donare la vita a tutte le persone che ne hanno bisogno – ha detto -. È importante che soprattutto i giovani facciano tesoro e si informino sulla donazione del midollo osseo, cosa che viene spesso confusa con la donazione del midollo spinale. Uno pensa che si possano poi avere ripercussioni negative a livello fisico, invece non è così. Però è complicato anche trovare la compatibilità, visto che parliamo di uno su centomila. Quindi più persone fanno questa donazione e meglio è per noi giovani. Ci tenevo tanto stasera ad essere qui perché a Macerata sono cresciuto (ha iniziato a giocare a volley con le giovanili in club cittadini, ndr) la considero un po’ casa mia, a prescindere da dove vivo oggi. Appena mi hanno contattato non ho esitato un attimo a venire e sono molto contento che, anche attraverso le mie parole o esempio, i ragazzi si avvicinino e facciano la donazione. Qui mi conoscono per aver vissuto nelle Marche più che per essere stato il ragazzo che ha partecipato al Grande Fratello».

 

eleonora salvatori di admo

Eleonora Salvatori di Admo

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