Il grande dibattito degli ultimi giorni riguardante il campo Sportivo Mariotti, il nostro vecchio tempio del calcio, all’indomani di alcune affermazioni politiche, hanno sollecitato tante persone a saperne di più su questa struttura che ad Alghero fa bella mostra da oltre un secolo.
E siccome è l’unica struttura votata al gioco del calcio, che può ospitare numeri importanti di spettatori, è tempo di mettere in chiaro alcune considerazioni. Una su tutte: la destinazione futura di questo impianto, non solo terreno di gioco, tribune, e servizi, ma persino il terreno che è contiguo, quello noto come ex vivaio comunale, guardando persino agli immobili che con il campo mariotti sono contigui, meritevoli di attenzione.
E per comincare un ragionamento compiuto sul Mariotti, bisogna partire da un presupposto, in linea con il più ampio sentire comune nel merito: il Mariotti è e deve rimanere lo stadio della città. “Stadio” nell’eccezione più larga, ovvero a conclusione di interventi strutturali imprescindibili.
E se è vero che sino dette tante belle parole all’indomani dell’esordio casalingo dell’Alghero calcio, fra i più autorevoli, parliamo di organi decisori, non ha sprecato una parole che si scrive in un solo modo: futuro. Nessuno ci ha detto cosa succederà da ora in poi, cosa si prevede, cosa si progetta, cosa c’è dietro l’angolo del campo Comunale di Alghero. E già a questo punto molti storcono la bocca, è certo, ma è la base di partenza di un dialogo fatto senza finzioni e trucchi.
Da una parte ci sono i fautori del campo delocalizzato, si pronuncia l’area di Maria Pia, poi conti alla mano, prevedendo un campo a Maria Pia, ci si accorge che un’area di pregio, forse la più pregiata in città, che difficilmente si può immolare sull’altare del calcio per realizzare una struttura ex novo, con viabilità e parcheggi da almeno mille posti auto. Costo dell’operazione? Una bagno ! Un progetto da svariati di milioni di euro. Ed è qui che la realtà, stride con i sogni.
Dire che bisogna immaginare una struttura fuori dalla città, è persino scontato, ma oggi, anzi da domenica scorsa, i progetti, nel medio e lungo termine devono riguardare l’esistente.
E da qui partiamo, per parlare del Mariotti, della struttura, tutta nel suo insieme, che qualcuno ignora essere degli algheresi, poiché poggia su un terreno destinato ad uso civico
Molti parlano di un lascito, altri, sempre per sentito dire, rievocano una donazione di un notabile, forse un prete, fatta a fin di bene. Nessuno sino ad oggi aveva trovato riscontro a questa narrazione. Ma con un fenomenale passaparola, nel tempo si è consolidata una narrazione: il Mariotti donato da un nobile prelato. E a conoscere il nome del canonico Mariotti, pare siano in pochi. Qualcuno ha affiancato Mariotti al nome di Bruno, un noto calciatore degli anni ’80, che , sia chiaro, non era parente neanche lontanamente. Storici di Alghero, hanno certificato il passaparola, non citando atti, dando per scontato che fosse un lascito.
Allora la domanda è sorta quasi spontanea: chi più del Comune di Alghero poteva conoscere, con i suoi uffici, la reale situazione di quell’area che si trova nel quadrilatero tra via Vittorio Emanuele, via Michelangelo via Diaz e via Aldo Moro.
Viene in mente che il Consiglio comunale di Alghero nella seduta del 29/12/2021 ha approvato la ricognizione generale e analisi dei decreti commissariali delle terre civiche ricadenti nel proprio territorio e approvato il conseguente piano di valorizzazione e recupero delle stesse.
Nella parte quarta, tabella 6 di questo censimento, troviamo notizia di terreni pervenuti al Comune di Alghero con atto pubblico e acquisiti al patrimonio disponibile dell’ente.
Si legge fra i terreni di proprietà dell’Ente Comune, al foglio 64 mappale 76 per una superficie di 45.375 metri quadri quest’area è pervenuta al Comune di Alghero con atto di vendita del 5 giugno 1918 repertorio numero 3199 fascicolo numero 25, rogato dal notaio Dupré Carmine.
L’atto è trascritto presso la Regia conservatoria dei registri di Sassari con nota numero 740/18, la delibera conseguente del consiglio comunale di Alghero è la numero 36 è stata redata al 13 ottobre 1918 e approvata dal prefetto con decreto del 6 luglio 1918.
Scoperta la premessa, andiamo a vedere il Repertorio numero 3199 con fascicolo numero 29, al primo foglio è riportato l’atto di vendita redatto a mano il 5 giugno 1918. Si legge : in Alghero in una sala del municipio posto in via COLUMBANO, si presentano davanti al notaio Avv. Carmine Dupré il nobile Claudio Guillot di fu Francesco nato ad Alghero e l’avvocato Mario Vitelli fu Carmine nato a Livorno, che in qualità di Assessore anziano del Comune di Alghero parla e agisce per conto di quella amministrazione. Sono le parti che al cospetto di un notaio, una vende ( nobile Claudio Guillot), l’altra parte per conto del Comune di Alghero acquista ( l’Assessore Anziano Mario Vitelli)
Una premessa particolare si legge ancora nell’atto di vendita, scritto dal notaio a mano. Il consiglio comunale di Alghero con voto unanime aveva deliberato l’acquisizione dell’area di proprietà di Claudio Guillot il terreno nominato Mariotti, con tutti i fabbricati ivi esistenti in regione Pivarada, della superficie di quattro ettari e 96 m., per costruire una pubblico mattatoio e un pubblico lavatoio per il prezzo complessivo di lire 28.000.
Nell’atto si riporta pure il motivo di questa compravendita. Per per poter ottemperare a questa richiesta l’autorità di polizia di questo presidio militare ( di Alghero ndr) deve sloggiare entro il 20 del corrente mese i locali dell’Ospizio Marino sito nel solaio, per essere questo adibito ai bisogni dei ragazzi scrofolosi della provincia. L’autorità militare – si legge – ha ordinato a questa amministrazione comunale di fornire entro il termine predetto altri locali per la caserma, dal momento che le truppe attualmente sono accampate nei locali dell’Ospizio Marino. Con promessa che l’amministrazione comunale stava procedendo alla sua costruzione. Nell’atto si legge che fra i fabbricati del Mariotti esistono delle tettoie e immobili per la costruzione del mattatoio, del lavatoio, utilizzabili per la copertura dei nuovi locali da adibire all’alloggiamento delle truppe.
Insomma la compravendita avviene anche sulla spinta di una esigenza primaria, la sistemazione delle truppe alloggiate all’Ospizio Marino ( attuale Univesità in Piazza Santa Croce)
Emerge che in capo ai Guillot, vi erano delle ipoteche a favore della Cassa di Risparmio di Alghero. Ipoteche sanate con la vendita dell’area.
Ed ecco i termini contenuti nell’atto di vendita: il notabile nobile cavalier Claudio Guillot vende, cede e trasmette a favore del Comune di Alghero che accetta per il tramite dell’avvocato Mario Vitelli in qualità di Assessore anziano, il terreno nominato Mariotti posto in questo agro, per una superficie di ettari 4,96 con tutti i fabbricati ivi esistenti, adiacenti nella strada nazionale Alghero -Sassari, la strada confinante con la strada Vicinale la Pivarada, confinante con gli eredi del fu Emanuele Larco, e con la proprietà della signora Polese Adelaide. Il prezzo è concordato nella somma di lire 28.000 lire in conformità con il deliberato del consiglio comunale avvenuto in data 13 ottobre 1917.
Nella copia conforme il notaio Duprè specifica gli usi civici dell’area. Proprio questa classificazione e questa dicitura usi Civici colloca il terreno del Mariotti, fra i beni di proprietà del Comune nel patrimonio disponibile dell’ente, e non possano in nessun modo essere destinati ad altro fine che non sia nell’interesse e a favore dei “comunisti”. Il terreno del Mariotti è un bene della comunità, e tutto quanto si prevede, dev’essere finalizzato a bene e godimento comune.
Seppur sin dal 2018 l’area si identifica come “Mariotti”, l’unica certezza è che fosse un terreno di proprietà privata, appartenente a Claudio Guillot. Non c’è traccia di donazione ( e non ce ne poteva essere), come pure della destinazione futura dell’area a campo di calcio, mentre rimane traccia di un mattatoio, scomaparso dal Mariotti dopo gli anni ’70. Era un terreno privato venduto al comune per 28.000 lire.
Questa è la storia dell’area Mariotti, visti gli atti, ma raccontata dai nostri padri ricamandoci sopra, con toni romantici, per giustificarne l’inalienabilità e il mantenimento della destinazione a campo di calcio. Perchè il terrore di tanti Algheresi è stato quello di immaginare il campo Mariotti imolato all’altare della speculazione edilizia, come lo fu il campo nel retro di Via Palomba, e come fu ( un esempio plastico) il campo di Sant’Agostino.
Che non si possa vendere per attività speculativa privata è pacifico, che si possa destinare ad altra attività di interesse collettivo, è possibile, ed è in capo a decisioni dell’Amministrazione Comunale. Se l’Amministrazione decidesse di destinare l’area ad altro fine, deve, come primo passaggio liberarla e sgravarla dall’uso civico, particolare che prevedere anche il pronunciamento della Regione, identificando al contempo altra area.
Questo ci porta a concludere che l’auspicata opzione di una forza Politica locale, che ha ipotizzato la possibilità di vendere l’attuale area a privati, e con il ricavato realizzare un impianto sportivo altrove, NON è possibile.
Il Mariotti rimarrà area destinata ad uso civico, e ha più sostanza ipotizzare la realizzazione di una struttura polifunzionale al servizio delle future generazioni. Ipotizzare la struttura calcistica, costruita partendo dall’esistente, non è una chimera, anzi pare proprio un percorso obbligatorio.
Oggi le tribune si costruiscono in assemblamenti modulari prefabbricati, ed è questo che si auspica per la gradinata vetusta a nord, dietro l’ex vivaio. Il Mariotti con un investimento sostenibile, e un nuovo progetto d’insieme potrebbe cambiare letteralmente pelle. Ed è qui il centro di tutto il discorso: cosa vuol fare l’attuale Amministrazione per il Mariotti? Se ne può parlare o si preferisce viaggiare alla giornata, poi si vedrà?
E’ auspicabile che i camminamenti interni possano essere lastricati? E’ auspicabile che la gradinata a nord sia rasa al suolo e ricostruita con metodiche nuove? Si può pensare di utilizzare persino l’ex vivaio costruendo un campo polivalente che sia di supporto all’attività del campo di gioco principale? E con un pizzico di coraggio si deve immaginare persino una foresteria – club sfruttando gli immobili contigui al campo Mariotti.
E allora si abbia il coraggio di parlarne apertamente, e si dica cosa si vuol fare. Giusto per cominciare a reperire risorse, che in verità non mancano, guardando persino al credito sportivo.
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