Nonostante le incertezze internazionali e i rincari energetici la Toscana cresce stabilmente (+0,5% del Pil). Nel 2026 l’economia mostra una fase di tenuta, evitando la recessione. Secondo il rapporto annuale IRPET la Toscana evidenzia dinamiche differenti tra i vari settori produttivi e sociali. Forte spinta propulsiva dell’export regionale, trainato in particolare dal settore orafo-gioielliero. Turismo in espansione: le presenze turistiche continuano a crescere (+3,8%), confermandosi un pilastro fondamentale dell’economia locale. La regione investe circa l’1,51% del Pil in innovazione e supporto alle imprese. L’indicatore Regio-coin della Banca d’Italia è una stima sintetica dell’evoluzione delle componenti di fondo dell’economia a livello regionale, costruita sulla falsariga degli indicatori coincidenti nazionali e dell’area euro come €-coin e Ita-coin. “L’indicatore coincidente Regio-coin Toscana, che coglie l’andamento delle componenti di fondo del Pil segnala per la Toscana una stabilizzazione della fase ciclica nel corso dell’anno”. analizza la Banca d’Italia. E aggiunge: “Le esportazioni sono fortemente cresciute, soprattutto nei comparti dei metalli preziosi e dei prodotti farmaceutici. Al tempo stesso “nel sistema della moda il calo del fatturato si è attenuato, grazie anche a un lieve recupero della domanda estera“.
Focus Toscana
Il settore dei servizi, sottolinea la Banca d’Italia, è “lievemente cresciuto, sostenuto dalla spesa delle famiglie ed è proseguita la ricomposizione dei flussi turistici verso le locazioni brevi. Le costruzioni hanno mantenuto una dinamica moderatamente favorevole, grazie ancora alla componente pubblica. Per il complesso del settore produttivo, la redditività si è confermata su valori positivi per un’ampia quota di imprese. E la liquidità è rimasta elevata nel confronto storico, in special modo per quanto riguarda le tecnologie avanzate”. Poi “i prestiti al settore privato non finanziario sono tornati a crescere, sospinti dai finanziamenti alle famiglie. In particolare, i mutui abitativi hanno accelerato, mentre il credito al consumo è aumentato in misura sostenuta”. Il credito alle imprese registra un aumento dell’utilizzo delle garanzie pubbliche. “Al contempo la qualità del credito si è mantenuta elevata negli ultimi anni, nonostante il rallentamento congiunturale; il tasso di deterioramento del credito è ulteriormente sceso nel 2025, confermandosi su livelli storicamente bassi”, osserva la Banca d’Italia. È proseguita, inoltre, “l’azione di stimolo degli enti pubblici territoriali. Sono aumentate sia le spese correnti sia soprattutto quelle in conto capitale, alimentate negli anni più recenti soprattutto dai progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e dai maggiori investimenti con fondi propri degli enti locali. Con un limitato apporto finora delle politiche europee di coesione del ciclo 2021-27. Gli investimenti Ict (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione) promossi dal Pnrr hanno favorito in regione un miglioramento nell’offerta di servizi pubblici digitali, che partiva già da una situazione in generale migliore rispetto all’Italia”.

Contesto globale
A livello generale le tensioni geopolitiche e il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz hanno determinato un marcato incremento dei prezzi dei beni energetici. “L’aumento dell’inflazione e il peggioramento del clima di fiducia delle famiglie potrebbero preludere a un indebolimento dei consumi- evidenzia la Banca d’Italia-. Le previsioni delle imprese toscane sul fatturato per il 2026 rimangono comunque improntate alla stabilità, mentre quelle sugli investimenti sono negative. Le frequenti crisi che si sono susseguite dal 2020 si sono accompagnate a un utilizzo maggiore degli aiuti di Stato quale strumento di sostegno al tessuto economico. In un orizzonte di più lungo periodo, rimane tuttavia cruciale affrontare alcuni ritardi strutturali che caratterizzano il sistema economico regionale. In Toscana la crescita post-pandemia è stata guidata maggiormente dall’aumento dell’occupazione“. Nel mese di settembre 2026 le imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono di assumere 7.440 lavoratori, l’1% in meno rispetto allo stesso mese del 2025 (-60 unità). Lo riporta la Camera di commercio Toscana Nord Ovest. Il dato d’area, sostanzialmente stabile, sintetizza però andamenti territoriali diversi: alla crescita di Pisa (+4%) e Massa Carrara (+3%) si contrappone la flessione di Lucca (-7%) che sconta il confronto col picco turistico del settembre 2025.

Settori e mismatch
Tra i settori il segnale più rilevante viene dall’industria manifatturiera, che torna a crescere (+5%), mentre il turismo si ridimensiona di un quinto (-20%) e le costruzioni proseguono la fase di assestamento (-7%). In miglioramento anche il “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro. Le posizioni di difficile reperimento scendono al 45% del totale, con una riduzione diffusa a Pisa e Massa Carrara, mentre restano più elevate a Lucca. Nel trimestre settembre-novembre le assunzioni programmate ammontano a 21.330 unità, l’1% in meno rispetto a un anno fa. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai dati rilevati per il mese di settembre 2026 su un campione di imprese con dipendenti delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa dal Sistema informativo Excelsior, indagine realizzata da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e analizzati dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dall’Istituto Studi e Ricerche – Isr. “I dati di settembre – afferma il presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini – confermano una domanda di lavoro complessivamente stabile, con la ripresa della manifattura che compensa il fisiologico rientro della componente stagionale. Il segnale più incoraggiante arriva dalla riduzione del mismatch, tornato a interessare meno di una assunzione su due, che si conferma la principale criticità del nostro mercato del lavoro”. “Le imprese chiedono sempre più professionalità tecniche e qualificate – conclude Tamburini – per questo la Camera di Commercio continua a investire nell’alleanza tra scuola, formazione professionale e sistema economico locale, sostenendo i percorsi Pcto e la certificazione delle competenze per orientare i giovani verso i fabbisogni reali del territorio”.
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