Trasformare la spinta generata dal PNRR in una capacità strutturale di investire e innovare. È questa la sfida indicata da ANIE Confindustria in occasione dell’Assemblea Pubblica 2026, dal titolo “Quale crescita dopo il PNRR?”, che si è svolta a Milano.
Il confronto ha messo al centro il futuro degli investimenti pubblici e privati dopo la conclusione del Piano e il ruolo che le filiere tecnologiche possono assumere nel sostenere crescita, competitività e transizione energetica.
Secondo ANIE, l’esperienza del PNRR ha dimostrato come una domanda accompagnata da una prospettiva di medio-lungo periodo possa attivare investimenti industriali e accelerare processi già in corso. La questione ora è evitare una discontinuità una volta esaurita la spinta del Piano.
Il PNRR ha sostenuto investimenti e crescita
Con circa 194 miliardi di euro assegnati, l’Italia rappresenta il principale beneficiario del programma Next Generation EU. Secondo lo studio “L’eredità del PNRR: impatti e prospettive per i settori ANIE”, realizzato da TEHA Group e ANIE, il Piano ha rappresentato il principale sostegno agli investimenti pubblici in Italia dal secondo dopoguerra.
Il peso del PNRR emerge anche osservando le filiere nelle quali operano le imprese associate ad ANIE. Energia, Building, Industria e Infrastrutture rappresentano complessivamente un sistema da circa 930 miliardi di euro di fatturato aggregato.
I quattro ambiti hanno inoltre intercettato il 22% dei progetti del Piano e il 63% del valore dei finanziamenti. In particolare, il 49% delle risorse è stato destinato a infrastrutture e trasporti, il 33% all’edilizia, il 10% all’energia e l’8% all’industria.
I settori ANIE continuano a crescere
La capacità di investimento delle filiere tecnologiche trova riscontro anche nei risultati più recenti.
Nel 2025 il fatturato settoriale ha superato i 118 miliardi di euro, mentre nel primo semestre 2026 il comparto ha registrato una crescita tendenziale del 9%, contro il +3% della manifattura.
Anche l’export mostra segnali di rafforzamento, con incrementi superiori al 10% verso Nord America, Medio Oriente e Nord Africa. Un’evoluzione che contribuisce a diversificare i mercati di riferimento delle imprese rispetto alla tradizionale concentrazione sul mercato europeo.
«L’Italia non deve soltanto utilizzare tecnologia. Deve continuare a progettarla e a produrla, rafforzando le filiere strategiche e la collaborazione tra imprese, ricerca e università», ha sottolineato Vincenzo de Martino, presidente di Federazione ANIE.
Otto imprese su dieci guardano con preoccupazione al post-PNRR
A fotografare le aspettative delle imprese è una survey realizzata da ANIE Confindustria e TEHA Group su circa 200 aziende associate, rappresentative del 35% del fatturato attribuibile ai settori industriali di ANIE.
L’80% delle imprese coinvolte ha partecipato a progetti o gare collegati al PNRR. Tra queste, il 60% ha preso parte a più di cinque iniziative e il 61% ha operato come fornitore o subfornitore.
L’impatto sul business è stato rilevante: per il 54% delle imprese le attività legate al PNRR hanno generato oltre il 10% del fatturato 2024-2025, mentre per il 32% la quota ha superato il 20%.
Più contenuto è stato invece l’accesso diretto ai finanziamenti: circa il 20% degli associati ha ricevuto fondi PNRR destinati agli investimenti. Tra i beneficiari, circa otto imprese su dieci hanno utilizzato le risorse per aumentare investimenti già programmati o avviarne di nuovi.
Sostenibilità, competenze e occupazione tra gli effetti degli investimenti
Gli investimenti collegati al Piano hanno avuto ricadute anche sulle strategie aziendali.
Tra le imprese beneficiarie, il 69% ha investito in sostenibilità ed efficienza energetica, il 53% ha aumentato il personale e il 52% ha sviluppato nuove competenze.
Il quadro cambia però quando si guarda al futuro. Il 79% degli associati si dichiara molto o abbastanza preoccupato per gli effetti che la conclusione del PNRR potrebbe avere sugli investimenti e sulla crescita economica in assenza di ulteriori politiche e programmi di sostegno.
Il tema non riguarda quindi soltanto la disponibilità di risorse, ma la possibilità di mantenere una domanda stabile e prevedibile per consentire alle imprese di programmare investimenti e capacità produttiva.
Burocrazia e tempi di autorizzazione tra le criticità
L’esperienza del PNRR ha evidenziato anche alcuni ostacoli nell’attuazione dei progetti.
Per il 52% degli associati ANIE, l’eccesso di burocrazia ha rappresentato il principale elemento di complessità nella partecipazione a progetti e gare. Seguono la carenza di personale qualificato, indicata dal 32% delle imprese, e i tempi di autorizzazione, segnalati dal 31%.
Il tema della capacità di attuazione si affianca così a quello delle risorse: per trasformare la programmazione in investimenti concreti, secondo ANIE, occorre intervenire anche sulla semplificazione dei procedimenti e sulla disponibilità di competenze.
Transizione energetica e infrastrutture tecnologiche tra le priorità
Guardando alla prossima politica industriale, le imprese individuano alcune direttrici prioritarie.
La transizione energetica è indicata dal 50% degli associati, seguita dal potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, al 48%, e dalla semplificazione normativa, al 38%.
Ricerca e innovazione e digitalizzazione delle infrastrutture raccolgono entrambe il 29% delle indicazioni, mentre il 28% segnala l’attrazione di investimenti industriali.
Il quadro restituisce quindi una domanda orientata verso reti, energia, digitalizzazione e innovazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo.
Energia e digitale per sostenere la competitività
Per ANIE, la fase successiva al PNRR dovrà continuare a puntare sulle infrastrutture che abilitano la transizione energetica e digitale.
Reti elettriche più moderne, elettrificazione, efficienza energetica, sistemi di accumulo e flessibilità dovranno procedere insieme allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e digitali.
Secondo i dati richiamati dallo studio, alcuni degli effetti degli investimenti degli ultimi anni sono già misurabili: la diffusione della fibra è cresciuta del 32%, il risparmio di energia primaria del 66% e i chilometri di rete ferroviaria ad alta velocità del 25%.
Rimane tuttavia un divario significativo sul fronte della produttività. Dal 1995 l’Italia ha registrato una crescita del 6%, contro il 39% della media UE27.
Il ruolo del capitale privato
Con la conclusione del PNRR, il contributo degli investimenti privati diventa ancora più rilevante.
Secondo le stime richiamate da TEHA, il 78% del fabbisogno europeo per la transizione verde e digitale nei prossimi anni dovrà essere coperto dal settore privato.
Per ANIE, per rendere possibile questo passaggio sono necessarie condizioni di mercato stabili, una programmazione di lungo periodo e una maggiore prevedibilità del quadro normativo.
La survey conferma questa esigenza: il 60% delle imprese indica nella programmazione pluriennale delle risorse l’elemento dell’esperienza PNRR da mantenere nelle future politiche di investimento pubblico. Il 49% chiede maggiore velocità di attuazione e la stessa percentuale indica come prioritaria la definizione di obiettivi e traguardi misurabili.
Programmazione e semplificazione per il dopo PNRR
Il passaggio dalla fase straordinaria del PNRR a una politica industriale strutturale pone quindi il tema della continuità.
Per ANIE, programmazione significa garantire visibilità agli investimenti e agli strumenti di sostegno; semplificazione significa ridurre la complessità amministrativa e rendere i tempi autorizzativi compatibili con i cicli industriali; coerenza significa assicurare che gli indirizzi nazionali trovino applicazione nelle norme e nelle decisioni territoriali.
La sfida riguarda anche il capitale umano. Formazione tecnica, ITS, università, ricerca e formazione continua diventano elementi necessari per accompagnare l’introduzione di automazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale ed elettronica nei processi produttivi.
Dall’eredità del PNRR a una politica industriale di lungo periodo
L’analisi presentata all’Assemblea Pubblica ANIE restituisce quindi un punto di partenza per la fase successiva al Piano: gli investimenti hanno contribuito a sostenere la crescita e ad accelerare la trasformazione di alcune filiere, ma la loro prosecuzione richiede condizioni strutturali.
La posizione di ANIE si concentra su tre direttrici: dare prospettiva agli investimenti, creare le condizioni per la crescita delle imprese e rafforzare il ruolo della tecnologia come leva di competitività.
Come ha concluso de Martino, «il dopo non può essere un ritorno al prima». Per il sistema industriale, la questione sarà quindi trasformare la spinta temporanea del PNRR in una capacità stabile di programmare, investire e innovare.
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