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Dopo aver chiuso il 2025 con esportazioni a 10,06 miliardi di euro (+5,3%), l’economia parmense conferma il proprio slancio anche nel primo semestre, con un ulteriore +5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Ufficio studi dell’Unione parmense degli industriali ha elaborato i dati Istat sulle esportazioni nei primi 6 mesi. Analisi anche dalla Camera di commercio dell’Emilia. Dagli studi emerge in sostanza un maggiore flusso di beni da Parma verso l’estero per 280 milioni in più in un anno, che hanno così portato il valore delle esportazioni a 5,342 miliardi. Con il manifatturiero a fare da traino.
La metalmeccanica si conferma il principale comparto esportatore della provincia, con oltre 2 miliardi di euro di vendite all’estero e una crescita media del 7,6%. Spicca la performance della meccanica generale, che registra un aumento del 19,4%. Segno negativo invece per l’impiantistica alimentare (-4,1%), che rallenta dopo diversi anni di forte espansione.
Più articolato il quadro dell’industria alimentare. Nel suo complesso il settore evidenzia una contrazione del 3,3% nell’export, pur con andamenti molto differenziati tra i comparti. Crescono le conserve animali (+4,9%) e soprattutto il settore delle bevande, che mette a segno un deciso +59%. In flessione lattiero-caseario (-9,6%), molitorio (-3,8%), pane, pasta e prodotti da forno (-7%) e conserve ittiche
(-28,8%). Il settore Alimentare incide per il 28,6% sulle esportazioni parmensi e nel primo semestre vale 1,490 miliardi di euro.
Continua invece la fase positiva del comparto chimico-farmaceutico. La chimica cresce del 22,1%, la cosmetica del 4,9%, mentre la farmaceutica cresce ancora del 26%, sostenuta dalla forte domanda proveniente dagli Stati Uniti, un andamento registrato anche a livello nazionale. A favorire questa dinamica contribuisce anche il permanere, almeno per ora, di un contesto commerciale internazionale sostanzialmente esente da barriere tariffarie.
Tra gli altri comparti manifatturieri prosegue la flessione del vetro (-7,9%) e del tessile-abbigliamento (-11,1%). Sostanzialmente stabile il settore del legno, mentre la gomma-plastica mostra una dinamica positiva con una crescita del 4,7%.
Quali sono i principali mercati di sbocco? L’Unione europea si mantiene al primo posto, con una crescita del 6,1% rispetto ai primi 6 mesi del 2025. Il valore dell’export verso il Vecchio continente (compresi i Paesi extra-Ue) si porta a 3,606 miliardi di euro, pari al 67,5% del totale delle esportazioni della provincia.
Particolarmente significativo l’andamento del Nord America: registra un balzo del 25,2%, confermandosi uno dei mercati più dinamici per le imprese parmensi. Sulla rilevante crescita delle esportazioni negli Usa hanno pesato positivamente le ottime performance di alcuni settori: il +208,4% dei metalli di base e prodotti in metallo, il +68,9% degli apparecchi elettrici, il +46,5% dei macchinari e il + 46% dei farmaceutici.
In calo invece le esportazioni verso l’America centro-meridionale (-13,7%), l’Africa (-13%) e l’Asia (-5,7%). Positive le performance dell’Oceania (+7,7%), mentre il Medio Oriente flette dell’8,9%.
«In un contesto internazionale che continua a essere caratterizzato da significative incertezze geopolitiche ed economiche – commenta Matteo Ferrari, presidente dell’Unione parmense degli industriali – le imprese parmensi confermano la propria capacità di crescita, registrando un ulteriore aumento del 5,5%. Si tratta di un risultato incoraggiante, che testimonia la competitività, la solidità e la diversificazione del nostro sistema produttivo, particolarmente forte nei comparti a più elevato contenuto tecnologico e di conoscenza».
Il comunicato della Camera di commercio dell’Emilia
Pur con un rallentamento rispetto ai valori del primo trimestre (un sorprendente +12,4%), le esportazioni parmensi hanno chiuso i primi sei mesi dell’anno con un’evidente crescita.
A giugno, infatti, il valore dei flussi di beni verso l’estero è aumentato del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025; si tratta, in sostanza, di 280 milioni in più in un anno, che hanno così portato il valore delle esportazioni a 5,342 miliardi.
Il saldo commerciale con l’estero – evidenziato dalle analisi condotte dall’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia su dati ISTAT – è risultato positivo per 2,537 miliardi, anche a causa di una flessione del 4,9% delle importazioni, che nella nostra provincia ammontano a 2,805 miliardi di euro.
Il traino di questa crescita di flussi di merci verso i Paesi esteri è stato esercitato, ovviamente, dal comparto manifatturiero, che da solo, con 5,207 miliardi, copre il 99,3% delle esportazioni e ha registrato una crescita pari a 272 milioni.
Più nel dettaglio, il quadro della manifattura parmense alla fine del secondo trimestre di quest’anno è caratterizzato dall’ottima performance dei prodotti farmaceutici, in crescita del 26,0% e attestati ad un valore di 778 milioni di euro.
Crescita decisa, percentualmente, anche per i prodotti chimici, con un +13,3% e 350 milioni di euro di valore.
Decisamente superiore alla media, poi, anche la crescita di valore dei macchinari, che costituiscono la fetta più importante delle esportazioni parmensi, con un’incidenza pari al 29,2%. In questo caso l’incremento delle vendite all’estero è stato del 6,8%, per un valore di 1,519 miliardi di euro.
In flessione, invece, l’agroalimentare, che incide per il 28,6% sulle esportazioni parmensi e che, perdendo il 3,3%, è sceso a 1,490 miliardi di euro e ha perso il primato nella graduatoria dei prodotti più esportati dalla nostra provincia.
Tra i continenti di destinazione delle merci prodotte a Parma, l’Europa si mantiene al primo posto, con una crescita del 6,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025 e un valore che si è portato a 3,606 miliardi di euro, cifra che vale il 67,5% del totale delle esportazioni. Buono anche il dato del continente americano, che con un +15,7% ha portato il valore delle sue importazioni a 981 milioni, mentre l’Asia è scesa a 472 milioni di euro, cedendo il 6,7%.
L’analisi dell’Ufficio camerale rileva, a livello di singoli Paesi, che gli Stati Uniti, con un balzo del 30,0% e un ammontare del flusso di merci provenienti da Parma di 728 milioni di euro, sono diventati il primo partner commerciale, con un’incidenza sull’export totale pari al 13,6%.
Sulla rilevante crescita delle esportazioni negli Usa hanno pesato positivamente le ottime performance di alcuni settori: il +208,4% dei metalli di base e prodotti in metallo, il +68,9% degli apparecchi elettrici, il +46,5% dei macchinari e il + 46,0% dei farmaceutici.
La Germania, poi si è mantenuta in seconda posizione, con un +8,9% ed un valore totale di merci importate di 707 milioni di euro. La Francia, invece, è scesa dalla prima alla terza posizione della graduatoria, pur segnando un aumento dello 0,2% che ha portato il valore dei flussi a 660 milioni di euro.
Marcati aumenti, infine, sono stati rilevati per la Spagna (quarto posto della classifica), con 305 milioni di valore e un aumento del 10,6%, e il Regno Unito che, con un +18,1%, ha portato a 259 milioni di euro il valore delle importazioni di beni prodotti a Parma.
Per ulteriori dettagli: sezione informazione economica, import-export sul sito della Camera di commercio dell’Emilia.
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