Calzature, export -2,4% e produzione -6,7%: persi 3.065 addetti


Il settore calzaturiero italiano ha perso 151 imprese e 3.065 addetti nei primi sei mesi del 2026, mentre la produzione è diminuita del 6,7%. La contrazione della struttura produttiva accompagna un semestre chiuso con il fatturato in calo del 2,3% e con esportazioni che, nei primi cinque mesi, hanno ceduto il 2,4% in valore e il 5,8% in volume.

I dati elaborati dal Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici descrivono una filiera ancora sotto pressione. La domanda estera risente soprattutto delle difficoltà registrate in Russia, Medio Oriente e Stati Uniti. Due indicatori, però, si muovono nella direzione opposta: il saldo commerciale è aumentato del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro, mentre gli acquisti delle famiglie italiane sono tornati a crescere dopo tre anni di progressiva contrazione.

L’export vale 4,77 miliardi, ma diminuiscono anche le paia vendute

Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane di calzature hanno raggiunto 4,77 miliardi di euro, il 2,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

La flessione diventa più marcata osservando i volumi: il numero di calzature esportate è diminuito del 5,8%.

La distanza tra i due valori indica che la contrazione delle quantità vendute all’estero è stata superiore a quella registrata dal valore complessivo delle esportazioni.

Le differenze tra i mercati sono ampie. La Russia registra un calo del 24,6%, mentre il Medio Oriente arretra del 34%. Negli Stati Uniti la diminuzione è del 5,2%.

Prosegue anche la debolezza del Far East, con una flessione dell’1,6%, dopo il forte ridimensionamento già registrato nel 2025.

L’Unione Europea cresce del 2%, Francia primo mercato

In controtendenza rispetto alle altre aree considerate si muove l’Unione Europea, dove l’export italiano di calzature aumenta complessivamente del 2% in valore.

La Francia cresce del 4,3% e si conferma il primo mercato di destinazione. Da sola assorbe oltre un quinto dell’export del settore.

La tenuta del mercato comunitario contribuisce a un altro dato positivo del periodo: tra gennaio e maggio il saldo commerciale del comparto è salito del 9,6%, fino a 2,16 miliardi di euro.

È su questo risultato che si concentra Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici:

«Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale – dichiara Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici – Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Il saldo commerciale del comparto è cresciuto da gennaio a maggio del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro: un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile. La tenuta del mercato UE e le prime indicazioni di recupero dei consumi interni confermano segnali di miglioramento del nostro comparto. Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un’eccellenza del sistema manifatturiero nazionale».

In Italia tornano a crescere gli acquisti di scarpe

Un segnale diverso arriva dal mercato domestico. Dopo tre anni di progressiva erosione, nel primo semestre 2026 gli acquisti di calzature delle famiglie italiane sono aumentati di circa il 2% sia in volume sia in valore.

La crescita interrompe quindi la fase di contrazione dei consumi indicata per gli anni precedenti.

Le calzature da donna registrano l’andamento migliore, con un incremento del 4% sia nelle quantità acquistate sia nella spesa.

Aumentano anche sportive e sneakers, che segnano un +1,5% e rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva per calzature.

La ripresa degli acquisti interni rimane tuttavia accompagnata da indicatori industriali negativi.

Produzione -6,7%, chiudono 151 imprese

L’indice Istat della produzione del settore segna un calo del 6,7%.

La difficoltà produttiva si riflette direttamente sul numero di aziende e sull’occupazione. Nei primi sei mesi del 2026 sono uscite dal mercato altre 151 imprese attive, pari a una riduzione del 4,7%.

Il numero dei calzaturifici italiani scende così a 3.045 unità.

Nello stesso periodo sono stati persi 3.065 addetti tra industria e artigianato, con una flessione del 4,5%. Gli occupati del comparto sono ora 65.279.

Il calo di imprese e lavoratori assume quindi una dimensione percentuale simile, rispettivamente -4,7% e -4,5%, mentre la contrazione della produzione risulta ancora più marcata.

Cassa integrazione in diminuzione del 24,1%

Sul mercato del lavoro arriva anche un dato di segno opposto. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono diminuite del 24,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel primo semestre si sono attestate a 12,9 milioni di ore.

Il dato sulla cassa integrazione convive quindi con una riduzione del numero di imprese e di occupati. Nel frattempo il settore affronta una domanda internazionale debole in diversi mercati, mentre Unione Europea e consumi domestici mostrano gli andamenti più favorevoli tra quelli rilevati.

Per Assocalzaturifici, la fase richiede interventi su competitività, investimenti e occupazione. I numeri del semestre mostrano infatti due dinamiche parallele: il saldo commerciale cresce a 2,16 miliardi e i consumi italiani tornano in territorio positivo, ma produzione, imprese, addetti ed esportazioni continuano a diminuire.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม