L’economia trentina va, nonostante le tensioni internazionali che mettono in crisi l’economia e la propensione agli investimenti da parte delle imprese, complice anche il rialzo del costo del denaro appena perpetrato dalla Banca centrale europea che non tarderà a fare sentire i suoi effetti negativi.
Nel secondo trimestre 2026, il fatturato delle imprese esaminate nell’indagine curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento registra un aumento del 4,3% rispetto al corrispondente trimestre del 2025, con un’accelerazione positiva rispetto al periodo immediatamente precedente, su cui incidono, in parte, anche le dinamiche inflazionistiche.
I risultati migliori riguardano il settore dei trasporti (+8,9%), del commercio all’ingrosso (+8,2%), dei servizi alle imprese (+7,1%) e delle costruzioni (+5,2%). Anche il commercio al dettaglio (+2,4%) e il manifatturiero (+1,5%) presentano una variazione positiva, ma più contenuta. Cresce del 2,4% il fatturato realizzato in Trentino, mentre quello registrato in Italia, ma fuori provincia, segna un incremento più significativo, pari al 5,4%. La componente estera mostra una ripresa rispetto al trimestre precedente e torna a crescere dopo sei trimestri consecutivi in contrazione.
La variazione tendenziale dei ricavi delle vendite risulta moderatamente positiva per le piccole imprese (1-10 addetti), che registrano un incremento del 2,9%. La crescita è più sostenuta tra le imprese di medie dimensioni (11-50 addetti), con un aumento del 5,1%, e tra quelle di grandi dimensioni (oltre 50 addetti), che segnano una crescita del 4,6%.
Anche in questo trimestre, l’occupazione conferma un andamento leggermente positivo (+0,8%), sostanzialmente in linea con il periodo precedente. Gli incrementi più significativi si registrano nel settore delle costruzioni (+2,5%), del commercio all’ingrosso (+2,4%) e dei servizi alle imprese (+1,1%), mentre il comparto dei trasporti evidenzia una contrazione della base occupazionale pari a -1,2%. Il commercio al dettaglio (-0,2%) e il manifatturiero (+0,2%) mostrano invece una sostanziale stabilità.
L’occupazione nelle imprese di minore dimensione (fino a 10 addetti) registra anche in questo secondo trimestre una variazione negativa (-1,7%). Si conferma invece una moderata crescita degli addetti nelle imprese di medie dimensioni (11-50 addetti) e nelle grandi imprese (oltre 50 addetti), con incrementi rispettivamente dell’1,0% e del 2,4%.
Gli ordinativi, a differenza di quanto rilevato nel trimestre precedente, registrano una variazione negativa (-3,5%). Gli andamenti sono differenziati a seconda del settore economico di riferimento.
La maggior parte degli imprenditori definisce stabile la situazione economica delle proprie aziende, giudizio che trova conferma anche nelle aspettative per i prossimi mesi. Il 70,5% degli intervistati prevede una sostanziale continuità della redditività aziendale.
In crescita anche l’export provinciale nel secondo trimestre 2026, il valore nominale delle esportazioni trentine ha raggiunto 1,33 miliardi di euro, registrando un incremento del 3,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta della prima variazione positiva dopo sei trimestri consecutivi di calo delle vendite all’estero. La ripresa, pur favorevole, risulta tuttavia più contenuta rispetto sia alla media nazionale (+7,7%) sia a quella del NordEst (+6,7%).
Con riferimento ai settori produttivi, le vendite trentine all’estero sono costituite in prevalenza da prodotti dell’attività manifatturiera (il 94% del valore complessivo). La quota principale è riconducibile ai “macchinari ed apparecchi” (21,9%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (17,7%) e i “mezzi di trasporto” (10,6%). Nel complesso, queste tre categorie merceologiche rappresentano il 50% delle esportazioni provinciali.
Nel confronto con il corrispondente trimestre del 2025, si registra una dinamica differenziata della domanda estera a seconda della categoria merceologica, con aumenti che interessano in particolare gli “apparecchi elettrici” (+29,5%), gli “articoli in gomma e materie plastiche” (+28,5%) e i “metalli di base e prodotti in metallo” (+23,4%). Flessioni si rilevano invece nelle vendite di “prodotti tessili e abbigliamento (-22,1%), “macchinari e apparecchi” (-3,9%) e mezzi di trasporto (-1,4%). Stabile la dinamica dei “prodotti alimentari e bevande” (-0,2%).
Dopo un primo trimestre caratterizzato da una dinamica negativa, nel periodo aprile-giugno, anche le importazioni segnano un recupero (+5,1% rispetto al secondo trimestre 2025), attestandosi a un valore di 896 milioni di euro. La crescita è trainata principalmente dai comparti “sostanze e prodotti chimici” (+23,1%), “mezzi di trasporto” (+22,6%) e “metalli di base e prodotti in metallo” (+21,1%). Registra invece una contrazione significativa l’import di “alimentari e bevande” (-15,5%).
Considerando il valore dell’export, da diversi anni la graduatoria dei principali Paesi colloca al primo posto la Germania, mercato verso cui nel periodo aprile-giugno si sono dirette merci dal Trentino per un valore complessivo di 212 milioni di euro, pari al 16,0% delle vendite effettuate sui mercati internazionali; seguono gli Stati Uniti con circa 177 milioni di euro (pari al 13,3% delle esportazioni complessive), la Francia con 126 milioni di euro (pari al 9,5%) e il Regno Unito con 112 milioni di euro (pari all’8,4%). Nel confronto con lo stesso periodo del 2025 si riscontra un generale aumento degli scambi (Germania +6,7%, Stati Uniti +10,8%, Francia +2,9% e Regno Unito +9,6%).
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