Con Inter-Monza e Udinese-Como in programma nel pomeriggio di oggi riecco il campionato, dopo il terzo Mondiale di fila passato dall’Italia davanti alla tv e un’estate di trionfi azzurri tra atletica, nuoto e gli altri sport. Il calcio torna padrone dei weekend, con le due torinesi chiamate ad un ruolo da protagoniste (anche se con ambizioni ben diverse), dopo 12 mesi da dimenticare.

Juve in prima fila nella griglia scudetto

Se tutti sono concordi nell’indicare l’Inter campione uscente come la formazione da battere, destinata a partire in pole position per lo scudetto che porta sul petto e per i tre rinforzi Made in England che hanno ulteriormente rafforzato il gruppo di Chivu, le ultime mosse di mercato hanno proiettato la Juve come prima rivale dei nerazzurri. Se fino a qualche giorno fa si faceva preferire il Napoli dell’ex Allegri, ora i bianconeri si sono meritati la ‘prima fila’ grazie ai colpi messi a segno in questa sessione estiva. Un gradino dietro, insieme ai partenopei, ecco la Roma di Gasperini, poi in terza fila il Milan targato Amorim e il Como rivelazione dell’ultima stagione, ma c’è curiosità anche per la rinnovatissima Fiorentina e per l’Atalanta affdata a Sarri.

Tornando alla Juve, con l’arrivo di Vicario finalmente Spalletti (anche se inizialmente l’idea non lo esaltava…) ha finalmente un portiere all’altezza, dopo gli errori e gli orrori di Di Gregorio nell’ultimo biennio. Kolo Muani è quella prima puntava che alla Juve serviva come il pane, dopo l’addio di Vlahovic e il flop David, un cavallo di ritorno che ha tutto per fare benissimo. Il giovane bosniaco Alajbegovic, che aveva fatto ammattire gli azzurri nello spareggio per il Mondiale, è un talento di classe purissima, Lucumi aggiunge sostanza alla difesa e può diventare un jolly utilissimo, con Celik è stata fatta un’aggiunta importante alla panchina: la premiata ditta Carnevali-Mascara ha fatto pienamente il suo dovere, dopo la fine prematura dell’ingloriosa gestione Comolli e i giocatori scelti in base agli algoritmi.

Ma se arrivano 100 milioni per Yildiz…

I due dirigenti della Juve puntano ancora a portare a casa un ulteriore rinforzo di qualità, quasi certamente in attacco, ma molto dipenderà anche dalle uscite. Senza i 70-80 milioni certi garantiti dalla qualificazione in Champions, anche la Vecchia Signora deve essere attenta ai conti, dopo troppi anni di bilanci in rosso. La vera scommessa, per gli ultimi 10 giorni di mercato, sarà quella di trovare sistemazione ai diversi esuberi della rosa, ma trovare acquirenti per Koopmeiners piuttosto che David, Di Gregorio o Zhegrova non sarà facile, visti i loro stipendi e le magre figure rimediate nell’ultima stagione. 

A meno che arrivi una cessione a sorpresa: nei mesi scorsi si era vociferato di una possibile partenza di Bremer, nelle ultime ore dall’Inghilterra è rimbalzata una voce clamorosa, quella che vuole l’Arsenal disposto a mettere sul piatto 100 milioni per Yildiz. La Juve sembra intenzionata a dire di no, ma se i Gunners dovessero alzare ulteriormente l’offerta… Di sicuro, il talento turco è il numero 10 e il giocatore attorno a quale Spalletti conta di far ruotare la nuova Juve, chiamata ad un ruolo da protagonista, anche in Europa League, dopo troppe stagioni da comprimaria.

Abate per un Toro giovane e sbarazzino

Se l’obiettivo della Juve è lottare per lo scudetto o almeno blindare la zona Champions, il nuovo Toro di Abate intriga, con la sua voglia di proporre un calcio fresco, moderno e con tanti interpreti giovani. Il tecnico, anche se debuttante nella massima categoria, ha dimostrato di avere doti importanti, a Terni e poi con la Juve Stabia, conosce già l’ambiente essendo stato anche calciatore granata (pur se per un’unica stagione). E alcuni dei tanti volti nuovi sembra in grado di assecondare le speranze dei tifosi granata di non soffrire più, dopo le tante tribolazioni della gestione Baroni (prima che ci mettesse una toppa D’Aversa, da marzo a fine stagione).

Il portiere Mascardi piuttosto che l’ex viola Comuzzo in difesa, l’olandese Fitz-Jim in mezzo al campo e il talento (di ritorno dal prestito) Cacciamani , insieme all’altro baby Luongo, fanno sperare in un Torino capace di coniugare il bel calcio con i risultati. Con l’obiettivo di tornare nella colonna di sinistra della classifica ed essere la mina vagante del campionato, come ha detto il direttore sportivo Petrachi il giorno della presentazione di Abate. Con due certezze davanti che si chiamano Vlasic e Simeone (senza dimenticare il capitano Zapata) non sembra un risultato improbabile, ma quando si parla del Toro di Cairo c’è sempre di mezzo il ma.

La paura di qualche cessione eccellente in extremis

Il patron, assieme al ds, ha fatto capire che sono necessarie delle uscite, per sistemare il bilancio e portare ancora quei due-tre giocatori che il nuovo tecnico si aspetta per completare l’organico e alzare il tasso tecnico. Sapendo che si dovrà chiudere la sessione di mercato con un utile di una ventina di milioni di euro, il timore dei tifosi del Toro è quello che negli ultimi giorni di agosto un paio di big possano essere sacrificati. E già si ipotizza la cessione di Vlasic o del giovane Cacciamani, per il quale la Roma sarebbe pronta ad offrire quei 20 milioni che servono al Toro.

Così, tra speranze di rinascita e timori che si possa ripetere in questa estate una cessione ‘last minute’ pesante come quella di Bellanova nel 2024, i tifosi del Toro vivono tra dubbi e paure. Il popolo della Maratona tornerà ad occupare la curva e a tifare, ponendo fine allo sciopero iniziato a metà della scorsa stagione (con l’eccezione del derby), ma si annunciano nuove contestazioni nei confronti della proprietà. E, oltre ai rischi di cessioni eccellenti, preoccupa il calendario. Milan all’esordio, poi trasferte contro Sassuolo e Fiorentina, quindi la Roma in casa e il viaggio a Udine: quanti punti saprà fare questo Torino nelle prime cinque giornate?




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Massimo De Marzi

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