Festa della Repubblica. Matera con il tricolore, per la Costituzione


Lo avevamo scritto nel servizio di presentazione
https://giornalemio.it/cronaca/festa-della-repubblica-a-matera-80-anni-nel-solco-dei-21-settembre-1943/ e lo ricordiamo nell’anniversario della nostra Carta Costituzionale. Va difesa e fatta conoscere fino in fondo, a cominciare dai giovani, altro che didattica da rinnovare o stravolgere come vorrebbero certi astrusi programmi ministeriali. E la Costituzione, a scuola, per gli italiani e per quanti cercano nella nostra terra una speranza per il futuro, deve continuare a essere garanzia di pace, libertà, diritti, doveri sempre quando ricorre il 25 aprile, il 1 maggio, a Matera il 21 settembre,il 4 novembre le giornate della legalità, della memoria e di altre date che riportano ai principi democratici. Matera in piazza Vittorio Veneto ha celebrato, e in una giornata dalle alte temperature, l’anniversario della Repubblica, con l’auspicio che si possa e si voglia fare di più per difenderla, dagli attacchi subdoli e palesi di stravolgerla per derive autoritarie come sta dimostrando la storia degli ultimi anni e la riduzione del potere decisionale del nostro Paese a causa dei disegni geopolitici di nazioni guerrafondaie come Stati Uniti e Israele che continuano a ignorare, volutamente, il diritto internazionale e la sovranità dei popoli.

Discorso del Sindaco di Matera Antonio Nicoletti per il 2giugno – Festa della Repubblica
Buongiorno a tutte e a tutti,
rivolgo un saluto alle autorità civili, militari e religiose presenti, alle associazioni combattentistiche e d’arma, ai ragazzi e alle ragazze, a tutti i cittadini che celebrano con noi la ricorrenza del 2 giugno, Festa della Repubblica.
Ottant’anni fa, dopo la dittatura e la guerra, gli italiani furono chiamati a scegliere democraticamente e liberamente il proprio futuro. Da quel voto – per la prima volta a suffragio universale – prese forma un nuovo cammino insieme, fondato sulla libertà, sulla partecipazione, sulla dignità della persona e sul rispetto delle istituzioni democratiche.
Oggi rivolgo un pensiero particolare a quelle donne che, con coraggio, senso civico e speranza, entrarono nelle sezioni elettorali per esprimere il proprio voto. Quel gesto, che oggi ci sembra naturale, rappresentò allora una conquista fondamentale di dignità, uguaglianza e cittadinanza. La Repubblica nasce anche dalla loro voce, dalla loro partecipazione e dal loro contributo alla costruzione dell’Italia democratica.
Ricordare questi ottant’anni significa rendere omaggio a tutte le generazioni che hanno lavorato per consolidare le istituzioni repubblicane, difendere la libertà, promuovere la giustizia sociale e garantire i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

La Repubblica, quindi, non è “solo” una forma di governo nata dal voto di ottant’anni fa. La nostra Repubblica è la vita e l’impegnodi ogni giorno; deve essere la qualità delle nostre scuole, l’efficienza dei servizi pubblici, la tutela del diritto alla salute e al lavoro, la sicurezza delle nostre comunità, le opportunità offerte ai nostri cittadini.
La Repubblica vive nella capacità delle Istituzioni di essere presenti e credibili, vive nella partecipazione democratica dei cittadini: due cose imprescindibili e inscindibili, ancor più in un’epoca in cui è sempre più concreto il rischio del disimpegno politico e la conseguente crisi di rappresentanza civile.
Oggi, a distanza di ottant’anni dalla sua nascita, la Repubblica Italiana e i suoi valori sono ancora e sempre garanzia di libertà edevono essere generatori di fiducia, soprattutto se comparati a quel che succede nel mondo intorno a noi. Questa fiducia si forma ogni giorno – e in questo ciascuno di noi, uomini e donne delle Istituzioni, ha un ruolo, lavorando con serietà, assumendosi responsabilità, dando risposte ai problemi delle persone.
Ciò vale per chi amministra una città e vale per chiunquerappresenti lo Stato, ma vale anche per ciascun cittadino e cittadina, nella nostra convivenza civile.

Per questo rivolgo un pensiero speciale ai giovani. A loro affidiamo il patrimonio di libertà e democrazia conquistato da chi ci ha preceduto. Conoscere la storia della Repubblica significa comprendere il valore dei diritti di cui oggi godiamo, e il dovere di custodirli e rafforzarli.
Qui a Matera conosciamo bene il valore dell’impegno. La storia della nostra città dimostra che i cambiamenti più importanti arrivano dalla capacità di rapportarsi al mondo, ma anche e soprattutto di guardarsi dentro e di crescere insieme, di condividere una visione e di lavorare insieme per attuarla. Matera è cresciuta perché ha saputo investire sulla propria identità, sulla cultura, sul patrimonio storico, sulle persone.
Oggi abbiamo il dovere di continuare su questa strada, affrontando con realismo e concretezza le sfide che abbiamo davanti: ascoltare i giovani, tutelare i più fragili, favorire la creazione di opportunità di lavoro, migliorare i servizi, rendere la nostra città sempre più inclusiva e sostenibile. Oggi abbiamo la consapevolezza che una comunità cresce quando nessuno resta indietro e quando ciascuno si sente parte di un progetto comune.

La Festa della Repubblica ci richiama anche a queste responsabilità, ricordandoci che la democrazia non è un bene acquisito una volta per sempre, ma un patrimonio da custodire quotidianamente attraverso l’impegno, il rispetto, il dialogo e la partecipazione attiva.
In un tempo in cui il dibattito pubblico è spesso segnato da divisioni e contrapposizioni, il 2 giugno ci ricorda che si possonoavere idee diverse e continuare a sentirsi parte della stessa comunità. È questo uno dei significati più preziosi della nostra Repubblica: riconoscersi in valori comuni, nel rispetto delle differenze.
Per chiudere, rivolgo un ringraziamento a tutti i funzionari pubblici che dedicano il proprio impegno quotidiano agli altri: i dipendenti comunali, le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, i docenti e gli educatori, i volontari… tutti coloro che ogni giorno operano al servizio della collettività, perseguendo il bene comune.La Repubblica siete anche voi. Siamo noi.
Buona Festa, viva Matera, viva la Repubblica, viva l’Italia


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 Franco Martina

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