Alessandro Massimilla è un giovane attore calabrese che sta costruendo il proprio percorso nel mondo del cinema con passione, studio e grande determinazione. Dotato di una recitazione intensa e autentica, si è distinto interpretando il protagonista del cortometraggio Con i tuoi occhi, diretto da Paride Gallo, ruolo che gli è valso il premio come Miglior Attore al Borgia Film Festival 2026. Sui social racconta il suo cammino con discrezione e gratitudine, senza mai perdere di vista l’obiettivo di crescere artisticamente. La sua è la storia di un giovane talento che, con tenacia e umiltà, sta trasformando un sogno in una professione, portando con orgoglio le proprie radici calabresi nel panorama del cinema italiano.
Alessandro, questo premio come Miglior Attore rappresenta un traguardo importante. C’è stato un momento della tua vita in cui hai capito che la recitazione sarebbe stata molto più di una semplice passione?
«Eh già, rappresenta un grande traguardo: il coronamento di un sogno e un forte incentivo a continuare. È il risultato dei tanti sacrifici compiuti in questi anni di percorso.
L’ho capito nel momento in cui diverse compagnie teatrali ed emittenti televisive locali hanno iniziato a cercarmi, proponendomi delle collaborazioni. In quel momento ho compreso che la gavetta stava dando i suoi frutti e che avrei potuto fare della recitazione il mestiere della mia vita.»
Dietro ogni successo ci sono sacrifici, rinunce e anche momenti di scoraggiamento. Qual è stata la difficoltà più grande che hai dovuto affrontare per continuare a credere nel tuo sogno?
«Decisamente. Per realizzare grandi sogni c’è bisogno di fare grandi sacrifici e di non cedere ai momenti di sconforto che, inevitabilmente, fanno capolino. Ci sono stati tanti momenti difficili e diversi scogli da superare, ma la difficoltà più grande è stata fare i conti con il classico cliché: “Sì, ma cosa fai davvero nella vita?”.
Purtroppo il mestiere dell’attore spesso non viene percepito come un lavoro vero e proprio, ma come un semplice hobby. Chi non è del settore non tiene in considerazione i ritmi spesso devastanti: lavorare nello spettacolo significa essere costantemente in viaggio, rinunciare al tempo con la famiglia e lavorare proprio quando gli altri sono in vacanza, perché i tour si svolgono soprattutto in estate.
Affrontiamo tantissime difficoltà, ma la più grande resta il pregiudizio di chi pensa che il nostro non sia un lavoro, bensì un passatempo. È una visione che finisce per sminuire ciò che facciamo con tanto amore e dedizione.»
Nel cortometraggio Con i tuoi occhi hai dato vita a un personaggio molto intenso. Come ti prepari emotivamente per entrare nei panni di un ruolo e quanto di Alessandro rimane nei personaggi che interpreti?
«Il protagonista di Con i tuoi occhi è sicuramente uno dei personaggi più complessi e affascinanti che abbia mai interpretato. Colgo l’occasione per ringraziare di cuore il regista Paride Gallo per avermi dato l’opportunità di essere il protagonista della sua opera.
Mi sono preparato utilizzando il metodo Strasberg, che ho appreso in accademia sotto la guida della mia maestra Barbara Pasqua. Ogni dettaglio del personaggio è stato costruito attraverso la memoria sensoriale, la sostituzione e la rievocazione di episodi realmente vissuti. Inoltre, ho studiato diverse interviste ad attori e persone argentine per assimilare la dolcezza del loro accento.
In ogni personaggio rimane sempre un po’ di Alessandro, così come in me resta qualcosa dei ruoli che interpreto. È un interscambio continuo: un attore presta corpo e anima ai personaggi che porta in scena o sul set, ma lascia inevitabilmente anche una parte di sé.»
Essere un giovane attore in Calabria significa spesso dover affrontare ostacoli in più. Quanto contano le tue radici nel tuo modo di vivere il cinema e quali opportunità pensi manchino ancora ai talenti della nostra regione?
«Partire dalla Calabria, come da qualsiasi altra terra d’Italia in cui l’industria cinematografica non è storicamente radicata, rappresenta un ostacolo importante per ogni artista, e lo è stato anche per me.
Sono profondamente legato alla mia regione. Le radici che mi tengono ancorato ad essa riguardano la cultura enogastronomica, l’accoglienza e la bellezza del nostro patrimonio paesaggistico, ma anche il senso di appartenenza che porto sempre con me.
Negli ultimi anni la Calabria è diventata sempre più richiesta come set cinematografico grazie alle sue location e alle professionalità presenti sul territorio. Le occasioni per noi giovani esistono, ma sono ancora limitate. Spesso, infatti, le grandi produzioni arrivano con il cast già definito e cercano in loco soltanto comparse o ruoli marginali, rischiando così di penalizzare i talenti del territorio.»
Chi sono gli attori, i registi o le persone che ti hanno ispirato di più e che continuano a rappresentare un punto di riferimento nel tuo percorso artistico?
«Al Pacino, Robert De Niro e Paolo Sorrentino. Credo ci sia poco da aggiungere: per me rappresentano il cinema nella sua forma più alta e una fonte inesauribile di ispirazione.
A livello personale e professionale, una figura fondamentale per la mia crescita umana e artistica è senza dubbio William Gatto, attore, promotore culturale e presidente del Parco Tommaso Campanella, che con il suo esempio costante mi ha trasmesso davvero tantissimo. È una persona che non si ferma mai! (ride)».
Questo premio non è certamente un punto di arrivo, ma forse un nuovo inizio. Quali sono i tuoi sogni, i progetti che vorresti realizzare e l’attore che speri di diventare tra dieci anni?
«Confermo, è decisamente un nuovo inizio. Ci tengo innanzitutto a ringraziare di cuore la giuria per avermi conferito il premio come Miglior Attore, la direttrice artistica, la dott.ssa Rosalba Fusto, che da dieci anni porta con passione la bellezza del cinema nella sua comunità, rappresentando un valore prezioso per Borgia e per l’intera Calabria, e tutto il team del Borgia Film Festival per la cortesia e la gentilezza dimostrate.
Questo riconoscimento è arrivato in una cittadina a me molto cara: il mio trisavolo e i miei bisnonni materni erano proprio di Borgia. Tornare qui e sentire l’affetto della comunità mi riempie di gioia e gratitudine.
In realtà un sogno importante ha già preso vita: aver creato, insieme all’attrice e regista Ivana Lindia, fondatrice dell’associazione Il Teatro dei Visionari, il vivaio teatrale I Piccoli Visionari. Vedere i bambini crescere nel segno del rispetto, dell’arte e della passione è per noi motivo di immensa felicità e orgoglio.
Ho tanti altri sogni da realizzare e diversi progetti in cantiere. Continuerò a parlare con il lavoro, come ho sempre fatto. Fra dieci anni mi vedo come un attore decisamente migliore, con qualche film e qualche progetto importante in più nel curriculum… e, probabilmente, con qualche capello in meno! (ride)».
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