Trapianti 2025, +3,5% nel mondo. I dati dell’Italia


di Ivana Barberini

Nel 2025 l’attività di trapianto di organi nel mondo è cresciuta del 3,5% rispetto all’anno precedente. Un risultato positivo che, tuttavia, non basta a soddisfare le necessità dei pazienti in attesa di un organo. È quanto emerge dalla Newsletter Transplant 2026, pubblicata dal Consiglio d’Europa in collaborazione con l’Organización Nacional de Trasplantes (ONT) spagnola. Il rapporto, giunto alla 31ª edizione, raccoglie i dati del 2025 relativi a 96 Paesi, che rappresentano complessivamente il 77% della popolazione mondiale. Le statistiche consentono di confrontare i risultati dei diversi sistemi sanitari e individuare le differenze nell’accesso ai trapianti.

Oscar Bianchi

«Il rapporto pubblicato dal Consiglio d’Europa è un’ottima notizia per il nostro Paese e una conferma della qualità del lavoro di promozione e sensibilizzazione che viene portato avanti – spiega il presidente di AVIS Nazionale, Oscar Bianchi –. Quando si parla di donazione in riferimento alla nostra associazione si pensa inevitabilmente al sangue e agli altri emocomponenti come plasma e piastrine. Tuttavia, l’intero sistema si fonda sulle donazioni anche di organi solidi, tessuti come i vasi sanguigni e cellule staminali emopoietiche, ormai sempre più prelevate da sangue periferico piuttosto che dal midollo osseo.

Si tratta di un vero e proprio circolo virtuoso che consente agli ospedali di portare avanti con regolarità gli interventi chirurgici d’urgenza e le attività di routine, oltre che garantire le terapie salvavita per i pazienti cronici. Occorre ricordarsi, infatti, che senza sangue anche le operazioni più semplici non potrebbero essere effettuate, ecco perché non possiamo permetterci di dare per scontato questo gesto e ciò che rappresenta. L’obiettivo dell’autosufficienza deve essere mantenuto tutti i giorni e per farlo è necessario l’impegno di ciascuno».

Oltre 184mila trapianti nel mondo

Secondo le stime internazionali, nel 2025 sono stati effettuati complessivamente circa 184mila trapianti di organi. Il rene rimane l’organo maggiormente trapiantato, con 116.775 interventi, seguito dal fegato con 45.556 trapianti. Si contano inoltre 10.748 trapianti di cuore, 8.472 di polmone, 2.148 di pancreas e 180 di intestino.
Una parte importante dell’attività riguarda i donatori viventi, dai quali proviene il 38% dei trapianti di rene e il 23% di quelli di fegato.
I donatori deceduti sono stati 49.169, di cui 34.304 dopo accertamento della morte con criteri neurologici e 14.865 dopo accertamento con criteri circolatori. Quest’ultima modalità rappresenta circa il 30% delle donazioni da persone decedute e contribuisce ad ampliare la disponibilità di organi.

L’Europa e le differenze tra Paesi

Nell’Unione europea, che conta circa 449 milioni di abitanti, nel 2025 sono stati registrati 11.044 donatori deceduti e 32.809 organi trapiantati. Gli interventi hanno riguardato soprattutto il rene, con 19.474 trapianti, e il fegato, con 8.179. Seguono 2.455 trapianti cardiaci, 2.155 polmonari, 524 di pancreas e 22 intestinali.
Le differenze tra Paesi restano considerevoli. La Spagna conferma il primato internazionale per donatori deceduti in rapporto alla popolazione, con 53,2 donatori per milione di abitanti, seguita dagli Stati Uniti con 47,7. In Europa si distinguono anche Islanda (37,5), Belgio (36,9) e Portogallo (35,6).
La disponibilità di donatori è molto più bassa in altri Paesi. La Germania, ad esempio, registra 11,7 donatori per milione di abitanti, mentre la Romania si ferma a 4,8.

Italia, aumentano i donatori e i pazienti trapiantati

L’Italia si colloca tra i Paesi europei con i risultati migliori per donazione di organi. Nel 2025 sono stati registrati 1.827 donatori deceduti, pari a 30,9 per milione di abitanti, rispetto ai 1.795 del 2024 e ai 1.731 del 2023. Di questi, 456 sono donatori dopo accertamento della morte con criteri circolatori. I donatori deceduti dai quali è stato effettivamente trapiantato almeno un organo sono stati 1.760.
Anche il numero dei pazienti sottoposti a trapianto è aumentato, passando dai 4.642 del 2024 ai 4.678 del 2025, pari a 79 pazienti per milione di abitanti.
Nel dettaglio, sono stati effettuati 2.367 trapianti di rene, 1.753 di fegato, 451 di cuore e 144 di polmone. Per quanto riguarda la donazione da vivente, si registrano 364 donatori di rene e 22 di fegato
Il confronto internazionale mostra comunque alcuni margini di miglioramento. La Spagna, per esempio, presenta un tasso di donazione decisamente superiore a quello italiano, pur avendo registrato nel 2025 una lieve diminuzione dei donatori rispetto al 2024, da 2.562 a 2.547.

«Quello dell’Italia si pone ancora una volta come modello a cui ispirarsi, anche a livello internazionale – prosegue Bianchi –. La costante crescita dell’indice donazionale, infatti, è il segnale che siamo un Paese solidale, sensibile e attento alle esigenze della collettività, primo tra tutti la tutela dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) in cui rientra proprio la donazione di emocomponenti, organi, tessuti e cellule.

In un’epoca segnata sempre più dalle divisioni e dai contrasti, dai conflitti e dalla mancanza di tolleranza, a volte rischiamo di perdere di vista un principio che dovrebbe accomunarci tutti: la cura dell’altro

Numeri come quelli presentati dal Consiglio d’Europa, invece, mandano il segnale forte e positivo di una società attenta alle necessità del prossimo. In primis sul tema della salute».

Liste d’attesa, 275 decessi nel 2025

Nonostante l’aumento dei trapianti, resta elevato il numero delle persone in attesa di un organo. In Italia, al 31 dicembre 2025, si contavano 6.307 pazienti in lista attiva per un trapianto di rene, 1.006 per il fegato, 768 per il cuore e 257 per il polmone. Nel corso dell’anno sono stati registrati 275 decessi tra i pazienti in lista d’attesa, di cui 118 in attesa di un rene, 69 di un fegato, 47 di un polmone e 41 di un cuore. Dati che mostrano come, nonostante i progressi, la disponibilità di organi rimanga insufficiente a soddisfare tutte le richieste.

Donazione e trapianti, le disuguaglianze riguardano anche il genere

Il rapporto dedica attenzione alle differenze di accesso ai trapianti tra uomini e donne. Nel giugno 2026 il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha adottato una raccomandazione che invita gli Stati membri a individuare e ridurre le disuguaglianze legate al sesso e al genere, sia nella donazione sia nell’accesso alle cure e nei risultati clinici.
La pubblicazione affronta, inoltre, la sicurezza di tessuti e cellule di origine umana, le conseguenze della normativa europea sui dispositivi medici e i rischi legati alla promozione online di viaggi internazionali per ottenere trapianti attraverso pratiche contrarie ai principi etici.
Infine, nonostante l’aumento degli interventi, il numero di organi disponibili rimane insufficiente in molte aree del mondo. Il rapporto conferma forti differenze geografiche nei tassi di donazione e trapianto.


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