l’avvocato tra scalata bancaria e vicende giudiziarie


Giuseppe Mussari è uno dei nomi che hanno segnato una stagione controversa della finanza italiana. Nato a Catanzaro il 20 luglio 1962, avvocato di formazione, il manager finito oggi nella bufera perché indicato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta come uno dei mandanti dell’omicidio di David Rossi è arrivato ai vertici di Monte dei Paschi di Siena dopo aver guidato la Fondazione Mps. È stato presidente della banca dal 2006 al 2012 e dell’Associazione bancaria italiana dal 2010 al gennaio 2013. Il suo percorso si è intrecciato con l’acquisizione di Antonveneta, con le operazioni finanziarie che hanno alimentato la crisi dell’istituto senese e con una lunga stagione di procedimenti giudiziari, conclusasi con assoluzioni definitive in alcuni dei principali processi a suo carico.

Dalla Calabria a Siena: la formazione e la carriera forense

Nato in Calabria, Mussari si trasferisce a Siena per studiare Giurisprudenza, laureandosi all’università della città toscana. Nel 1993 avvia la professione forense e diventa presidente della Camera penale senese, entrando progressivamente negli ambienti professionali e istituzionali della città.

Il suo percorso si sviluppa inizialmente nel mondo dell’avvocatura, ma presto si sposta verso la gestione degli enti e della finanza. La conoscenza del contesto senese e dei suoi equilibri economici e istituzionali diventa un elemento importante della sua ascesa.

La Fondazione Mps e l’arrivo alla guida della banca

Il passaggio decisivo arriva nel 2001, quando Mussari viene nominato presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, l’ente che allora esercitava un ruolo centrale nell’azionariato della banca e nella distribuzione di risorse a favore del territorio.

Resta alla guida della Fondazione fino al 2006, anno in cui assume la presidenza di Banca Monte dei Paschi di Siena. Ha 44 anni e diventa uno dei protagonisti del sistema creditizio italiano. Nel 2010 raggiunge un altro incarico di primo piano: la presidenza dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, che mantiene fino al gennaio 2013.

La sua parabola sembra quella di un manager capace di passare dall’avvocatura ai vertici della finanza nazionale. Ma proprio durante gli anni della sua presidenza Mps compie alcune delle operazioni che finiranno al centro delle inchieste sulla crisi dell’istituto.

L’acquisizione di Antonveneta e la crisi di Mps

Uno dei passaggi più controversi della gestione Mussari è l’acquisizione di Banca Antonveneta, conclusa da Mps nel 2007 per una cifra superiore ai 9 miliardi di euro. L’operazione, realizzata in una fase di forte espansione del gruppo senese, si rivelerà particolarmente onerosa e diventerà uno degli snodi fondamentali nella ricostruzione delle difficoltà finanziarie della banca.

Negli anni successivi, l’attenzione degli investigatori si concentra anche su operazioni strutturate e strumenti derivati, tra cui Alexandria e Santorini, sottoscritti o ristrutturati nell’ambito dei rapporti con istituti internazionali. Le contestazioni riguardavano, tra l’altro, presunte irregolarità nella rappresentazione contabile delle operazioni e nella comunicazione alle autorità di vigilanza.

Nel gennaio 2013, quando la vicenda dei derivati diventa pubblica, Mussari lascia la presidenza dell’Abi. Aveva già abbandonato la guida di Mps nell’aprile 2012. La crisi dell’istituto senese si trasforma così in uno dei casi più rilevanti della storia bancaria italiana recente.

I processi e le assoluzioni definitive

Le vicende giudiziarie legate alla gestione di Mps hanno avuto esiti differenti a seconda dei procedimenti, ed è importante distinguerli.

Nel processo sulle operazioni Alexandria, Santorini, Chianti Classico e Fresh, Mussari era stato condannato in primo grado a Milano nel novembre 2019. La Corte d’appello ha poi assolto gli imputati il 6 maggio 2022 e, l’11 ottobre 2023, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale contro le assoluzioni, rendendole definitive. La vicenda riguardava le presunte irregolarità nelle operazioni di finanza strutturata realizzate tra il 2008 e il 2012.

Un altro procedimento, relativo alla privatizzazione dell’aeroporto di Siena-Ampugnano, si era concluso nel 2017 con l’assoluzione di Mussari con la formula «per non aver commesso il fatto», dall’accusa di falso in atto pubblico.

Il ritorno in Calabria e la toga ritrovata

Dopo gli anni trascorsi ai vertici di Mps e dell’Abi, Giuseppe Mussari è tornato in Calabria per riprendere la professione di avvocato. Il rientro risale al novembre 2017, data che lo stesso Mussari ha indicato durante un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. «Io ero ritornato in Calabria l’11 novembre 2017 per fare l’avvocato», ha dichiarato nel corso dell’audizione del febbraio 2022.

Il ritorno all’attività forense è stato anche un ritorno nelle aule giudiziarie, questa volta dall’altra parte del processo. Nel settembre 2021 Mussari è comparso al tribunale di Lamezia Terme in veste di avvocato, esaminando alcuni testimoni nell’ambito del procedimento Andromeda, relativo a vicende di criminalità organizzata.

La nuova fase professionale si è sviluppata anche attraverso la collaborazione con lo studio legale Staiano. La presentazione professionale dello studio indica che Mussari collabora continuativamente dal 2020, occupandosi in particolare di diritto penale e societario e seguendo procedimenti relativi alla criminalità organizzata e alle misure di prevenzione.

Il ritorno in Calabria ha segnato così il passaggio dalla ribalta nazionale della finanza a un’attività professionale nuovamente legata al diritto. Una scelta che Mussari aveva anticipato già nel 2012, quando, lasciando la presidenza di Mps, aveva dichiarato di voler tornare al mestiere di avvocato. La sua parabola professionale, tuttavia, è rimasta legata alle vicende giudiziarie maturate durante gli anni alla guida della banca senese, fino alle assoluzioni definitive nel procedimento sulle operazioni finanziarie Alexandria e Santorini.

Un nome legato a una stagione della finanza italiana

La figura di Giuseppe Mussari resta associata a una fase decisiva per Monte dei Paschi di Siena: l’espansione attraverso Antonveneta, le operazioni finanziarie finite sotto la lente della magistratura, la crisi dell’istituto e il successivo percorso di risanamento.

Il suo profilo racconta anche l’ascesa di un professionista partito dalla Calabria e arrivato ai vertici di una delle più antiche banche italiane e della rappresentanza nazionale del credito. Una carriera che ha attraversato potere economico, istituzioni e tribunali, lasciando un segno profondo nella storia recente del sistema bancario italiano.


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