A Milano ora c’è l’Accademy Italia-Cina


Con sedi operative a Milano, Pechino, Chengdu e Chongqing, l’Academy Italia-Cina garantisce una presenza diretta e un supporto personalizzato e continuativo su entrambi i mercati. ‘Open Day dell’Academy della Fondazione Italia
Cina, ospitato presso gli uffici di Baker McKenzie a Milano, che ha riunito aziende,
manager, esperti e rappresentanti del mondo accademico per riflettere sugli strumenti
necessari per operare efficacemente lungo l’asse Italia-Cina.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i nuovi programmi formativi dell’Academy
dedicati alle imprese ed è stata proposta una lezione aperta sulle sfide che incidono oggi
sulle relazioni tra Italia e Cina.
Dopo i saluti istituzionali del Cav. Lav. Mario Boselli, Presidente della Fondazione Italia
Cina, il confronto è partito dalle barriere commerciali che ancora esistono tra Italia e Cina,
con un focus su barriere non tariffarie e investimenti diretti, illustrate da Marco Marazzi,
Head of China Desk di Baker McKenzie.
Il dibattito si è poi spostato sulle barriere di natura culturale, comunicativa e sociale,
affrontate da Francesco Boggio Ferraris, Direttore Academy e Marketing della Fondazione
Italia Cina, Simone Hu, Responsabile dell’Academy della Fondazione a Pechino e
Chongqing, Roger Botti, Creative and Managing Director di Robilant, e Roberto Razeto,
Head of International Affairs and Ranking dell’Università IULM.
Attraverso testimonianze dirette e casi concreti, l’incontro ha offerto una lettura
multidisciplinare delle trasformazioni in corso, con l’obiettivo di favorire una comprensione
più profonda e reciproca e di fornire strumenti utili per costruire un dialogo più efficace tra i
due mercati.

Oltre le barriere: prospettive per un dialogo efficace sull’asse Italia-Cina.
Competenze interculturali, comunicazione e strategie di mercato al centro dell’Open Day
dell’Academy della Fondazione Italia Cina a Milano. La Fondazione Italia Cina è l’unica piattaforma in Italia e una delle principali in Europa ad annoverare tra i
propri membri imprese ed enti istituzionali italiani e cinesi, con l’obiettivo di facilitare la collaborazione e i
rapporti bilaterali tra i due Paesi e sviluppare nuove opportunità di business.
Grazie a un network composto da oltre 300 soci e partner, la Fondazione Italia Cina offre alle imprese servizi
mirati di assistenza, informazione, analisi e formazione, con particolare attenzione ai processi di
internazionalizzazione sull’asse Italia-Cina-Asia. L’Academy della Fondazione Italia Cina rappresenta il punto di riferimento per la formazione d’eccellenza
dedicata a chi opera tra Italia e Cina. Formazione aziendale, corsi di lingua e cultura e study tour
costituiscono i principali ambiti di attività dell’Academy, con soluzioni personalizzate progettate sulle
esigenze di aziende, professionisti e studenti attivi tra Italia e Cina. Grazie a una rete qualificata di docenti,
consulenti ed esperti italiani e madrelingua cinesi provenienti dal network della Fondazione, l’offerta unisce
competenze pratiche, visione strategica e approfondimenti sulle principali dinamiche economiche,
commerciali e culturali dei due Paesi.

COSE DA SAPERE

La distanza tra Italia e Cina non è solo geografica o culturale: è soprattutto interpretativa.
In un contesto sempre più complesso, la capacità di comprendere il Paese diventa un vero
e proprio fattore competitivo. Da qui la proposta di un approccio fondato su quattro
dimensioni complementari: analizzare, per capire le trasformazioni in corso; connettersi,
per costruire relazioni e presenza sul territorio; guidare, per sviluppare visione e capacità
di adattamento; raccontarsi, per favorire dialogo e comprensione reciproca.
● La cultura d’impresa cinese: innovare, con radici antiche
Le nuove aziende cinesi della robotica, dell’intelligenza artificiale, dell’automotive e delle
tecnologie avanzate non si pongono in rottura con la tradizione culturale del Paese. Al
contrario, molti dei loro modelli manageriali attingono a principi di pensiero profondamente
radicati nella cultura cinese: la ricerca dell’armonia di matrice confuciana, il pragmatismo
adattivo di ispirazione taoista e un approccio olistico derivante dalla natura stessa della
lingua cinese.
A questi elementi si affiancano tre principi che caratterizzano l’approccio contemporaneo
alla cultura d’impresa: la pianificazione sistemica, che considera simultaneamente le
diverse componenti di un sistema e le loro interdipendenze; lo sviluppo simultaneo delle
filiere industriali, che privilegia l’avanzamento coordinato di settori interconnessi; e un forte
orientamento al lungo e lunghissimo termine, sostenuto dalle priorità del XV Piano
Quinquennale (2026-2030).
● Superare la logica della partnership tradizionale
Per operare in Cina oggi, non basta più costruire relazioni commerciali o individuare un
partner locale. È necessario adottare una visione più ampia, vicina al concetto cinese di 系
统谋划 (xìtǒng móuhuà), ovvero di pianificazione sistemica: un approccio che considera
simultaneamente le diverse componenti di un sistema e le loro interconnessioni.
Per le imprese italiane ciò significa imparare a leggere insieme politiche industriali, priorità
tecnologiche, trasformazione dei cluster produttivi, evoluzione della domanda e programmi
pubblici di innovazione. In altre parole, occorre incrociare le priorità del XV Piano
Quinquennale (2026-2030) con i piani settoriali e provinciali, la geografia degli investimenti
e le strategie di sviluppo tecnologico per individuare opportunità di collaborazione che
integrino ricerca, competenze, applicazioni industriali e sviluppo commerciale.
● Italia e Cina: due sistemi più complementari di quanto si pensi
Come evidenziato durante l’intervento di Roger Botti, Creative and Managing Director di
Robilant, Italia e Cina, pur operando su scale profondamente diverse, condividono
numerosi tratti strutturali: una forte tradizione manifatturiera, il ruolo centrale delle imprese
familiari, il valore attribuito al patrimonio artistico, culturale e territoriale, l’importanza delle
filiere produttive.
L’Italia, seconda manifattura d’Europa e secondo produttore mondiale di macchine, e la
Cina, che da sola genera circa il 28% della produzione manifatturiera globale,
rappresentano due economie con caratteristiche differenti ma fortemente complementari,
nelle quali esistono ampi spazi di collaborazione e di reciproco rafforzamento.
● Ricerca e formazione, un ponte che si rafforza
Come sottolineato da Roberto Razeto, Head of International Affairs and Ranking
dell’Università IULM, la collaborazione tra università, centri di ricerca e istituzioni continua
a rappresentare uno degli aspetti più dinamici delle relazioni tra l’Italia e la Cina.
Recenti rilevazioni mostrano una crescita costante degli accordi di cooperazione
accademica tra i due Paesi, confermando il ruolo della formazione, della ricerca e della
comunicazione interculturale come strumenti concreti per favorire la conoscenza
reciproca, superare le barriere culturali e costruire un dialogo sempre più solido tra i due
Paesi.
In questo quadro si inserisce il percorso dell’Università IULM che, attraverso la
collaborazione con la Fondazione Italia Cina e la recente missione istituzionale in Cina,
punta a consolidare le relazioni con gli atenei partner e a sviluppare nuove opportunità di
scambio e cooperazione.


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