Pensione anticipata e contributi figurativi: perché alcuni periodi valgono per i 42 anni e 10 mesi ma non per tutti i requisiti?


Un lavoratore controlla il proprio estratto conto INPS e scopre di avere raggiunto 42 anni e 10 mesi di contributi. Una parte di questi, però, deriva da periodi di disoccupazione durante i quali ha percepito la NASpI. Può presentare domanda di pensione anticipata oppure rischia che l’INPS non consideri validi tutti gli anni?

I contributi figurativi possono essere utilizzati per raggiungere il requisito complessivo della pensione anticipata ordinaria. Tuttavia, in alcune gestioni previdenziali bisogna soddisfare anche il requisito di 35 anni di contribuzione utile, dal quale sono esclusi i periodi figurativi di disoccupazione, malattia e situazioni assimilate.

Questo significa che non tutti i contributi presenti nell’estratto conto hanno necessariamente lo stesso valore per ogni verifica pensionistica.

Quanti contributi servono per la pensione anticipata nel 2026?

Nel 2026 la pensione anticipata ordinaria richiede:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Per questa forma di pensionamento non è prevista un’età anagrafica minima. Conta principalmente il raggiungimento dell’anzianità contributiva richiesta.

L’INPS, nella propria scheda ufficiale sulla pensione anticipata, precisa che per perfezionare il requisito complessivo sono generalmente utili i contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo, secondo le regole applicabili alla posizione assicurativa.

Tra questi rientrano anche diversi periodi coperti da contribuzione figurativa.

Il diritto alla decorrenza della pensione anticipata ordinaria si perfeziona, in via generale, dopo una finestra di tre mesi dalla maturazione del requisito, salvo discipline particolari.

I contributi figurativi della NASpI valgono per la pensione anticipata?

Sì. I contributi figurativi accreditati durante la NASpI sono generalmente utili sia per il diritto sia per la misura della pensione.

Il periodo di disoccupazione indennizzata, quindi, non rappresenta automaticamente un vuoto contributivo.

Se un lavoratore ha maturato 40 anni di contributi attraverso l’attività lavorativa e successivamente ottiene due anni di contribuzione figurativa durante la NASpI, questi ultimi possono concorrere al requisito contributivo complessivo.

Il problema nasce quando occorre effettuare un secondo controllo: quello dei 35 anni di contribuzione utile previsti nelle gestioni alle quali si applica tale condizione.

Perché l’INPS controlla anche i 35 anni di contributi?

La pensione anticipata ordinaria conserva, per le pensioni liquidate nelle gestioni dell’Assicurazione Generale Obbligatoria interessate dalla regola, il requisito di almeno 35 anni di contribuzione utile secondo la disciplina previgente.

Da questa verifica devono essere esclusi i periodi figurativi di disoccupazione, malattia e prestazioni assimilate.

È quanto chiarisce l’INPS anche nella circolare n. 180 del 23 dicembre 2014.

Il punto è importante: un contributo può essere valido per raggiungere l’anzianità complessiva richiesta dalla pensione anticipata e, contemporaneamente, non essere utilizzabile per soddisfare il requisito dei 35 anni.

Non significa che quel contributo sia stato cancellato o che non produca alcun effetto sulla pensione. Significa che le due verifiche seguono regole differenti.

Un lavoratore con 34 anni di lavoro e 9 anni di NASpI può andare in pensione?

Consideriamo un esempio puramente teorico, utile a comprendere il meccanismo.

Un uomo possiede complessivamente 43 anni di contribuzione, così suddivisi:

  • 34 anni utili al requisito dei 35 anni;
  • 9 anni di contribuzione figurativa per disoccupazione.

Il totale supera i 42 anni e 10 mesi richiesti nel 2026.

Tuttavia, se alla sua posizione si applica il requisito dei 35 anni al netto della contribuzione figurativa per disoccupazione, manca ancora un anno per soddisfare questa seconda condizione.

La pensione anticipata non può quindi essere riconosciuta soltanto sulla base del totale contributivo.

L’esempio è volutamente costruito per evidenziare la differenza tra le due verifiche: nella pratica, occorre sempre controllare la durata effettivamente indennizzabile della NASpI e la storia assicurativa del lavoratore.

E con 37 anni di lavoro e 5 anni e 10 mesi di contributi figurativi?

La situazione è differente.

Un uomo che possiede 37 anni di contribuzione utile al requisito dei 35 anni e altri 5 anni e 10 mesi di contribuzione figurativa valida per il requisito complessivo raggiunge 42 anni e 10 mesi.

In questo caso, per quanto riguarda le due verifiche contributive considerate, il requisito risulta soddisfatto.

Rimangono naturalmente da controllare le altre condizioni previste per l’accesso alla pensione e la relativa decorrenza.

È quindi sbagliato affermare genericamente che i periodi di disoccupazione non servano per andare in pensione anticipata.

I contributi figurativi per malattia vengono conteggiati?

Anche i periodi di malattia coperti da contribuzione figurativa possono essere utili per il requisito contributivo complessivo.

Ma, come avviene per la disoccupazione, i periodi figurativi di malattia sono esclusi dalla verifica dei 35 anni nelle gestioni per le quali tale requisito è previsto.

Il problema può riguardare soprattutto chi ha avuto una carriera lunga ma caratterizzata da numerose interruzioni lavorative.

Un lavoratore potrebbe infatti avere un estratto contributivo apparentemente sufficiente per raggiungere la pensione anticipata, senza possedere tutti i 35 anni richiesti dalla seconda verifica.

La maternità figurativa vale come la disoccupazione?

Non bisogna mettere automaticamente sullo stesso piano tutte le tipologie di contribuzione figurativa.

La contribuzione figurativa per maternità è disciplinata da regole proprie e può essere utile ai fini pensionistici, secondo le condizioni previste dalla normativa.

La specifica esclusione richiamata dall’INPS per il requisito dei 35 anni riguarda i periodi di malattia, disoccupazione e situazioni assimilate, non indistintamente qualsiasi periodo figurativo.

Per questo motivo è necessario distinguere la causale di accredito presente nell’estratto conto, evitando di sottrarre automaticamente tutti i periodi figurativi dal totale utile.

Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 segue le stesse regole?

Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, il sistema pensionistico è interamente contributivo.

Anche questi lavoratori possono accedere alla pensione anticipata ordinaria con i requisiti contributivi previsti per uomini e donne.

Non bisogna però confondere questa prestazione con la pensione anticipata contributiva, che segue una disciplina diversa.

Quest’ultima, nel 2026, è accessibile in presenza di specifiche condizioni, tra cui almeno 64 anni di età, 20 anni di contribuzione effettiva e il raggiungimento dell’importo soglia richiesto.

Per il requisito dei 20 anni di contribuzione effettiva non vengono conteggiati i contributi figurativi.

Un lavoratore che possiede 18 anni di contribuzione effettiva e due anni di contribuzione figurativa, quindi, non raggiunge per questo solo motivo i 20 anni effettivi richiesti dalla pensione anticipata contributiva.

La pensione anticipata contributiva a 64 anni esclude tutti i contributi figurativi?

Bisogna distinguere ancora una volta il diritto dalla misura.

I contributi figurativi non permettono di perfezionare il requisito minimo dei 20 anni di contribuzione effettiva richiesto per questa prestazione.

Ciò non significa necessariamente che siano privi di effetti sull’importo pensionistico.

La contribuzione figurativa riconosciuta secondo le regole applicabili può concorrere al calcolo della prestazione, anche quando non è utilizzabile per raggiungere il requisito minimo di contribuzione effettiva.

È una differenza importante soprattutto per chi ha avuto periodi di disoccupazione indennizzata durante la propria carriera.

Chi ha contributi figurativi prima del 1996 deve fare altri controlli?

Sì, perché la data del primo accredito contributivo può incidere anche sulle regole applicabili alla valutazione dei periodi figurativi.

L’INPS richiama, per determinate posizioni assicurative con primo accredito dal 1° gennaio 1993, un limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa valutabile per il perfezionamento del requisito della pensione anticipata.

Lo stesso Istituto precisa però che tale limite non opera nei confronti di chi ha il primo accredito dal 1° gennaio 1996 e di coloro che hanno esercitato l’opzione contributiva prevista dalla legge n. 335 del 1995.

Non è quindi corretto applicare un limite generale di cinque anni a tutti i lavoratori.

Nel 2027 i contributi figurativi continueranno a valere?

La disciplina generale della contribuzione figurativa non viene meno per il solo fatto che aumentano i requisiti pensionistici.

Cambierà però l’anzianità contributiva richiesta per la pensione anticipata ordinaria.

La circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 indica, per la generalità dei lavoratori, questi requisiti:

Anno Uomini Donne
2026 42 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi
2027 42 anni e 11 mesi 41 anni e 11 mesi
2028 43 anni e 1 mese 42 anni e 1 mese

Sono previste specifiche eccezioni per determinate categorie di lavoratori impegnati in attività gravose o particolarmente faticose e pesanti.

Chi è vicino alla pensione deve quindi verificare sia l’utilità dei propri contributi figurativi sia l’anno nel quale maturerà effettivamente il diritto.

Come controllare se i contributi figurativi sono sufficienti?

Il primo passaggio è consultare l’estratto conto contributivo disponibile sul portale INPS.

Non basta però sommare tutte le settimane presenti nel documento.

È necessario distinguere le diverse causali di accredito, verificare eventuali sovrapposizioni e controllare quali periodi siano utilizzabili per la specifica prestazione richiesta.

Per chi si avvicina al pensionamento può essere utile richiedere una verifica della posizione assicurativa e, quando ne ricorrono le condizioni, l’Estratto Conto Certificativo, che permette di ottenere un riscontro ufficiale sulla contribuzione riconosciuta.

Questo controllo diventa particolarmente importante quando l’anzianità complessiva supera il requisito della pensione anticipata ma una parte significativa deriva da periodi figurativi di disoccupazione o malattia.

Gli errori più frequenti sui contributi figurativi

Il primo errore è pensare che i contributi figurativi non valgano mai per la pensione anticipata.

Il secondo è considerare automaticamente sufficiente il totale contributivo riportato nell’estratto conto, senza verificare il requisito dei 35 anni quando applicabile.

Il terzo è escludere indiscriminatamente qualsiasi periodo figurativo, senza distinguere disoccupazione, malattia, maternità e altre causali.

Il quarto è confondere la pensione anticipata ordinaria con quella contributiva a 64 anni, che richiede almeno 20 anni di contribuzione effettiva.

Infine, non bisogna trascurare la data di maturazione del requisito: chi lo raggiunge nel 2027 o nel 2028 deve confrontarsi con requisiti diversi da quelli del 2026, salvo le eccezioni previste.

Riassumendo

  • I contributi figurativi possono essere validi per raggiungere la pensione anticipata ordinaria, ma non sempre sono utilizzabili per tutti i requisiti richiesti.
  • Nel 2026 servono generalmente 42 anni e 10 mesi di contributi agli uomini e 41 anni e 10 mesi alle donne. Per il requisito complessivo possono concorrere anche i periodi figurativi riconosciuti.
  • Nelle gestioni dell’Assicurazione Generale Obbligatoria alle quali si applica la specifica condizione, però, devono risultare anche almeno 35 anni di contribuzione utile al netto dei periodi figurativi di disoccupazione, malattia e situazioni assimilate.
  • La pensione anticipata contributiva a 64 anni segue invece regole differenti e richiede almeno 20 anni di contribuzione effettiva.

Il controllo decisivo, quindi, non consiste soltanto nel sapere quanti anni compaiono nell’estratto conto INPS, ma quali contributi sono stati accreditati e per quale requisito pensionistico possono essere utilizzati.


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