il Comune ratifica e spiega


La proposta del gruppo Ladisa per la gestione dello stadio “Erasmo Iacovone” e degli altri impianti sportivi del quartiere Salinella non è stata ritenuta rispondente all’interesse pubblico. È quanto stabilito dalla giunta comunale di Taranto, guidata dal sindaco Piero Bitetti, che ha approvato la relativa delibera dopo mesi di interlocuzione con il proponente.

La decisione arriva al termine di un confronto avviato lo scorso marzo e proseguito attraverso successive revisioni del progetto. Secondo l’amministrazione, le modifiche apportate nel corso dei mesi hanno progressivamente ampliato il perimetro dell’iniziativa, facendo emergere criticità economiche, contrattuali e gestionali tali da rendere necessaria la bocciatura della proposta nella sua formulazione attuale.

Dalla prima proposta al progetto più ampio

La prima versione del progetto, presentata a marzo, riguardava esclusivamente la gestione dello stadio Iacovone e la realizzazione di opere strettamente collegate all’impianto. Una soluzione considerata maggiormente coerente con le esigenze sportive del Taranto Calcio, ma ritirata dalla stessa società ad aprile dopo le osservazioni sollevate dal Comune.

Tra i principali punti critici figuravano la richiesta di un contributo comunale complessivo di 16,5 milioni di euro, pari a 550mila euro all’anno per trent’anni, l’obbligo per l’ente di sostenere la manutenzione straordinaria e l’assenza di garanzie sufficienti sull’utilizzo dello stadio da parte del Taranto Calcio.

Ad agosto è stata presentata una nuova proposta, con un perimetro decisamente più ampio. Oltre allo Iacovone, il progetto comprendeva la gestione del parco urbano Salinella, con gli impianti di tennis e padel, dello stadio di atletica “Giuseppe Valente” e del PalaRicciardi, dedicato all’atletica indoor. Previsti anche un campus polifunzionale e un parcheggio interrato nel quartiere Borgo.

Una configurazione che, secondo il Comune, avrebbe introdotto ulteriori problematiche, anche perché alcuni degli impianti sportivi interessati erano già coinvolti in procedure amministrative in corso. Un’eventuale revoca avrebbe potuto esporre l’ente a conseguenze giuridiche ed economiche.

Ulteriori perplessità hanno riguardato il peso economico del parcheggio interrato, i cui ricavi previsti sarebbero stati nettamente superiori a quelli derivanti dalla gestione dello stadio, oltre al permanere di richieste di contributi pubblici e dell’accollo della manutenzione straordinaria da parte del Comune.

Il nodo delle tariffe per il Taranto Calcio

Tra gli aspetti più delicati evidenziati dall’amministrazione c’è quello relativo ai costi che il Taranto Calcio avrebbe dovuto sostenere per utilizzare lo stadio.

La proposta prevedeva tariffe annuali pari a 165mila euro per la Serie D, 520mila euro per la Serie C e 1,5 milioni di euro per la Serie B, a cui si sarebbe aggiunto un ulteriore corrispettivo per l’utilizzo dell’area hospitality.

Secondo il Comune, tali condizioni avrebbero rischiato di compromettere il valore sociale dell’impianto e la sua funzione primaria a servizio della squadra rossoblù e della comunità.

La delibera richiama inoltre un aspetto previsto dalla normativa sui contratti pubblici: in caso di approvazione del partenariato, sarebbe stata necessaria la costituzione di una società di scopo distinta dalla società proprietaria del Taranto Calcio, con l’obbligo per quest’ultima di pagare l’utilizzo degli impianti secondo le tariffe stabilite.

A fine settembre, dopo ulteriori osservazioni dell’amministrazione, il proponente ha aggiornato nuovamente il progetto. Le modifiche, tuttavia, non avrebbero risolto le criticità già segnalate, introducendone anche di nuove.

Quattro motivi alla base della bocciatura

La decisione della giunta si fonda principalmente su quattro elementi:

  • Allocazione del rischio contrattuale: secondo l’amministrazione, la proposta non distribuiva correttamente i rischi tra le parti.
  • Esposizione finanziaria del Comune: gli impegni economici richiesti avrebbero comportato un onere rilevante per le casse pubbliche.
  • Tutela del valore sociale dello stadio: le condizioni economiche previste avrebbero potuto limitare l’accessibilità dell’impianto per il Taranto Calcio.
  • Interferenze con le procedure in corso: l’estensione del progetto agli altri impianti della Salinella avrebbe potuto entrare in conflitto con le gare e le procedure già avviate per garantire la pratica di altre discipline sportive.

Stadio Iacovone, il Comune apre a nuove proposte

La bocciatura non chiude definitivamente la strada a un progetto di gestione dello stadio. La delibera approvata dalla giunta individua infatti precise linee guida per proseguire il dialogo con il gruppo Ladisa e con eventuali altri operatori interessati.

Il perimetro indicato dall’amministrazione è chiaro: un eventuale partenariato dovrà concentrarsi esclusivamente sullo stadio Iacovone e sulle opere funzionalmente e fisicamente collegate alla struttura. Gli interventi privi di questo legame dovranno invece seguire procedure separate.

L’impianto potrà essere valorizzato anche sotto il profilo commerciale, attraverso incassi, pubblicità, servizi di bar e organizzazione di eventi non sportivi.

Il contributo del Comune, tuttavia, potrà consistere esclusivamente in un apporto immobiliare oppure in una riduzione del canone fino a 150mila euro annui, qualora necessaria a garantire la sostenibilità economica del progetto. È esclusa qualsiasi forma di contributo destinata a coprire spese correnti.

Un altro punto considerato imprescindibile riguarda la manutenzione straordinaria, che dovrà essere interamente a carico del concessionario. Quest’ultimo dovrà inoltre assicurare la più ampia accessibilità dell’impianto, garantendone la destinazione sportiva e la priorità di utilizzo per il Taranto Calcio.

La linea tracciata da Palazzo di Città punta dunque a individuare una soluzione sostenibile per il futuro dello Iacovone, senza compromettere l’equilibrio finanziario dell’ente e il ruolo centrale dello stadio nella vita sportiva della città.


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