PALAZZO GAGLIOFFI FERMO AL PALO DA 2 ANNI. INTERROGAZIONI URGENTI A SINDACO E GIUNTA


L’AQUILA – Depositate interrogazioni urgenti al Sindaco e alla Giunta: nel mirino i ritardi nella gara per la progettazione, le ragioni della possibile revoca e la mancata trasparenza sugli atti. Oltre due anni senza arrivare all’aggiudicazione della gara per la progettazione esecutiva di Palazzo Gaglioffi, uno degli interventi importanti per la ricostruzione pubblica della città, e ancora troppe domande senza risposta. È questo il quadro che emerge dalla documentazione acquisita e che ha spinto Lorenzo Rotellini, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Comune dell’Aquila, e Pierluigi Iannarelli, segretario di Sinistra Italiana L’Aquila, a chiedere formalmente chiarimenti all’amministrazione comunale attraverso un’interrogazione urgente rivolta al Sindaco e alla Giunta. La procedura di affidamento dei servizi di architettura e ingegneria per la progettazione esecutiva è stata avviata nel dicembre 2023 e la commissione giudicatrice è stata nominata nel maggio 2024. Eppure, a distanza di oltre due anni, non risulta intervenuta un’aggiudicazione efficace. Nel frattempo, la vicenda si è arricchita di elementi che rendono indispensabile una ricostruzione puntuale delle attività svolte dagli uffici e delle decisioni assunte dall’amministrazione. «Non è accettabile che un intervento così importante per la città rimanga bloccato per anni senza che siano fornite spiegazioni complete e convincenti. Palazzo Gaglioffi merita un percorso amministrativo trasparente, tempi certi e una chiara assunzione di responsabilità da parte di chi governa la città», dichiarano Rotellini e Iannarelli. A destare particolare preoccupazione è la richiesta di revoca della procedura predisposta dal Responsabile unico del progetto il 5 ottobre 2026, dopo che, nelle precedenti risposte alle richieste di accesso agli atti, l’amministrazione aveva riferito che la commissione giudicatrice stava ancora procedendo alla valutazione delle offerte. Una ricostruzione che necessita di essere chiarita: quali attività sono state realmente svolte dalla commissione? In quali date si è riunita? Quali verbali sono stati redatti e perché non è stato possibile acquisire tutta la documentazione richiesta? «Non stiamo formulando accuse né anticipando giudizi che spettano agli organi competenti. Stiamo chiedendo che gli atti parlino con chiarezza. Se la commissione era impegnata nella valutazione delle offerte, è necessario conoscere il lavoro svolto e i relativi verbali. Se, invece, si stava già valutando l’interruzione della procedura, bisogna sapere quando questa decisione è maturata e sulla base di quali elementi», sottolineano i due esponenti della sinistra aquilana. Un altro nodo riguarda il finanziamento integrativo di 1,5 milioni di euro assegnato con deliberazione CIPESS n. 58/2024, approvata il 1° agosto 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre dello stesso anno. Secondo quanto riportato nella richiesta di revoca, le ulteriori risorse renderebbero necessario aggiornare il progetto di fattibilità tecnico-economica, il computo metrico, il quadro economico e le scelte progettuali, modificando sostanzialmente le prestazioni previste dalla gara. Ma proprio su questo punto si concentra una domanda politica e amministrativa fondamentale: se il finanziamento aggiuntivo rendeva necessario rivedere l’intervento, perché la richiesta di revoca è arrivata soltanto nell’ottobre 2026, oltre due anni dopo l’assegnazione delle risorse e a più di un anno e mezzo dall’accertamento contabile delle somme? «L’arrivo di risorse aggiuntive dovrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare e accelerare la ricostruzione, non diventare una spiegazione che lascia senza risposta due anni di ritardi. Vogliamo sapere quali valutazioni siano state effettuate, quali alternative alla revoca siano state esaminate e perché non si sia intervenuti tempestivamente. Non basta richiamare il mutamento del quadro economico: bisogna spiegare che cosa è stato fatto concretamente e con quali risultati», affermano Rotellini e Iannarelli. L’interrogazione chiede inoltre di chiarire se la revoca sia stata effettivamente adottata con un provvedimento conclusivo oppure se si sia ancora nella fase della proposta. Si domanda anche quali conseguenze economiche e temporali potrebbe comportare l’eventuale annullamento della procedura, compresi i tempi necessari per aggiornare la progettazione, bandire una nuova gara e arrivare all’avvio dei lavori. Un ulteriore aspetto riguarda il rispetto dovuto ai professionisti e agli operatori economici che hanno partecipato alla procedura, investendo tempo, competenze e risorse nella predisposizione delle offerte. Lasciare una gara sospesa per anni, senza un esito definitivo e senza una cronologia amministrativa pienamente ricostruibile, rischia di compromettere la fiducia nei confronti dell’azione pubblica. «La trasparenza non è un adempimento formale, ma un dovere verso i cittadini e verso tutti coloro che partecipano alle procedure pubbliche. Per questo chiediamo che venga chiarito anche se, dopo le istanze di accesso agli atti e i successivi solleciti, sia stata trasmessa tutta la documentazione disponibile, a partire dai verbali della commissione giudicatrice e dagli atti relativi alla possibile revoca», proseguono. Tra le richieste avanzate figurano anche un confronto con altri interventi di ricostruzione pubblica interessati da finanziamenti aggiuntivi, per verificare se siano state adottate procedure analoghe o soluzioni differenti, e la trasmissione alla Commissione consiliare di Vigilanza e Controllo di una relazione completa sulla vicenda. «La questione centrale è semplice: chi si assume la responsabilità dei tempi trascorsi senza arrivare né all’aggiudicazione della gara né a una tempestiva decisione sulla sua eventuale revoca? L’Aquila non può permettersi che la ricostruzione degli edifici pubblici resti intrappolata in ritardi amministrativi e decisioni non adeguatamente spiegate. Palazzo Gaglioffi ha bisogno di un percorso chiaro, di un cronoprogramma credibile e di impegni verificabili», concludono Rotellini e Iannarelli.

 

Lorenzo Rotellini

Capogruppo Alleanza Verdi e Sinistra – Comune dell’Aquila

 

Pierluigi Iannarelli

Segretario Sinistra Italiana – L’Aquila



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