Rapporto Gi Group Holding – Cosmetica Italia: la cosmetica e l’attrazione dei talenti


Un fatturato di 18 miliardi di euro nel 2025, 8,6 miliardi di export e circa 105.000 occupati diretti. Sono alcuni dei numeri della cosmetica del nostro Paese, comparto di eccellenza del Made in Italy, capace di coniugare innovazione, qualità e sostenibilità e di produrre ed esportare bellezza sui mercati di tutto il mondo. In un quadro di profonde trasformazioni e crescente competitività, la capacità di attrarre talenti rappresenta oggi più che mai la principale sfida strategica per il settore da qui ai prossimi anni. Ed è proprio sul fronte dell’attrattività che emerge un potenziale ancora largamente inespresso e da valorizzare: il 74,1% di chi lavora nella cosmetica la considera infatti attrattiva come ambito professionale, riconoscendone il dinamismo, le opportunità e il valore, percentuale che scende al 53,9% tra chi non vi appartiene. Un differenziale di oltre 20 punti percentuali che suggerisce come il settore già possieda molti degli elementi che oggi rendono attrattivo un contesto di lavoro e come l’obiettivo sia renderli riconoscibili, comprensibili e condivisi, superando anche rappresentazioni ancora parziali o stereotipate. È questa la principale evidenza che emerge dal Rapporto “La cosmetica italiana: evoluzioni del settore e nuove leve per attrarre i talenti di oggi e di domani” realizzato da Gi Group Holding, insieme alla Divisione Beauty & Cosmetics di Gi Group e a ODM Consulting, in collaborazione con Cosmetica Italia (lo studio coniuga una ricognizione dei dati e della letteratura di settore con una survey on line condotta a giugno 2026 su un campione di 908 rispondenti fra i 18 e i 64 anni, sia occupati nella cosmetica sia esterni, e focus group con imprese del comparto per individuare quali elementi valorizzare per una narrazione capace di aumentare l’attrattività della cosmetica come ambito professionale). Nella stessa direzione vanno le risposte sulla disponibilità a lavorare o meno nella cosmetica. Il 42,6% di chi già opera nel comparto dichiara infatti che continuerebbe sicuramente a lavorarvi, mentre tra chi è esterno la quota di chi entrerebbe sicuramente nel settore scende al 33,9%. L’interesse presenta risultati differenziati innanzitutto per età. Tra i più giovani (18-29 anni) solo l’8,1% dichiara che non sceglierebbe mai la cosmetica come ambito di lavoro. La percentuale sale al 15,6% tra i 45-64 anni, indicando come l’eventuale ingresso nel comparto sembri essere valutato con maggiore cautela nelle fasce d’età più avanzate, probabilmente per una minore disponibilità al cambiamento o una maggiore attenzione alle condizioni di ingresso. Dal punto di vista del genere, sono soprattutto le donne (40,5%) a dichiarare una maggiore propensione a entrare sicuramente nella cosmetica rispetto agli uomini (27%), dato che riflette una maggiore vicinanza del pubblico femminile all’immaginario e ai valori più immediatamente associati al comparto. Ma che cosa rende la cosmetica attrattiva come ambito professionale e può quindi favorire l’ingresso di nuovi talenti? Per entrambi i gruppi, il principale elemento di attrazione è la vicinanza al mondo del benessere e della cura di sé, seguito dalla creatività e dalla dimensione estetica, che fanno del prodotto cosmetico anche un oggetto riconoscibile, vicino all’esperienza quotidiana e connesso a bisogni di cura, benessere e identità personale. Le differenze emergono col terzo elemento in ordine di importanza, rappresentato dalla retribuzione per chi già è del settore e dalle opportunità internazionali per chi ne è esterno. Queste percezioni variano ancora una volta in funzione dell’età. Tra gli under 30, sia interni sia esterni al comparto, creatività e dimensione estetica si collocano al primo posto. Dai 30 anni in poi diventa invece centrale la vicinanza al mondo del benessere e della cura di sé. La retribuzione assume un peso più selettivo: tra chi lavora nella cosmetica compare già tra le prime tre leve per gli under 30 e diventa il secondo elemento di attrazione tra gli over 45; tra chi è esterno al comparto, invece, entra tra le prime tre posizioni solo nella fascia più matura. Le opportunità internazionali, al contrario, caratterizzano soprattutto la percezione di chi non appartiene al settore, comparendo tra le prime tre leve per gli under 30 e per i 30-44enni.

Un ulteriore punto di forza del comparto è la pluralità di sbocchi professionali. Fra chi lavora nel settore le funzioni preferite come sbocco sono la ricerca e sviluppo, il controllo qualità e il commerciale, seguiti da marketing e social media e produzione e operation. Chi è estraneo al settore guarda a produzione e operation, ricerca e sviluppo, marketing e social media, seguiti da sostenibilità e CSR e controllo qualità. Il confronto tra i due gruppi mostra inoltre che chi è esterno al settore tende ad attribuirvi, in misura e numero maggiore, elementi problematici rispetto a chi vi lavora, fattore che ribadisce un potenziale comunicativo non pienamente valorizzato. La precarietà contrattuale, ad esempio, viene indicata come criticità dal 30,3% di chi non lavora nella cosmetica, ma soltanto dall’11,9% di chi vi lavora. Tra gli altri fattori: gli orari di lavoro poco sostenibili indicati dal 20% degli addetti contro il 30% di chi è esterno; i carichi di lavoro poco sostenibili indicati dal 17,3% contro il 27,7%; le poche opportunità di carriera, evidenziate da solo il 13% contro il 24,1%. Anche sulla valutazione complessiva delle criticità emerge una differenza significativa: tra i lavoratori del settore l’opzione più scelta è “non vedo particolari criticità”, mentre tra chi è esterno prevale la percezione di una maggiore presenza di elementi. I dati pongono comunque in evidenza anche le aree sulle quali è possibile continuare a lavorare: alla domanda “Cosa renderebbe il settore della cosmetica più attrattivo e ti porterebbe a lavorarci?” le risposte convergono su alcune principali leve tra cui retribuzioni, maggiore evidenza alle opportunità di crescita e una maggiore valorizzazione, in termini di narrazione, dell’innovazione e ricerca caratteristiche del settore. A partire dalle evidenze dell’indagine, e attraverso il confronto diretto con un gruppo di aziende del settore, la studio ha tracciato infine un’agenda di employer branding in 10 punti pensata per supportare le imprese nei loro obiettivi di attraction:

  1. Andare oltre l’immaginario collettivo – raccontare la cosmetica attraverso la varietà di professioni, competenze e opportunità che vanno oltre il prodotto finale.
  2. Scienza e innovazione al servizio della bellezza e del benessere – valorizzare la componente scientifica e di ricerca che sostiene lo sviluppo dei prodotti.
  3. La tecnologia come nuovo ingrediente – mostrare il ruolo crescente di tecnologia, dati e digitale nei processi e nelle professionalità del settore.
  4. Un settore senza confini – mettere in evidenza la forte vocazione internazionale delle imprese e le opportunità di mobilità e sviluppo.
  5. Sostenibilità come impegno – comprendere che i talenti prediligono aziende che scelgono il pianeta e che occorre quindi raccontare in modo adeguato l’attenzione delle imprese alla responsabilità ambientale e sociale.
  6. Un impatto sulla vita delle persone – valorizzare il contributo della cosmetica al benessere, alla cura di sé e alla qualità della vita.
  7. Le persone al centro – consolidare e raccontare le competenze di attenzione e relazione con i consumatori e le consumatrici come uno degli elementi chiave del settore.
  8. Creare le skills attraverso le sinergie – rafforzare il dialogo e le collaborazioni con scuole, università ed enti formativi per costruire le professionalità del futuro.
  9. Investire sulle persone come sull’innovazione – formazione, sviluppo delle competenze, crescita professionale e percorsi di carriera rappresentano leve su cui continuare a puntare e da comunicare sempre di più.
  10. Costruire ambienti in cui si respira benessere – promuovere contesti di lavoro inclusivi, positivi e attenti all’equilibrio tra vita professionale e personale.

“Lo studio che abbiamo realizzato in collaborazione con Cosmetica Italia evidenzia come la sfida del settore per i prossimi anni non sarà soltanto attrarre nuovi talenti, ma rendere sempre più riconoscibile la sua reale identità come ambito di lavoro” dichiara Marina Grisolia, Division Manager Beauty & Cosmetics di Gi Group, che prosegue: “Il settore è già percepito come attrattivo, soprattutto da chi lo conosce direttamente: occorre ora valorizzare questo patrimonio, facendo conoscere meglio la varietà di professionalità, competenze e opportunità che compongono la filiera. Le organizzazioni capaci di parlare alle diverse generazioni con autenticità, coerenza e credibilità, proponendosi non solo come marchi ma come luoghi inclusivi in cui costruire il proprio percorso professionale, potranno rafforzare nel tempo il proprio vantaggio competitivo. L’agenda di employer branding proposta dal Rapporto va in questa direzione: andare oltre il prodotto e raccontare una cosmetica fatta di conoscenza, tecnologia, creatività e valore umano, creando le condizioni per attrarre i talenti che ne costruiranno il futuro”.

“Il futuro dell’industria cosmetica in Italia passa anche dalla sua capacità di attrarre, sviluppare e valorizzare nuovi talenti. È una industria dinamica, capace di coniugare innovazione, artigianalità, qualità e, al tempo stesso, di interpretare i cambiamenti della società, dei consumi e degli stili di vita. Per questo una delle priorità di Cosmetica Italia è rafforzare l’attrattività di questo comparto, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, facendo conoscere la ricchezza e la varietà delle professionalità che contribuiscono al suo sviluppo e crescita. La collaborazione a questo studio si inserisce proprio in questo percorso perché ci offre la possibilità di offrire alle nostre imprese nuovi elementi di conoscenza per comprendere l’evoluzione del mondo del lavoro e quali competenze diventano sempre più strategiche per attrarre questi talenti che costruiranno il futuro del nostro settore in Italia e nel mondo” conclude Dott.ssa Silvia De Dominicis, Direttore Generale, Cosmetica Italia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

In caso di citazione si prega di citare e linkare beautybiz.it


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม