7 ott 2026
S&P Global Ratings afferma che la scelta dell’Arabia Saudita di ampliare la propria base di entrate oltre il petrolio sta rafforzando la durabilità economica di lungo periodo del regno, mentre la rapida espansione del settore digitale contribuisce ad avanzare nella diversificazione dagli idrocarburi.
In un rapporto, l’agenzia di rating ha osservato che finanziare questa trasformazione richiederà risorse considerevoli, probabilmente superiori a quanto il settore bancario possa fornire da solo. I finanziatori sauditi, ha aggiunto, dovranno fare maggiore affidamento sulla finanza strutturata e attrarre capitali aggiuntivi da fonti nazionali ed estere per sostenere la crescita economica del regno.
Secondo S&P, la velocità e la durabilità della trasformazione dipenderanno da un impiego prudente del capitale e dalla creazione di nuove vie di finanziamento.
Nei primi sei mesi del 2026, l’Arabia Saudita ha registrato un disavanzo di bilancio di 160 miliardi di riyal, equivalenti a 42,7 miliardi di dollari, con un balzo del 71 percento rispetto ai 93 miliardi di riyal dello stesso periodo dell’anno precedente, trainato in larga misura dall’aumento della spesa per investimenti.
L’agenzia prevede che il disavanzo di bilancio del regno sarà pari al 5,8 percento del prodotto interno lordo nel 2026, invariato rispetto al 2025, per poi ridursi a una media del 3,4 percento del PIL nel periodo 2027-2029.
S&P ha inoltre affermato che le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente dovrebbero protrarsi in una certa misura fino al 2027, mantenendo le spedizioni regionali di greggio al di sotto dei volumi precedenti alla guerra.
Le autorità di Riad stanno inoltre moderando il ritmo delle iniziative legate alla revisione Vision 2030, il che, secondo S&P, dovrebbe contribuire a contenere il disavanzo di bilancio e la crescita delle passività statali fino al 2029.
Qualora il conflitto peggiorasse e spingesse il ricorso al debito pubblico su livelli materialmente superiori alle attese di S&P, il rating sovrano del regno potrebbe subire pressioni negative, ha avvertito l’agenzia.
Ciononostante, l’Arabia Saudita mantiene una posizione esterna solida, sostenuta da un’ampia base patrimoniale che comprende le partecipazioni del Public Investment Fund e le riserve in valuta estera.
Tali riserve ammontavano a 494 miliardi di dollari, pari al 48,7 percento del PIL, alla fine di giugno 2026, secondo S&P, in aumento rispetto a circa 437 miliardi di dollari, ovvero il 45,6 percento del PIL, alla fine del 2024.
S&P ha descritto la crescita dell’economia digitale come un elemento sempre più centrale della spinta alla diversificazione dell’Arabia Saudita, favorita dalla posizione geografica del regno, che fa da ponte tra Asia, Africa ed Europa, e dall’espansione delle sue reti di comunicazione terrestri e sottomarine.
L’Arabia Saudita punta a posizionarsi come data center regionale, utilizzando collegamenti in fibra e cavi sottomarini per connettersi ai mercati chiave.
Un esempio è il Vision Cable, lungo 1.100 km, che collega Gedda, Yanbu, Duba e Haql. Tuttavia, S&P ha osservato che la concentrazione dei percorsi dei cavi lungo il Mar Rosso e il Golfo Arabico espone il regno a interruzioni del servizio, rendendo più critici la diversificazione e la resilienza della rete.
Diversi fattori alimentano la domanda di infrastrutture nazionali per data center, tra cui gli obblighi di residenza dei dati, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la migrazione delle imprese al cloud computing e gli incentivi volti ad attrarre operatori locali e internazionali a investire nel regno.
I dati di 451 Research, unità di S&P Global, indicano una capacità IT operativa in Arabia Saudita di circa 222 megawatt nel primo trimestre del 2025. La società di ricerca prevede una crescita di circa il 29 percento annuo dal 2024 al 2030, sebbene il tasso effettivo dipenderà da quanti progetti annunciati saranno portati a termine.
Il crescente ricorso al cloud computing e all’intelligenza artificiale richiederà spese ingenti per server, infrastrutture energetiche, sistemi di raffreddamento e capacità di rete.
La società di consulenza Alvarez & Marsal calcola che, nel suo scenario di base, l’Arabia Saudita potrebbe raggiungere 1 gigawatt di capacità attiva di data center entro il 2030, il che richiederebbe da 7 a 9 miliardi di dollari in capitale di progetto e da 3,5 a 7 miliardi di dollari in debito.
In uno scenario più aggressivo, la capacità potrebbe salire a 2,5-3 gigawatt entro il 2030, richiedendo da 28 a 42 miliardi di dollari in capitale, di cui da 14 a 32 miliardi di dollari in debito, secondo Alvarez & Marsal.
S&P ha affermato che tale scenario potrebbe includere HUMAIN e il suo obiettivo di 1,9 gigawatt, qualora circa la metà del pipeline di progetti annunciati in Arabia Saudita si concretizzasse.
Le banche saudite stanno progressivamente cercando alternative ai depositi convenzionali per finanziare l’espansione dei prestiti.
I depositi del governo e delle entità correlate rappresentavano il 33 percento dei depositi totali del sistema a giugno 2026, in aumento rispetto a circa il 20 percento alla fine del 2018. Ciononostante, secondo S&P, gli afflussi dal settore pubblico non sono stati sufficienti a sostenere la crescita dei portafogli di prestiti.
Il rapporto prestiti/depositi del settore bancario ha raggiunto il 104 percento alla fine di giugno, e S&P prevede che le banche faranno maggiore affidamento sul finanziamento esterno.
Le banche saudite continuano a emettere obbligazioni senior non garantite, debito subordinato e strumenti Additional Tier 1, esplorando al contempo la finanza strutturata e altri meccanismi di finanziamento.
La crescente dipendenza dell’Arabia Saudita dai mercati internazionali dei capitali rispecchia l’evoluzione del suo sistema di finanziamento negli ultimi dieci anni. S&P calcola che tra il 2017 e il 2025 il governo ha accumulato 148 miliardi di dollari tramite emissioni sovrane internazionali, mentre le imprese saudite hanno raccolto 83,2 miliardi di dollari sui mercati internazionali.
Il credito privato rappresenta un’ulteriore possibile via di finanziamento. Sebbene al momento costituisca una porzione relativamente modesta del finanziamento complessivo, S&P prevede che la sua importanza crescerà man mano che gli investitori cercheranno opportunità nel mercato in espansione.
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