Il confronto con il resto dell’America Latina cambia la prospettiva
Per capire se il Mercosur abbia registrato una performance davvero speciale, il confronto più appropriato non è con un solo Paese, ma con l’insieme degli altri mercati dell’America Latina e dei Caraibi (LAC).
Un’elaborazione dei dati ISTAT sulle esportazioni italiane in valore, riferite al totale delle merci, permette di confrontare il Mercosur con tutti gli altri Paesi LAC presenti nella banca dati. In questo confronto, il Mercosur comprende Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay.
L’inclusione della Bolivia, quinto Paese che forma parte del Mercosur, porta il valore complessivo delle esportazioni italiane verso il blocco da 745,1 a 749,6 milioni di euro nel maggio 2026. Nel maggio 2025 lo stesso aggregato valeva 618,4 milioni. La crescita annuale risulta quindi pari al 21,2%, sostanzialmente identica al 21,1% riportato da Confindustria per i quattro Paesi originariamente considerati.
Il resto dell’America Latina e dei Caraibi mostra invece una dinamica opposta. Le esportazioni italiane verso gli altri Paesi della regione sono diminuite da circa 1,079 miliardi di euro nel maggio 2025 a 949 milioni nel maggio 2026. La contrazione è pari a circa 129,6 milioni di euro, corrispondenti al 12%.
Il confronto regionale è dunque netto:
| Area di destinazione | Maggio 2025 | Maggio 2026 | Variazione |
| Mercosur, inclusa la Bolivia | €618,4 mln | €749,6 mln | +21,2% |
| Resto dell’America Latina e dei Caraibi | €1.078,6 mln | €949,0 mln | −12,0% |
| America Latina e Caraibi nel complesso | €1.697,0 mln | €1.698,7 mln | +0,1% |
Fonte: elaborazione su dati ISTAT, esportazioni in valore, totale merci, dati grezzi.
La distanza tra la crescita del Mercosur e la contrazione del resto della regione supera quindi i 33 punti percentuali. Il risultato rende più solida l’idea che nel maggio 2026 si sia verificata una dinamica particolarmente favorevole nei mercati del Mercosur.
Allo stesso tempo, il dato mostra che l’export italiano verso l’America Latina e i Caraibi nel complesso non ha registrato una vera espansione. La crescita regionale è stata appena dello 0,1%, equivalente a circa 1,7 milioni di euro.
L’aumento di 131,2 milioni di euro verso il Mercosur ha quasi esattamente compensato la perdita di 129,6 milioni registrata nel resto della regione.
Il resto della regione arretra
La contrazione nel resto dell’America Latina è evidente. Diversi importanti mercati di destinazione delle merci italiane registrano una diminuzione tra maggio 2025 e maggio 2026.
Il Messico, principale mercato latinoamericano esterno al Mercosur, vede le esportazioni italiane diminuire da 522,2 a 469,6 milioni di euro, con una contrazione del 10,1%.
La Colombia passa da 101,8 a 82,9 milioni, in calo del 18,6%. Il Cile registra una diminuzione del 4,4%, mentre il Perù arretra del 4,9%.
Le contrazioni risultano ancora più marcate in Ecuador, El Salvador e Nicaragua. Panama registra un calo del 16,5%. Costa Rica e Honduras costituiscono alcune delle poche eccezioni tra i mercati principali, rispettivamente con una crescita del 13,3% e del 2,1%.
Questi risultati confermano che la performance del Mercosur non riflette un movimento positivo comune a tutta la regione. Al contrario, il blocco sudamericano ha sovraperformato in un periodo nel quale una parte consistente degli altri mercati LAC registra una contrazione.
Il controllo sui primi cinque mesi ridimensiona il boom
Il confronto regionale rafforza la rilevanza del risultato di maggio, ma non risolve il problema principale dell’interpretazione proposta da Confindustria.
Un singolo mese può essere influenzato da grandi commesse, dalla composizione settoriale degli scambi, dalla volatilità dei mercati più piccoli e dalla particolare debolezza della base di confronto.
Per verificare se la crescita di maggio rappresenti una tendenza più ampia, è utile confrontare il periodo gennaio-maggio 2026 con gli stessi cinque mesi del 2025.
Utilizzando il Mercosur allargato alla Bolivia, nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane verso il blocco hanno raggiunto circa 3,119 miliardi di euro, contro 3,234 miliardi nello stesso periodo del 2025.
Risultano quindi inferiori di circa 115,5 milioni di euro, pari al 3,6%.
Il forte aumento registrato a maggio non è pertanto sufficiente a compensare la debolezza osservata nei primi quattro mesi dell’anno.
| Area | Gennaio-maggio 2025 | Gennaio-maggio 2026 | Variazione nominale |
| Mercosur, inclusa la Bolivia | €3,234 mld | €3,119 mld | −3,6% |
| Resto della LAC | €4,507 mld | €4,264 mld | −5,4% |
| LAC complessiva | €7,742 mld | €7,382 mld | −4,6% |
Fonte: elaborazione su dati ISTAT, gennaio-maggio 2025 e gennaio-maggio 2026.
Nei dati nominali il Mercosur continua quindi a mostrare una performance relativamente migliore rispetto al resto della regione. Il calo del 3,6% è infatti meno intenso della contrazione del 5,4% registrata negli altri mercati LAC.
Il blocco non è però ancora tornato su un percorso di crescita rispetto al 2025. Questo è il primo elemento che impedisce di interpretare il +21,2% di maggio come prova definitiva di una svolta strutturale.
E se aggiustiamo i prezzi per l’inflazione?
Finora il confronto ha riguardato il valore nominale delle esportazioni, cioè gli importi espressi in euro correnti.
Il dato del 21,2% indica quindi quanto sia aumentato il valore monetario delle merci esportate verso il Mercosur tra maggio 2025 e maggio 2026, ma non permette di stabilire se nello stesso periodo sia aumentata in misura equivalente anche la quantità di beni venduti.
Un incremento del valore delle esportazioni può dipendere da tre fattori:
- un aumento delle quantità esportate;
- un aumento dei prezzi;
- un cambiamento nella composizione dei prodotti venduti.
Se, per esempio, aumenta il peso dei macchinari ad alto valore unitario rispetto a quello dei prodotti meno costosi, il valore complessivo delle esportazioni può crescere anche senza un aumento equivalente delle quantità fisiche.
Per approfondire questo aspetto, i dati ISTAT permettono di confrontare il valore delle esportazioni in euro e la relativa massa netta in chilogrammi. Il rapporto tra le due grandezze restituisce un valore medio unitario.
Nel periodo gennaio-maggio 2026, l’indice dei valori medi unitari delle esportazioni italiane verso il Mercosur allargato alla Bolivia risulta superiore di circa il 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Correggendo la diminuzione nominale del 3,6% per questa componente, la contrazione reale stimata raggiunge circa il 5,9%:
Il confronto cambia quindi nel seguente modo:
| Mercosur, inclusa la Bolivia | Gennaio-maggio 2025-2026 |
| Export gennaio-maggio 2025 | €3,234 mld |
| Export gennaio-maggio 2026 | €3,119 mld |
| Differenza nominale | −€115,5 mln |
| Variazione nominale | −3,6% |
| Variazione stimata dei valori medi unitari | +2,5% |
| Variazione reale stimata | −5,9% |
Fonte: elaborazione su dati ISTAT, esportazioni in valore e massa netta per sezione CTCI.
Rispetto ai 3,234 miliardi del 2025, la differenza reale stimata è quindi pari a circa 191 milioni di euro.
Il calo nominale di 115,5 milioni di euro sembra pertanto sottostimare la contrazione reale. L’aumento dei valori medi unitari avrebbe attenuato, nei dati monetari, una diminuzione più pronunciata della quantità economica esportata.
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