Olio, cisterne piene e mercato in difficoltà: La Pietra annuncia misure immediate su liquidità e tracciabilità e ricorda 100 milioni per i frantoi.
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Il governo prepara misure specifiche per sostenere il comparto olivicolo italiano, alle prese con uno squilibrio tra consumi, export e produzione e con magazzini colmi di prodotto invenduto. Al centro del confronto, la liquidità degli operatori e il rafforzamento dei controlli sulla provenienza dell’olio.
Consumi, export e produzione: il paradosso delle cisterne piene
Il sottosegretario all’Agricoltura, il senatore Patrizio La Pietra, ha sintetizzato così la situazione: “Consumiamo 400mila tonnellate di olio, ne esportiamo altrettante e ne produciamo 300mila, ma abbiamo le cisterne piene. Più di qualcosa non va nel sistema olivicolo”. Un quadro che mette in luce un disallineamento tra flussi di mercato e capacità produttiva nazionale, con riflessi diretti sui prezzi e sulla redditività della filiera.
Nel settore agroalimentare, il fatto di avere stoccaggi elevati (cisterne e magazzini pieni) indica spesso che una parte dell’offerta non riesce a trovare sbocco immediato sul mercato, comprimendo i margini dei produttori e aumentando il fabbisogno di liquidità di frantoi e aziende agricole.
Il tavolo al Mimit e il coordinamento tra ministeri
Le dichiarazioni di La Pietra arrivano al termine di un tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), al quale ha preso parte anche il ministro Adolfo Urso. Il sottosegretario ha spiegato che, “insieme al ministro Lollobrigida ne abbiamo preso atto e siamo decisi a provvedere, con la rapidità e la determinazione necessarie, a risolvere i problemi attuali”.
Il coinvolgimento del Mimit, accanto al Ministero dell’Agricoltura, evidenzia come la questione dell’olio riguardi non solo la produzione agricola, ma anche il posizionamento del Made in Italy sui mercati, interni ed esteri.
Liquidità e tracciabilità: cosa intende fare il governo
La Pietra ha annunciato interventi in tempi brevi: “Siamo pronti a intervenire anche sull’immediato, con misure ad hoc su liquidità e tracciabilità”. Il riferimento alla liquidità riguarda la capacità delle imprese del settore – in particolare frantoi e operatori della trasformazione – di far fronte ai pagamenti correnti nonostante le difficoltà di vendita dell’olio stoccato.
Sulla tracciabilità, il sottosegretario ha indicato la direzione di marcia: “Bisogna accelerare le procedure di identificazione sulla provenienza dell’olio che viene lavorato e commercializzato, così da garantire la trasparenza del mercato”. La tracciabilità è il sistema che consente di seguire un prodotto lungo tutta la filiera, dall’oliva al confezionamento, e rappresenta uno strumento chiave per contrastare frodi e pratiche sleali, oltre che per valorizzare l’origine italiana.
Lo stesso La Pietra ha riconosciuto che l’inasprimento dei controlli potrebbe non piacere a tutti gli operatori: “Qualcuno magari sarà scontento, ma non lo sarà chi lavora rispettando le regole e il valore del nostro olio made in Italy”.
Frantoiani al centro: risorse e ruolo strategico
Un passaggio importante è stato dedicato al ruolo dei frantoi, ossia le strutture dove le olive vengono trasformate in olio, anello centrale di tutta la filiera. “Il ruolo dei frantoiani è strategico per l’intero comparto olivicolo”, ha dichiarato La Pietra, spiegando di essersi subito mosso dopo la richiesta di incontro arrivata dai loro rappresentanti.
Il sottosegretario ha ricordato di aver scritto al ministro Urso per chiedere la convocazione di un tavolo di confronto “nel quale confrontarci con gli operatori del settore e fare il punto della situazione”. Nel corso dell’incontro ha inoltre evidenziato che “le risorse per il settore sono state rese disponibili mai come ora, a partire dai 100 milioni per l’ammodernamento dei frantoi”.
L’ammodernamento dei frantoi è un elemento chiave per migliorare l’efficienza produttiva, la qualità dell’olio, la sostenibilità ambientale e, in ultima analisi, la competitività dell’intera filiera olivicola italiana rispetto ai concorrenti esteri.
Piano Nazionale Olivicolo e strategia di lungo periodo
Oltre alle misure immediate, La Pietra ha richiamato l’esistenza di una cornice di politica industriale di medio e lungo periodo per il comparto: “Abbiamo una strategia di medio e lungo periodo e lo dimostra, il Piano Nazionale Olivicolo, forte delle risorse stanziate nel provvedimento ColtivaItalia”.
Il Piano Nazionale Olivicolo è lo strumento di programmazione con cui il governo punta a sostenere il settore in modo strutturale, lavorando su aspetti come il rinnovo degli oliveti, l’innovazione tecnologica, la promozione e l’aggregazione dell’offerta. Il provvedimento ColtivaItalia costituisce invece il contenitore normativo e finanziario che ha messo a disposizione le risorse per questi interventi.
Per il mondo dell’olio, particolarmente esposto alle dinamiche dei mercati internazionali e alle oscillazioni dei raccolti, il combinato di misure urgenti su liquidità e tracciabilità e di strumenti di pianificazione come il Piano Nazionale Olivicolo rappresenta un tassello rilevante per stabilizzare il settore e valorizzare il Made in Italy.
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