/ Argomenti: Arte contemporanea – Spagna – Madrid
Il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza aprirà un nuovo spazio per l’arte contemporanea nell’ex Palacio del Hielo y del Automóvil, grazie alla donazione della collezione TBA21 di Francesca Thyssen-Bornemisza.
Il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid si prepara ad aprire una nuova fase della propria storia con un importante progetto di ampliamento. L’istituzione potrà infatti contare su un nuovo spazio pubblico nell’ex Palacio del Hielo y del Automóvil, in Calle Duque de Medinaceli, a pochi metri dalla sede storica del museo. L’edificio, inutilizzato dal 2007, sarà trasformato in un centro dedicato soprattutto all’arte contemporanea e al rapporto tra cultura, ecologia e partecipazione civica. La novità è stata presentata nell’auditorium del Museo Nacional Thyssen-Bornemisza alla presenza del Ministro delle Finanze Arcadi España García e del Ministro della Cultura Ernest Urtasun, insieme al direttore generale del museo Evelio Acevedo, al direttore artistico Guillermo Solana, alla presidente e fondatrice di TBA21 Francesca Thyssen-Bornemisza e a Borja Thyssen-Bornemisza.
Il Governo spagnolo trasferirà il Palacio del Hielo y del Automóvil alla Fondazione Collezione Thyssen-Bornemisza, rendendo possibile l’ampliamento del Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza. España García ha sottolineato come l’edificio, rimasto senza una funzione dal 2007, possa ora tornare a essere parte della vita culturale della città, ospitando la collezione contemporanea che Francesca Thyssen-Bornemisza ha deciso di destinare al museo.
Per il Ministro della Cultura Ernest Urtasun, l’operazione non rappresenta soltanto l’opportunità di aumentare gli spazi disponibili. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di costruire un museo più aperto, capace di rafforzare il rapporto con il pubblico e con il territorio. L’ampliamento s’inserisce in un processo avviato da tempo per consolidare la presenza dell’arte contemporanea all’interno del Thyssen-Bornemisza. Guillermo Solana ha ricordato come, a partire dal 2008, il museo abbia lavorato per riportare gli artisti viventi all’interno della propria programmazione, anche grazie al rapporto con Francesca Thyssen-Bornemisza e con TBA21. Dopo un percorso durato oltre dieci anni, nel 2018 la fondazione e il museo hanno realizzato la loro prima mostra congiunta, inaugurando una collaborazione destinata a proseguire. Il nuovo progetto rappresenta anche un ulteriore capitolo nella storia della famiglia Thyssen-Bornemisza. Borja Thyssen-Bornemisza ha espresso l’orgoglio per la continuità di un patrimonio familiare che viene oggi ulteriormente ampliato, mentre lui e Blanca Thyssen-Bornemisza hanno contribuito negli ultimi anni alla vita del museo attraverso prestiti a lungo termine e nuove esposizioni. Dal 2023, infatti, le loro opere sono entrate regolarmente nel percorso espositivo dell’istituzione.
La raccolta familiare comprende opere che attraversano diverse stagioni dell’arte moderna e contemporanea, dall’avanguardia dei primi decenni del Novecento al Modernismo del dopoguerra, fino all’Iperrealismo e alla graffiti art. Tra gli artisti presenti figurano Francis Picabia, Alex Katz, André Butzer, Ross Bleckner, Peter Halley e Kenny Scharf, creando un collegamento tra le diverse generazioni della collezione Thyssen-Bornemisza.
Il cuore dell’ampliamento sarà però l’operazione legata alla Collezione TBA21. Francesca Thyssen-Bornemisza e i suoi eredi trasferiranno alla proprietà pubblica 186 opere, senza alcun compenso economico né beneficio privato. A questa donazione si aggiungerà un prestito a lungo termine di altre 179 opere contemporanee, dando vita a un nucleo particolarmente significativo per ampiezza, coerenza e attenzione alle tematiche ambientali. Il valore della donazione è stimato a 16 milioni di euro, ai quali si aggiungono un prestito di 10 milioni e il precedente prestito a lungo termine delle opere di Francesca Thyssen-Bornemisza, valutato circa 70 milioni di euro.
Il corpus comprende lavori di alcuni tra i più importanti protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, tra cui Ai Weiwei, Marina Abramović, John Akomfrah, Monica Bonvicini, Candice Breitz, Janet Cardiff e George Bures Miller, Claudia Comte, Olafur Eliasson, Taloi Havini, Nikita Kadan, Pierre Huyghe, Rashid Johnson, Ernesto Neto, Bill Viola e Wu Tsang. Pittura, scultura, installazione, performance, fotografia, suono, cinema e opere digitali sono rappresentati all’interno della raccolta, che sviluppa in particolare una riflessione sui temi dell’ecologia e della giustizia sociale.
Fondata nel 2002 e diventata una fondazione spagnola dopo il trasferimento a Madrid nel 2019, TBA21 ha costruito negli anni una delle più importanti collezioni private di arte contemporanea. La sua ricerca si concentra sull’intreccio tra arte, ambiente e giustizia sociale, con particolare attenzione agli artisti del Sud globale, alle culture indigene e alle voci rimaste ai margini delle tradizionali narrazioni artistiche europee.
L’ingresso della collezione TBA21 nel patrimonio pubblico spagnolo modifica quindi anche la fisionomia del Thyssen-Bornemisza, estendendo la collezione permanente fino alla contemporaneità e introducendo pratiche artistiche interdisciplinari. Il progetto rafforza inoltre il dialogo tra le opere raccolte storicamente dal barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza, dai suoi predecessori e dalla baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, e la produzione contemporanea promossa dalla fondazione di Francesca Thyssen-Bornemisza.
Il nuovo centro sarà concepito non come una semplice sede aggiuntiva, ma come parte integrante di un unico ecosistema culturale. La disponibilità di nuovi ambienti consentirà di destinare spazi specifici a educazione, ricerca, conservazione e attività con il pubblico, riducendo al tempo stesso la pressione sugli ambienti storici del Palacio de Villahermosa. Il modello guarda anche alle esperienze di ampliamento già realizzate dal Museo Nacional del Prado e dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, con l’intento di adeguare le strutture alle esigenze delle rispettive missioni pubbliche. L’ex Palacio del Hielo y del Automóvil assumerà così il ruolo di una vera infrastruttura pubblica per l’arte contemporanea, inserita nel sistema culturale madrileno. In una città in cui il Reina Sofía rimane la principale istituzione statale interamente dedicata al contemporaneo, il nuovo spazio del Thyssen dialogherà anche con realtà come il Centro Tabacalera per la Produzione e le Residenze Artistiche, mantenendo però come elemento distintivo il confronto tra la modernità storica della collezione Thyssen e le ricerche artistiche del presente.
Particolare attenzione sarà riservata anche alla comunità locale. Il nuovo centro condividerà infatti l’edificio con la sede madrilena del Centro commemorativo per le vittime del terrorismo e il progetto prevede una fase di ascolto rivolta ai residenti del quartiere. Attraverso questo processo saranno individuati utilizzi, priorità e necessità della comunità, con l’intento di fare del nuovo spazio un luogo realmente connesso alla vita del territorio.
L’attenzione all’ambiente non riguarderà soltanto i contenuti delle opere esposte. L’ecologia sarà infatti interpretata come una responsabilità collettiva e come una questione direttamente legata alla dimensione civica. L’edificio potrà diventare anche un rifugio climatico per le persone più vulnerabili durante le ondate di calore, trasformando il tema della sostenibilità in un servizio concreto alla cittadinanza.
“L’annuncio che facciamo qui oggi è più di una donazione. È un impegno che la mia famiglia mantiene, in una forma o nell’altra, da oltre un secolo”, ha dichiarato Francesca Thyssen-Bornemisza. “Mio padre mi ha insegnato che una collezione non è un possesso, ma una conversazione con il mondo; un dialogo con il mondo, che si svolge solo brevemente, in un rapporto di fiducia”. Questa filosofia ha plasmato anche il modo di lavorare di TBA21 fin dalla sua nascita: “Nei primi due anni della sua esistenza abbiamo preso una decisione insolita: abbiamo preferito commissionare un’opera piuttosto che acquisirne una già esistente. Questo è un modo completamente diverso di interagire con gli artisti e significa accettare il rischio di un esperimento il cui risultato potrebbe non essere quello che né l’artista né il committente avevano immaginato”.
La donazione rappresenta per lei l’incontro di due modi complementari di vedere il mondo: “La collezione del Museo offre una testimonianza di come l’Occidente ha visto il mondo nel corso di sette secoli. TBA21 è una testimonianza vivente di come il mondo vede se stesso oggi, attraverso il pensiero ecologico, la conoscenza oceanica, le cosmologie indigene e le ecologie politiche. Con questa donazione, entrambe le testimonianze confluiscono nella stessa istituzione”. “Se la generazione del mio bisnonno si chiedeva cosa l’arte potesse mostrarci sulla bellezza, e quella di mio padre si chiedeva cosa l’arte potesse fare per la pace tra le nazioni”, ha concluso Francesca Thyssen-Bornemisza, “la nostra si chiede cosa l’arte possa fare per aiutarci a immaginare, insieme, modi di vivere bene collettivamente su un pianeta in rapida trasformazione”.
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