Confindustria: export mondiale trainato dall’Asia, Europa ferma. Made in Italy +3,3% nel 2025 ma più concentrato. Dazi USA e nuove rotte Mercosur-India.
Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti
La mappa del commercio mondiale sta cambiando rapidamente e l’export italiano è chiamato ad adattarsi a un contesto sempre più complesso, fatto di dazi, tensioni geopolitiche e nuovi accordi commerciali. È quanto emerge dal rapporto del Centro studi di Confindustria dal titolo “Export italiano tra fratture e nuove rotte”.
L’Asia traina il commercio mondiale, l’Europa resta al palo
Nel nuovo scenario globale, spiegano gli economisti di Confindustria, “il mondo cambia rotta”. Nei primi sei mesi del 2026, infatti, il 90% della crescita dell’export mondiale è stato generato dall’Asia, mentre il contributo dell’Europa è risultato sostanzialmente nullo. In altri termini, la spinta agli scambi internazionali arriva quasi interamente dal continente asiatico, mentre il vecchio continente appare in stallo.
Per export mondiale si intende il valore complessivo dei beni venduti oltre confine da tutti i Paesi. Quando Confindustria sottolinea che la crescita è quasi tutta asiatica, indica che le economie di quell’area stanno guadagnando peso come motore degli scambi internazionali, a discapito di una Europa che non contribuisce in modo significativo all’aumento del commercio globale.
Made in Italy: export in crescita ma più concentrato
In questo contesto, l’Italia “resiste ma con un export più concentrato”. Secondo il rapporto, il Made in Italy mostra “una significativa capacità di tenuta”: nel 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 3,3%. Si tratta dell’aumento del valore dei beni italiani venduti all’estero rispetto all’anno precedente.
Confindustria precisa però che questo incremento “è stato sostenuto soprattutto da pochi mercati e comparti”. Ciò significa che la crescita non è diffusa in modo omogeneo, ma si concentra su un numero limitato di Paesi di destinazione e su alcuni settori specifici. Questo rende l’export italiano più esposto ai rischi legati a eventuali shock mirati su quei mercati o su quelle filiere produttive.
Dazi USA: shock fino a -9% ma compensato da altri settori
Uno dei principali fattori di incertezza è rappresentato dallo “shock” dei dazi Usa. I dazi sono tasse imposte sulle importazioni di beni esteri, che ne aumentano il costo per il compratore americano e possono ridurre la competitività dei prodotti colpiti.
Nel rapporto si evidenzia che, con l’introduzione di questi dazi, “si registra un calo fino al 9% dell’export italiano in nove mesi” nei comparti interessati dalle misure tariffarie. Tuttavia, Confindustria sottolinea che questa contrazione è “più che compensata da un aumento nei settori esenti”, cioè in quei segmenti dell’export Made in Italy non colpiti dai dazi, che hanno invece registrato una performance positiva.
In pratica, le perdite generate dalle barriere commerciali su alcune categorie di prodotti sono state controbilanciate dalla crescita di altre voci dell’export, permettendo al totale delle esportazioni italiane di mantenere una buona capacità di tenuta.
Nuove rotte: Mercosur, India e Paesi del Golfo
Parallelamente agli effetti dei dazi, il rapporto mette in evidenza anche le “nuove opportunità” legate alla politica commerciale dell’Unione Europea. In particolare, Confindustria richiama gli accordi con il Mercosur – il blocco economico che riunisce alcuni importanti Paesi dell’America Latina – e con l’India.
L’associazione degli industriali ricorda che, con Confindustria, l’Italia è stata nei giorni scorsi il primo Paese a portare le imprese in missione in Argentina e Brasile, due economie chiave del Mercosur. Le missioni imprenditoriali servono a creare contatti, individuare partner locali e aprire nuovi canali commerciali per le aziende italiane.
Confindustria segnala inoltre che anche la rotta verso i Paesi del Golfo “sta diventando una rotta sempre più importante” per l’Italia. Quest’area, caratterizzata da economie fortemente legate all’energia ma sempre più orientate alla diversificazione, rappresenta un mercato di crescente interesse per i prodotti e i servizi Made in Italy.
Commercio mondiale ai massimi storici, ma cambia il baricentro
Nonostante guerre, dazi e “fratture geopolitiche”, gli economisti del Centro studi di viale dell’Astronomia osservano che “il commercio mondiale continua a crescere” e che il 2025 ha segnato un nuovo picco.
“Nel 2025 il valore dei beni scambiati nel mondo ha raggiunto un nuovo record, oltre 26 mila miliardi di dollari, pari al 22,4% del Pil mondiale”, si legge nel rapporto. Ciò significa che il valore delle merci esportate e importate a livello globale continua a salire e rappresenta una quota rilevante dell’economia mondiale complessiva.
Il quadro internazionale evidenzia però “una crescente divergenza tra le principali aree economiche”. Secondo Confindustria, “gli Stati Uniti continuano a rappresentare il principale motore della domanda e delle importazioni, la Cina quello della produzione e dell’export”. In altre parole, gli USA restano il grande mercato che acquista beni dall’estero, mentre la Cina rimane il grande produttore che rifornisce il resto del mondo.
Allo stesso tempo, “il baricentro della crescita si sposta progressivamente verso Asia, India, Asean, America Latina e, in prospettiva, Africa subsahariana”. L’area Asean riunisce un gruppo di Paesi del Sud-Est asiatico che stanno crescendo rapidamente e guadagnando peso nel commercio globale. L’America Latina e l’Africa subsahariana, secondo il rapporto, sono destinate a giocare un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche di sviluppo future.
In questo scenario in movimento, l’export italiano si trova quindi a fare i conti con “fratture” – come dazi e tensioni geopolitiche – ma anche con “nuove rotte” che passano per Asia, Mercosur, India e Paesi del Golfo, dove si concentrano molte delle opportunità di crescita per il Made in Italy nei prossimi anni.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




