La manifattura lombarda cresce anche nel secondo trimestre, trainata da export e fatturato


La manifattura lombarda chiude anche il secondo trimestre del 2026 con un quadro complessivamente positivo. La produzione cresce dello 0,1 per cento rispetto ai tre mesi precedenti, mentre il fatturato segna un aumento dell’1,4 per cento. Ancora più forte la crescita degli ordinativi, che aumentano del 2,5 per cento sul mercato estero e dello 0,5 per cento su quello interno.

I dati confermano il posizionamento del sistema produttivo regionale, che continua a mantenersi sui livelli più elevati della serie storica nonostante le incertezze dello scenario internazionale. Una dinamica che coinvolge anche l’artigianato: nel trimestre la produzione cresce dello 0,5 per cento, il fatturato dello 0,7 per cento e gli ordini interni dello 0,5 per cento, mentre quelli esteri aumentano dell’1,4 per cento.

È quanto emerge dai dati congiunturali presentati alla Camera di Commercio di Brescia, in un incontro al quale hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, il vicepresidente nazionale Cna Eleonora Rigotti e il presidente della Camera di Commercio di Brescia Roberto Saccone. Come riporta Lombardia Notizie, da Brescia prende inoltre il via un nuovo ciclo di conferenze stampa itineranti che porterà nei prossimi mesi la presentazione dei dati economici direttamente nei diversi territori della regione.

«La forza della Lombardia – ha sottolineato l’assessore Guidesi – è nei suoi territori e nelle imprese che li rappresentano. Questi dati ci dicono che, anche in una fase internazionale complessa, il nostro sistema produttivo continua a crescere e a competere. È la dimostrazione della capacità degli imprenditori lombardi di affrontare l’incertezza investendo, innovando e aprendosi ai mercati. Da Brescia iniziamo anche un percorso itinerante per portare questi numeri nei territori e raccontare da vicino la realtà di una Lombardia che produce, esporta e crea lavoro. Vogliamo continuare a sostenere questa capacità, rafforzando la competitività delle imprese e delle filiere».

Secondo l’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia, anche le aspettative delle imprese industriali mostrano segnali di miglioramento. I giudizi su produzione, fatturato, domanda estera e occupazione restano positivi e beneficiano soprattutto della ripresa degli ordinativi provenienti dall’estero. Più lenta, invece, la ripresa della domanda interna, anche se il saldo negativo si riduce sensibilmente, passando dal -9,5 per cento al -2,5 per cento. Migliora anche la fiducia degli artigiani, con una riduzione dei saldi negativi nei diversi indicatori.

Guardando alla variazione su base annua, il quadro appare ancora più solido. La produzione cresce del 2,1 per cento nell’industria e del due per cento nell’artigianato, mentre il fatturato aumenta rispettivamente del 4,4 per cento e del 2,5 per cento. Il mercato estero continua a essere decisivo per le imprese lombarde: la quota di fatturato realizzata oltreconfine raggiunge il 39,3 per cento, uno dei valori più elevati mai registrati. Cresce inoltre la domanda interna, con ordinativi in aumento del 2,8 per cento nell’industria e dell’1,1 per cento nell’artigianato.

«Questi dati – ha evidenziato Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia – raccontano un elemento che va oltre la dinamica congiunturale. La manifattura lombarda continua a crescere non perché siano venuti meno i fattori di incertezza, ma perché negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di competere. È un risultato che nasce dalla qualità delle imprese, dalla forza delle filiere e dalla loro apertura ai mercati internazionali. Le aspettative in miglioramento confermano che esistono le condizioni per guardare ai prossimi mesi con maggiore fiducia, senza però abbassare l’attenzione sulle criticità che continuano a caratterizzare lo scenario internazionale».

Uno dei principali elementi di attenzione riguarda proprio i costi. Nel secondo trimestre i prezzi delle materie prime aumentano del 4,5 per cento per l’industria e del 6,4 per cento per l’artigianato: sono gli incrementi congiunturali più elevati degli ultimi due anni. Sul fronte occupazionale, invece, il saldo resta positivo nell’industria, con gli ingressi che superano le uscite (+0,3 per cento), mentre nell’artigianato si registra sostanziale equilibrio. Il ricorso alla Cassa integrazione rimane contenuto: nell’industria riguarda il 10,2 per cento delle imprese, con una quota dello 0,9 per cento sul monte ore, mentre nell’artigianato interessa il 5,9 per cento delle aziende e lo 0,6 per cento del monte ore.

La crescita è diffusa nella maggior parte dei comparti. Nell’industria soltanto tre settori su tredici registrano una contrazione della produzione su base annua: siderurgia (-0,5 per cento), legno-mobilio (-0,9 per cento) e abbigliamento (-2,9 per cento). Tra le performance migliori ci sono i mezzi di trasporto (+5,5 per cento), pelli-calzature (+3,3 per cento), chimica (+3 per cento), alimentare (+2,8 per cento), carta-stampa (+2,7 per cento) e meccanica (+2,4 per cento). Nell’artigianato spiccano invece i minerali non metalliferi (+6,7 per cento) e il tessile (+5,6 per cento), seguiti da legno-mobilio (+2,8 per cento), gomma-plastica (+2,7 per cento) e meccanica (+2,1 per cento). In calo soltanto la siderurgia, che perde il 6,3 per cento.

«Con la produzione industriale piatta – ha aggiunto Pasini, presidente Confindustria Lombardia – a tenere a galla le imprese lombarde nel secondo semestre sono export (+2,5 per cento congiunturale) e fatturato (+1,4 per cento), con quest’ultimo influenzato dall’aumento dei costi: caro materie prime (+11,5 per cento sul 2025), il perdurare del conflitto in Medio Oriente e l’irrisolto nodo energetico tengono le imprese lombarde sotto pressione e nell’incertezza. Mentre assistiamo alla fine del Pnrr e a una nuova stretta del credito bancario verso le imprese, né a livello nazionale né comunitario emergono proposte di politica industriale serie e strutturali. Per Confindustria Lombardia è sempre più vitale e strategico riportare l’industria manifatturiera al centro dell’agenda politica: in quest’ottica, in occasione del World Manufacturing Forum di Milano del 22 e 23 ottobre, l’industria lombarda si confronterà con interlocutori internazionali sulle sfide contemporanee e le ricette per invertire la rotta della deindustrializzazione europea».

Anche il mondo artigiano invita a non dare per scontata la tenuta del sistema. «La resilienza dell’artigianato – ha dichiarato Bozzini, presidente Cna Lombardia – ispira fiducia ma non possiamo abusarne. Servono politiche a supporto degli investimenti nella transizione digitale ed ecologica e serve soprattutto fluidità nell’accesso al credito. La situazione complessiva rivela tendenze ancora positive ma non c’è nulla di scontato in un quadro geopolitico ancora caratterizzato da una forte instabilità. Pesa, tanto, il costo delle materie prime».


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