Cernobbio 2026, cinque messaggicambiano la mappa degli


  • L’India non è più un mercato emergente: cresce del 6,5% e sale al 15° posto mondiale per attrattività
  • L’Italia sorprende sull’export ma preoccupa sul futuro: quarta al mondo per diversificazione delle esportazioni
  • Energia e successioni sono le nuove frontiere del wealth management
     

Il primo weekend di settembre segna, per gli italiani, la partenza ufficiale del nuovo anno. E questa ripartenza coincide ormai da decenni con l’evento di Cernobbio, il Forum Ambrosetti, che riunisce a Villa d’Este “la classe dirigente internazionale ed italiana un’occasione di approfondimento serio e qualificato – supportato da analisi e ricerche – sugli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali e sulle loro implicazioni per le imprese e per i Paesi”, come affermano gli organizzatori.

E così è stato anche per il 2026, ma il Forum di Cernobbio, tra dichiarazioni politiche, tavole rotonde, sondaggi, ricerche, interviste, prima di offrire spunti rischia di generare rumore se non ci si ferma a riflettere sulle numerose informazioni che in tre giorni invadono il Lago di Como. Ma appena si spengono i riflettori e riguardi appunti, report ufficiali, dichiarazioni e reazioni dei vari protagonisti ecco che il rumore si riduce e arrivano segnali più evidenti. Guardando a quanto accaduto al Forum Ambrosetti con gli occhi di chi parla di wealth management e investimenti, credo che valga la pena mettere al centro di ogni riflessione per il prossimo futuro 5 messaggi che vanno oltre la narrativa quotidiana dei mercati.

Il primo messaggio ha come protagonista l’India. Dall’undicesima edizione del Global Attractiveness Index (GAI), presentata in occasione del 52° Forum TEHA di Cernobbio, emerge la capacità dell’India di crescere del 6,5% salendo al 15° posto mondiale per attrattività, registrando una delle accelerazioni più significative dell’intero ranking. Il punto però non è il tasso di crescita, ma la capacità di Nuova Delhi di attirare manifattura avanzata, ricerca, tecnologia e servizi finanziari nel momento esatto in cui la riorganizzazione delle catene globali del valore sembra penalizzare la Cina. L’ennesima dimostrazione che forse dobbiamo rivedere la mappa dei “mercati emergenti” che comprende anche l’India .

Il secondo messaggio riguarda l’Italia. In questo caso dal rapporto Ambrosetti prendo il dato relativo all’export del 2025 che ha raggiunto 643 miliardi di euro. L’Italia è quarta al mondo per diversificazione geografica delle esportazioni, dietro Cina, Germania e Stati Uniti. Questo, sulla carta, significa che quando uno shock colpisce un mercato, le imprese italiane hanno strutturalmente la capacità di compensare altrove. E, come afferma Ferruccio De Bortoli nel Global Attractiveness Index, “nel mondo di domani conterà la velocità relativa di adattamento, non la fotografia attuale”. L’export italiano è uno degli asset più sottovalutati del sistema Paese. Continua a esserlo.

Ma se restiamo sull’Italia non possiamo non ignorare il terzo messaggio che a mio avviso diventa stimolo per non credere di essere in un’isola felice e priva di difficoltà. Dal Forum Ambrosetti emerge che l’Italia mantiene il 17° posto mondiale nell’attrattività complessiva e migliora il suo punteggio. Ma nell’indice “Orientamento al futuro”, che misura le prospettive strutturali di lungo periodo, scende al 76° posto. Nell’indicatore relativo alle prospettive della popolazione in età lavorativa è 146ª. Ultima. Un dato che ricorda il peso della variabile demografica che influenzerà crescita economica, consumi, mercato immobiliare, sostenibilità del welfare e disponibilità di lavoro qualificato. Per molti anni è stata ignorata nei modelli di allocazione. Non può più essere così.

Il quarto messaggio ci aiuta a ridare il giusto equilibrio tra intelligenza artificiale ed energia. Quest’ultima, al Forum Ambrosetti, conquista lo scettro di primo tema di attenzione per chiunque sia concentrato su temi economici e finanziari. L’energia è precondizione dell’AI. Data center, cloud, elettrificazione e digitalizzazione richiedono una quantità crescente di energia stabile e a basso costo. E l’Italia importa circa il 74% dell’energia disponibile. Una dipendenza strutturale che in un ciclo di competizione sull’IA diventa una vulnerabilità competitiva. I beneficiari del prossimo decennio potrebbero non essere solo i produttori di chip o le piattaforme digitali. Potrebbero essere le utility, le reti elettriche, gli operatori delle infrastrutture energetiche. Chi costruisce oggi un vantaggio nell’accesso all’energia costruisce un vantaggio nell’economia di domani.

Il quinto e ultimo messaggio riguarda direttamente il settore della consulenza finanziaria e ricade a cascata sui primi quattro. Come ricordato nel rapporto Global Attractiveness Index, tra oggi e il 2050, secondo le stime, passeranno di mano attraverso successioni ereditarie in Italia tra 2 e 3 trilioni di euro. Non si tratta solo di un trasferimento di patrimonio. Gli eredi del prossimo decennio avranno maggiore familiarità con il digitale, diversa tolleranza al rischio, apertura internazionale più accentuata e sensibilità alla sostenibilità differente rispetto ai genitori. La sfida del wealth management non sarà la gestione tecnica del passaggio. Sarà la capacità di accompagnare un cambiamento di cultura finanziaria che è già in corso.

Cinque messaggi che vanno oltre il quotidiano. Mentre il dibattito pubblico continua a concentrarsi su inflazione, dazi, elezioni e prossime mosse delle banche centrali, ci sono forze che si muovono più lentamente ma che stanno  ridisegnando il mondo, con effetti profondi. La crescita dell’India, la competizione per l’energia, l’inverno demografico europeo, la trasformazione tecnologica e il più grande passaggio generazionale di ricchezza della storia italiana non sono temi solo per economisti o accademici. Sono variabili che determineranno vincitori e sconfitti nei prossimi dieci anni.


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