Tempo medio di lettura: 3 minuti
Varese si prepara ad accogliere alcuni dei massimi esperti internazionali nel campo delle infezioni nei pazienti immunocompromessi.
Dal 9 all’11 settembre, il Palace Grand Hotel ospiterà l’ottava edizione del congresso internazionale “Various Infections in Immunocompromised Patients” (Viip), appuntamento di altissimo profilo scientifico dedicato alle più avanzate strategie di prevenzione, diagnosi e trattamento delle infezioni nei pazienti sottoposti a trapianto e, più in generale, nelle persone immunocompromesse.
L’evento riunirà a Varese specialisti, ricercatori e clinici provenienti da prestigiosi atenei e istituzioni europee, statunitensi e brasiliane, con l’obiettivo di favorire il confronto sulle principali complicanze infettive che possono interessare i pazienti sottoposti a trapianto di organo solido o di cellule staminali emopoietiche e di fare il punto sulle frontiere più avanzate della medicina dei trapianti.
Presidente e segretario scientifico del congresso è Paolo Antonio Grossi, professore ordinario di Malattie infettive dell’Università degli Studi dell’Insubria e direttore delle Malattie infettive e tropicali di ASST Sette Laghi, nonché direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive e tropicali di Varese, figura di riferimento nazionale e internazionale per le problematiche infettivologiche legate alla donazione e al trapianto.
La cerimonia inaugurale è prevista mercoledì 9 settembre alle 9.15, alla presenza, tra gli altri, del direttore generale di ASST Sette Laghi Mauro Moreno, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del sindaco di Varese Davide Galimberti, del presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia Emanuele Monti e della rettrice dell’Università degli Studi dell’Insubria Maria Pierro.
Il recente e straordinario sviluppo della medicina dei trapianti ha radicalmente trasformato il panorama terapeutico, offrendo opportunità salvavita a un numero sempre maggiore di pazienti. La gestione delle infezioni in questa particolare categoria di persone continua tuttavia a rappresentare una delle sfide cliniche più complesse della medicina moderna, rendendo indispensabili innovazione tecnologica, aggiornamento specialistico e cooperazione internazionale.
Il programma scientifico del congresso affronta proprio alcune delle questioni più attuali e strategiche in questo ambito: dalle nuove strategie di immunosoppressione alle infezioni batteriche e fungine, dalla diagnosi e gestione delle infezioni virali alle nuove terapie antivirali, fino alle frontiere del trapianto in pazienti con infezione da Hiv e all’impiego dell’intelligenza artificiale nel trapianto di organi.
Ampio spazio sarà inoltre dedicato alle nuove frontiere della donazione e del trapianto. In particolare, il 10 settembre Paolo Grossi interverrà con una relazione dedicata alla possibilità di ampliare ulteriormente le opportunità di trapianto attraverso l’utilizzo di organi provenienti da donatori Hiv positivi per riceventi Hiv negativi, tema che rappresenta uno degli sviluppi più innovativi nel settore.
Grossi è da anni un punto di riferimento per la sicurezza infettivologica dei trapianti. Dal 1999 svolge il ruolo di «second opinion» nazionale per la valutazione del rischio di trasmissione di malattie infettive dai donatori ed è consulente nazionale per i trapianti al Centro nazionale trapianti, dove valuta il rischio di trasmissione di malattie infettive dai donatori. Ha contribuito alla stesura delle linee guida nazionali sulla sicurezza infettivologica dei trapianti. Dal 2010 è inoltre estensore delle linee guida del Consiglio d’Europa sulla qualità e sicurezza degli organi destinati al trapianto. Ha ricoperto anche il ruolo di past Chair dell’Escmid Study Group on Infections in CompromisedHosts ed è stato rappresentante dell’Italia presso il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) per la sicurezza dei trapianti.
Proprio l’Ospedale di Varese, hub di ASST Sette Laghi, grazie ai protocolli elaborati da Grossi, è il primo in Italia a effettuare trapianti di rene in persone con infezione da Hiv e a utilizzare organi provenienti da donatori con infezione da Hiv, contribuendo concretamente all’ampliamento delle possibilità terapeutiche per persone che in passato avevano possibilità di accesso al trapianto molto più limitate.
Accanto alle sessioni dedicate alle nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche, il congresso offrirà un ampio spazio al confronto sugli aspetti etici e sulle strategie di comunicazione clinica, nella consapevolezza che la cura del paziente immunocompromesso richiede un approccio multidisciplinare e globale, capace di integrare competenze scientifiche, cliniche, tecnologiche ed etiche.
Nato nel 2006 e alternato negli anni al congresso “Infections and Transplantation”, il Viip rappresenta ormai un appuntamento consolidato per la comunità scientifica internazionale. L’edizione 2026 assume inoltre un significato particolare per la comunità scientifica e sanitaria varesina: nei prossimi mesi, infatti, Paolo Grossi concluderà la propria attività assistenziale dopo una lunga carriera costruita tra ricerca, attività clinica e responsabilità scientifiche, ma continuerà ad insegnare nel corso di laurea in Medicina e chirurgia dell’Insubria e proseguirà il suo lavoro sia in ambito nazionale che soprattutto internazionale al fine di continuare a garantire la sicurezza dell’attività di donazione e trapianto.
Il congresso si propone così non solo come momento di aggiornamento e confronto sulle sfide più avanzate dell’infettivologia nei pazienti immunocompromessi, ma anche come occasione per ribadire il ruolo dell’Ospedale di Varese e dell’Università degli Studi dell’Insubria all’interno della comunità scientifica internazionale dei trapianti e delle malattie infettive.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



