Caserta (pm) – La tragica morte di Guido Roviello, deceduto a seguito delle violente percosse subite per un motivo del tutto irrisorio da un cittadino rumeno (che forse non doveva stare in Italia ed in una “matriosca” di illegalità e di emarginazione) ha riaperto con forza il dibattito sulla sicurezza in città. L’articolo del noto giornalista della RAI Geo Nocchetti sul caso, da noi pubblicato l’altro giorno (puoi leggerlo QUI), si è imposto come uno dei contributi più significativi nel dibattito pubblico su una vicenda che, per la sua drammaticità, ha assunto una risonanza di carattere nazionale. Oggi pubblichiamo l’intervento di Natale Argirò, già questore delle province di Benevento, Reggio Emilia e Trieste Trieste, che ospitiamo sempre volentieri per le questioni di polizia.
L’INTERVENTO DI NATALE ARGIRO’
La percezione di insicurezza che genera preoccupazione ed inquietudine nella maggior parte degli abitanti della nostra città, già gravata dalle sue vicende giudiziarie antiche e recenti, secondo i più attuali dati statistici è in costante aumento ed è perfettamente in linea con i risultati del sondaggio realizzato da You Trend per Sky TG24 che mostra un netto aumento nel 2026 al 71% dell’insicurezza percepita rispetto al 2025, quando la percentuale si fermava al 65%.
Sicuramente contribuisce a tale percezione la crescita di comportamenti violenti da parte dei giovani, soprattutto minorenni, consapevoli di non essere punibili perché non imputabili, che rivelano un aumento del disagio giovanile, o da parte di alcuni giovani immigrati di seconda generazione che vivono la difficoltà di inserimento ed il conflitto di una doppia identità.
D’altra parte, girovagando qua e là per le strade dissestate di questa città, sembra di vivere in un luogo dove regna l’assenza di ogni regola, un luogo dove si può fare di tuto e restare impuniti: gare di velocità tra motorini, biciclette e monopattini che vanno impunemente contromano, ragazzini a due se non a tre su motorini, mancanza assoluta di caschi che possano proteggere da eventuali cadute, parcheggi selvaggi e una “movida” che, dopo una certa ora, diviene violenta talvolta con risse e accoltellamenti.
Ora sarà interessante seguire le vicende parlamentari che accompagneranno l’iter per l’approvazione del DDL “anti-maranza” approvato dal Consiglio dei ministri contro la criminalità minorile con il quale viene invertito l’onere della prova circa la imputabilità dl minore e quindi della sua capacità di intendere e di volere, circostanza che il giudice attualmente deve accertare caso per caso.
Ma, chi garantisce l’ordine pubblico? Chi deve proteggerci dal senso di insicurezza che ci accompagna giornalmente? Sicuramente in prima linea ci sono le forze dell’ordine, da cui ci si aspetta una maggiore presenza sul territorio, ma bisogna fare chiarezza sui compiti e le relative responsabilità dei vari attori in questo ambito.
Responsabili dell’ordine pubblico in una provincia sono le Autorità di pubblica sicurezza, Prefetto (dal punto di vista “politico”) che presiede il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza e che risponde al Ministro dell’Interno, Autorità nazionale di pubblica sicurezza e Questore (dal punto di vista tecnico-operativo) che si avvale della Forza pubblica (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardie di Finanza e Polizia Municipale), e che risponde al Capo della Polizia. Pertanto, il promotore di qualsivoglia manifestazione pubblica, deve informare tre giorni prima il Questore affinché, con apposita ordinanza, possa organizzare i servizi o dare prescrizioni, oppure vietare la manifestazione quando sussista un concreto pericolo per l’ordine pubblico.
Tuttavia, fuori da queste ipotesi c’è da gestrie l’ordine quotidiano, il rispetto della legalità, la pacifica convivenza tra i cittadini, la tutela della loro incolumità e della loro proprietà, che poi altro non è che il concetto di “Sicurezza pubblica”. In tale ambito vi sono specifiche competenze, al Sindaco è affidata la Sicurezza urbana, alla Polizia stradale e Municipale la sicurezza stradale, alla Guardia di Finanza i reati in materia economica, ai Carabinieri e alla Polizia il controllo del territorio e lo svolgimento delle indagini su delega dell’autorità giudiziaria, alla Polizia postale il contrasto alle frodi finanziarie come le truffe online, i furti di identità digitale, il phishing e gli accessi abusivi ai conti bancari, la tutela dei minori contro il cyberbullismo e contro il terrorismo on-line.
Ma il rispetto della legalità non può essere solo delegato alle forze dell’ordine, occorre la partecipazione di tutta la società civile in tutte le sue espressioni, dalla scuola, alla famiglia, dagli oratori ai Centri sportivi e a qualsiasi altro centro di aggregazione, nonché alle Comunità alloggio dove sono ospitati i minori stranieri non accompagnati fino al raggiungimento del 18° anno di età. Le lezioni sulle regole da rispettare purtroppo, si sa, lasciano il tempo che trovano soprattutto tra giovani e non bastano da sole per creare una “cultura della legalità” perché le variabili che intervengono nella commissione dei reati di qualsiasi genere sono tante e complesse. Ecco perché è necessario accompagnare all’informazione un efficace e capillare controllo del territorio, che la legge ha definito “Sicurezza integrata”.
Il messaggio del rispetto delle regole, i provvedimenti che impongono limitazioni di orari e “codici di condotta” ai gestori dei locali dove impazza “la movida”, svaniscono dinanzi all’assenza totale di controllo e al conseguente scetticismo che si diffonde nei cittadini di vivere “senza regole” ed in balia della più incontrollata illegalità, alimentando in tal modo la percezione della propria insicurezza personale.
Incrementare, quindi, la presenza degli agenti di polizia sul territorio, a cominciare dalla Polizia municipale, che a Caserta è ormai ridotta al lumicino, è sicuramene un passo importante, ma anche ai media spetta il compito di infondere fiducia negli operatori di polizia, non amplificando episodi estremi dovuti a singoli esponenti ed offrendo processi al di fuori delle aule di giustizia.
L’ educazione alla legalità deve essere accompagnata dallo sviluppo di programmi di rigenerazione urbana e dalla creazione di un sistema integrato di prevenzione e contrasto dei fenomeni delinquenziali che richiede il coinvolgimento di tutte le istituzioni pubbliche sulla falsa riga del ben noto “Modello Caserta” e solo un’unica regia che dovrebbe essere quella della Prefettura.
Per una maggiore sicurezza bisognerebbe quindi riqualificare le aree degradate, mettere in sicurezza gli immobili abbandonati, monitorare con sistemi di videosorveglianza le zone a maggiore aggregazione giovanile e attuare progetti di impegno civico per non abbandonare alla loro fragilità soggetti senza fissa dimora. Bisognerebbe potenziare le sale operative ed il coordinamento tra le forze di polizia, evitare che vi siano strade al buio, come capita spesso, illuminare i punti oscuri della città. I sistemi di videosorveglianza non devono suscitare perplessità nella cittadinanza ed essere percepiti come una violazione della privacy ma come un supporto tecnologico alle forze dell’ordine per prevenire oltre che la “malamovida” e lo spaccio di superalcolici e sostanze stupefacenti ai ragazzini di oggi, ma future generazioni di questo territorio, anche i reati di furto nelle abitazioni private, in costante aumento.
I finanziamenti ci sono stati e ci saranno come quello previsto da parte del Ministero dell’Interno che ha stanziato 19 milioni di euro a livello nazionale per i contributi di videosorveglianza urbana 2025 (bando attvo nel 2026), affiancato da specifici fondi da due milioni di euro per la Terra dei Fuochi tra Napoli e Caserta. I Comuni hanno potuto presentare domanda tramite la Prefettura di Caserta fino al 24 agosto 2026
Natale Argirò, già questore
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Maria Valentino
Source link



