Torna l’appuntamento con TennisMania, format in onda sul canale YouTube di OA Sport. Il giornalista di Eurosport Guido Monaco si è soffermato sul torneo di Cincinnati, sulle condizioni di Alcaraz e Sinner e sul percorso che porterà i giocatori al prossimo Open degli Stati Uniti.

Sul rapporto Errani-Paolini: “Paolini è fuori da diverse settimane, ma la Errani non era la sua allenatrice? Questa è numero quindici del mondo, lei va a giocare tornei di doppio. O la Paolini non può assolutamente giocare oppure si sta allenando con Gaio come credo. Chi è l’allenatore? La gestione è un po’ naif di una giocatrice che fino a prova contraria è una top player. Una risposta sarebbe questa: è la ricaduta di un problema che aveva già avuto, però la programmazione di una giocatrice di doppio nelle prime del mondo come la Errani non è che te la improvvisi. Quindi lei comunque secondo me, ripeto, è una figura sicuramente importante all’interno del team, però ripeto, ci vorrebbe un po’ più di chiarezza, perché non credo che Paolini abbia ancora otto anni di carriera per fare grandi risultati. Credo che li debba fare da qui a breve. Quindi, insomma, diciamo dal distacco da Furlan in poi, nonostante poi sia arrivata da quella grande vittoria a Roma e altri ottimi risultati, mi sembra che la gestione dell’atleta Paolini sia parecchio deficitaria, confusa e appunto non tanto con le idee chiare. La costante doveva essere, proprio Sara Errani, che in realtà in queste settimane sta facendo la doppista. E poi ovvio che si può, anche con le tecnologie moderne, avere un costante contatto, programmi, eccetera. Non vuol dire che Sara non stia aiutando Paolini in questo momento, però non lo so, non ho mai visto una roba del genere e quando vedo una cosa che non ho mai visto mi sembra giusto e onesto sottolinearlo. Non vuol dire che se io non l’ho mai vista, non c’è mai stata o che se io non l’ho mai vista sia sbagliata. Dico solo che non l’ho mai vista. Mettiamola così”.

Sul torneo di Cincinnati: “Poi parte alta del tabellone, ottavi che meglio di così non si potevano aspettare perché ci sono delle partite veramente tanto interessanti, a partire da Zverev e Paul. Per Paul questo sarebbe il momento di provare a dare un senso alla sua stagione con questo torneo perché ha l’occasione di trovare uno Zverev che non sembra proprio brillantissimo in questo inizio di stagione, può essere un’opportunità. Il tedesco che anche ieri io ho visto qua e là però dopo aver cercato di uccidere Atmane con un rovescio ravvicinato, poi a fine partita come al solito quando vince ha abbracciato tutti. Questo abbraccio quasi paternalistico e tanti complimenti vabbè comunque Zverev lo vediamo. Jodar è uno dei pochi insieme direi a Fils e forse  a Nakashima e vediamo Tien che trova continuità di risultati. Parlavo di quelli che stanno andando un po’ avanti in tutti e due i 1000. Mensik ancora vediamo però. Insomma, di Jodar si è parlato tanto delle scarpe e poco del tennis. Ha vinto una partita assurda. Certo che l’avversario ha aiutato nella rimonta. Sappiamo che il canadese non è proprio affidabilissimo, però insomma, poi secondo me è difficile trovare cosa colpisce di più di questo ragazzo. Credo che in una prima stagione sul circuito già così importante, già così ricca di vittorie sembra proprio non accontentarsi. Quando lo vedi lì alto, così un po’ allampanato, non è che diresti proprio questo è un guerriero e invece questo è un guerriero. Questo è un agonista di primissima categoria, come Cobolli che ieri pasticciando l’inverosimile con una prestazione che chiamare disordinata tatticamente, tecnicamente nelle scelte è poco, però ha portato a casa la pelle con grande bravura, perché certo, poi devi anche avere il coraggio in certi momenti sul 5-3 30 pari del terzo, quell’ennesimo serve and volley sulla seconda, tira quel dritto lungolinea che va dentro, non si sa come, che avrebbe portato a match point il belga e lì gira di nuovo un po’ la partita. Però certo l’impressione che contro Jodar ci vorrà un Cobolli almeno un po’ più ordinato per provare a fare partita. Abbiamo visto anche ancora gli enormi limiti o se volete margini di miglioramento che ha Cobolli sulla rete. Ieri si sono visti in maniera piuttosto evidente, non capisco tanto la velocità del campo, aiutatemi voi perché vedo la partita di Berrettini di primo turno contro Droguet, mi sembra tutto velocissimo. Poi vedo delle partite dove si gioca tanto da dietro, vedo tanti tie-break, ma pochissimi ace. Mi viene da pensare che l’abbiano leggermente rallentato rispetto alla scorsa stagione però ripeto non ho le idee chiare. Non abbiamo quelli riferimento di quell’indice non ce l’abbiamo. Djokovic ha scoperto a 39 anni che quando fa caldo lui ha un problema di salute da diversi anni che però non è il motivo per cui è stato male l’altro giorno. Il caldo, Fritz che rompe il fusto al secondo punto che però non è record perché Berlocq l’ha rotto prima di lui anni fa secondo punto. C’è il caldo, ragazzi, Rublev che infila la testa nel frigorifero per cinque minuti”.

Sull’influenza del caldo e i risultati dei giocatori italiani: “Il caldo, come vediamo nella vita di tutti i giorni, col cemento e con quell’umidità ti porta veramente ad avere notevole nervosismo. È per questo che questi tornei, oltre a essere già piazzati in una momento di calendario dove i tennisti hanno già dato molto, portano a un consumo nervoso oltre che fisico pazzesco. Ne ha approfittato Tirante, che comunque ha giocato bene la settimana scorsa, rigioca bene qui e adesso sfida Mensik. Il ceco è stato anche un po’ graziato da Bellucci. Io l’ho vista in buona parte di quella partita. Siamo sempre un po’ alle solite, ma ragazzi con quel dritto lì dov’è che vuole andare? Non è il lancio del disco, è il tennis. Il tennis è uno sport che quando colpisci la palla devi cercare di mantenere una compattezza col corpo che lui sopra una certa velocità perde costantemente, va completamente in rotazione e questo sinceramente lo porta ad avere al momento un grosso asterisco sulle sue possibilità di vincere grandi tornei. Bellucci è sfigato in questo periodo perché era lanciato sull’erba, non ha potuto giocare a Wimbledon, ha giocato molto bene qui e poteva raccogliere qualcosa in più. E poi ha fatto l’unico doppio fallo della partita su cinque pari al tie-break del terzo e l’altro ha fatto ace sul 6-5, quindi è chiaro che fa una bella differenza. E poi vabbè, Fils conferma di essere superiore a Lehecka, anche se non di molto, e di essere un giocatore che nei 1000 costantemente vince tante partite. Il francese affronta De Minaur che ha dato qualche segnale di ripresa. Chiudo con gli italiani. E tante occasioni sprecate perché Arnaldi era avanti un break, si è completamente suicidato contro Landaluce. Del terzo di Bellucci, ho detto, e anche Berrettini. Il romano è sempre in quel limbo in cui entra e esce un po’ dalla partita. Non è male il suo livello, però non è certo un Berrettini così brillante. E poi vabbè, tu hai detto Musetti, ma nella parte bassa poi siamo un turno indietro. Musetti si è spalancato il tabellone, detto che comunque questo Michael Zheng che sta migliorando molto, che il cemento appiattisce un po’ i valori. Insomma, non diamo niente per scontato, però certo che un Musetti che non è sembrato male in alcuni sprazzi ha una bella occasione di fare quarti e di ritrovare un po’ quel feeling di cui ha bisogno”.

Su Djokovic: “Se non  fosse in uscita tra tre giorni  il suo film non sarebbe mai andato a Cincinnati. Questo nessuno me lo toglie dalla testa perché il mondo va così. Non aveva nessun senso nella sua programmazione andare a Cincinnati. Gioca un torneo, quasi si è giustificato. Dopo Wimbledon, per la prima volta negli ultimi anni mi sono sentito bene, quindi vado a Cincinnati. Dai, vai a Cincinnati perché hai il film in uscita. E perché comunque ormai era diventato uno specialista del giocare gli Slam senza preparazione, quindi perché farlo adesso a 40° sapendo di avere quel problema di cui non si è capito bene l’origine. Cosa pensava di trovare la Cincinnati con la brezza alpina? A volte i giocatori fanno delle scelte ante-extra”.

Sugli infortunati di lungo corso e su Sinner: “Io credo che avremo delle sorprese tra questi lungodegenti e anche con Sinner. Non sono tanto sereno su Sinner e non sono così convinto che Alcaraz e Rune, per quanto abbia poco senso ricominciare da un tre su cinque, non vadano. Alcaraz anche se sono in due momenti molto diversi della carriera legati non solo al tennis e quindi sponsor eccetera che magari richiedono la sua presenza. Quindi secondo me io ho la sensazione che Alcaraz vada a New York e poi decida là, ma ripeto, è una mia interpretazione e non sono così tranquillo su Sinner, perché? Perché non sono tranquillo. Ecco, tutta sensazione. Non voglio mettere in ansia nessuno o illudere nessuno”.

SulSUSulle condizioni di Sinner: “Se è andato spesso al J Medical a fare le terapie, Montecarlo-Torino non è che sia proprio un trasferimento così breve. Ecco quindi penso che nei giorni di terapia non abbia giocato. Anche al J Medical vai a fare le terapie, ma nel frattempo hai modo di portare avanti la tua preparazione, però se hai un’infiammazione al ginocchio non è che con la parte bassa puoi fare molto”.

Sulla gestione dei top player: “Per quella che è la gestione dei top player che ormai abbiamo capito ampiamente è vero che se c’è un torneo, il ritiro di Fonseca ne ha una conferma ancora ulteriore, sono importantissimi 1000 però se c’è uno Slam Il 1000 lo lasci andare ed è Fonseca, non è uno dei primi cinque e quindi è chiaro che se c’è un torneo dove lui può pensare di andare non al massimo è lo Slam. Però la tendenza generale è quella di rischiare zero. Quindi se lui e i suoi medici e i suoi fisioterapisti reputano che giocare sul cemento in questo momento peggiori la situazione Sinner non ci va. E questo dicevo prima che non sono così sicuro che giochi, probabilmente anche lui partirà però forse lo scopriremo a New York. Mi viene da pensare che sia per lui e anche per Alcaraz lo scopriremo un po’ a ridosso se giocheranno o no non è detto che partenza uguale giocano”.

Sullo status di Sinner dal punto di vista dell’umore: “Se hai un’infiammazione il cemento è il peggio da un certo punto di vista. Io non credo che l’assenza delle gare, ecco, sia un grosso tema. Lo è un po’  perché se è talmente più forte, fa qualche match prima del torneo e poi i primi turni normalmente lui ha margine e può trovare la condizione. Ha vinto Wimbledon, quindi insomma non credo che a livello di umore, di fiducia stia male. Ecco, si è fatto le sue vacanze, si è riposato. Poi comunque sul lungo vedrete che questi break che adesso ci danno un po’ fastidio perché vorremmo vederlo sempre, saranno benedetti quando vincerà dopo i trent’anni ancora questi grandi tornei”.

Sul precedente del 2024: “Era un momento dove lui aveva vinto appena il primo Slam e non era ancora nella dimensione che è adesso, si rischiava qualcosa in più, ecco diciamo adesso si sta più abbottonati”.

Sul percorso degli ultimi mesi: “Ha giocato Wimbledon in una condizione di partenza, dopo lo shock di Parigi, sicuramente non al top e l’abbiamo visto. E l’abbiamo visto abbondantemente che non fosse al top, quindi è chiaro che ha dovuto fare uno sforzo. Non ha mai giocato sciolto, tranne nella semifinale con Djokovic che ha dominato. Nel resto non ha mai giocato veramente libero, veramente sciolto, perché tarli mentali, insomma, condizione che non era, non aveva giocato sull’erba da tanto. Quindi è chiaro che lo sforzo di Wimbledon fisico e mentale ha richiesto comunque una pausa. Per questo io dicevo, Montreal è follia, no? Poi io non lo so quando si è fatto male, se prima o dopo, se sul pedalò in Sardegna, però ragazzi noi speriamo che giochi, però se non gioca nessun dramma, sarà un torneo più aperto”.

La particolarità delle stagioni di Sinner: “Tutte quelle di Sinner sono molto particolari per ora. Non ce n’è stata ancora una proprio standard da quando è così forte”.

Sulla possibilità per Sinner di curarsi evitando gli spostamenti: “È chiaro che tu non è che puoi trasportare il J Medical a Montecarlo o un grande luminare con cui ti consulti viene per forza a casa tua, ma  al livello a cui è Sinner non si può trovare una situazione dove lui possa curarsi senza dover andare a Torino tutti i giorni? Questo è la mia opinione, il dubbio che mi veniva quando leggevo che faceva questi spostamenti”.

Sul lavoro al J Medical: “La rieducazione la segue sempre questo osteopata fisioterapista che conosco molto bene perché era il mio osteopata, fisioterapista perché ha fatto le prime esperienze nel Challenger a Biella. Si chiama Federico Bistrot  e mi sembra abbastanza normale. Per quello dicevo quella cosa poco fa che lui ormai è il riferimento al J Medical per tutti gli atleti di punta nella rieducazione. A breve, non mi sbaglierò, ma verrà ingaggiato dal team di Sinner”.

Sul dialogo con Bistrot: “No, io ho provato a parlarci, però sapendo già che non avrebbe detto nulla. Tra l’altro l’ho presa molto larga chiedendogli: ma non voglio sapere se va, se non va, eccetera, ma volevo solo sapere quando si è fatto male, che poteva già essere un’informazione. Assolutamente non è trapelata la minima indiscrezione”.

Sulla presenza di Alcaraz a New York: “Alcaraz è diverso perché è già fuori, ha già saltato due Slam pesanti e quindi la sua presenza a New York secondo me sarà assolutamente certa. Presenza, non che giochi. Sinner può saltare il turno tranquillamente se non ci sono i presupposti”.

Sul percorso di Swiatek: “Se trova la quadra che abbiamo capito non sia così facile neanche per lei a livello di serenità. Swiatek rimane la giocatrice più forte del mondo. Di fianco al numero della classifica ci può essere scritto dieci, venti o otto, ma non fa nessuna differenza. È la giocatrice più forte del mondo, soprattutto con una Sabalenka che non è così brillante quest’anno. Poi contano i risultati e però mi sembra che la polacca ieri ha giocato un primo set molto complicato, anche all’inizio del secondo con la Sakkari era in crisi e poi ha vinto 6-1 6-1. Quindi insomma, sono segnali ma è difficile dire segnali perché in tutti i tornei che ha giocato praticamente ha dato via dei 6-1 6-1, anche quando poi il giorno dopo si è incartata pesantemente, quindi non è guarita”.

Sulle due Williams: “Non volevo parlare delle Williams però va detto qualcosa. In doppio va bene, possono giocare anche fino al 2070, in singolo no. Dodici sconfitte di fila a Venus Williams ma anche ne avesse vinte chi se ne frega. Mi chiedo perché continuano a darle wild card, che valore aggiunge al torneo. Io non capisco il fatto di dare una wild card a Venus Williams”.

Su Shelton: “Io avevo parlato di tripletta. L’avevo visto molto bene, a Montreal e sono particolarmente sorpreso. Allora, mentre dopo che avevo detto la tripletta ho detto se è veloce. Lui in certi frangenti di gioco magari non è favorito, però sinceramente ha perso un set da 5-2 con Faria che non ha una giustificazione”.

Sui limiti di Tien: “Se vogliamo trovargli un limite al momento anche se sull’erba secondo me può giocare bene per alcune caratteristiche. Sicuramente sulla terra sul gioco in cui è un po’ penalizzato al momento però sappiamo che il cemento è tre quinti della stagione, quindi, va bene lo stesso”.

Sul rendimento di Shelton a Montreal e su Tien: “In fondo anche quando aveva vinto non aveva mai giocato bene come a Montreal, era proprio tirato a lucido, per questo sono molto molto stupito della sua sconfitta e anche che non sia andato avanti. Devo dirvi che dà comunque adesso vediamo Tien oggi. Learner Tien quanto gioca bene, per me in questo momento è bello da guardare, è l’unico giocatore che non mi perdo una partita in questo momento, vi confesso che è bello da guardare. È un fenomeno, è un giocoliere, è una cosa spettacolare e vabbè oggi gioca con Tiafoe. A Montreal ha preso una stesa dalla miglior versione possibile di Shelton, in questo momento però è 12 del mondo, ha un anno in più di Jodar e comunque è anche lui in lotta per i primi 10, anche lui in lotta per le Finals, insomma è molto sottovalutata la parabola di questo ragazzo qui, che è vero che possono anche mancargli dei cavalli, però ha le altre armi che possono anche mascherare questa sua mancanza di cavalli. Io starei molto attento a dare Tien  come un giocatore bravo, bello, di talento però però. Metterei un po’ meno però su Tien o quantomeno terrei sospeso il giudizio, parlo di altissimo livello perché è già 12 non è che voglio dire lo scopro io Tien però a me impressiona molto”.

Sulla squadra spagnola di Davis: “La squadra spagnola Landaluce, Merida, Jodar con un doppista che può essere ancora Granollers  conta su un notevole potenziale. C’è ancora Alcaraz lì, insomma, è ovvio che è il numero uno di Spagna in questo momento”.

Sulle prospettive per i prossimi anni: “Nei prossimi anni insomma avranno grosse chance di provare a vincere però sappiamo che con questa formula poi è tutto sempre un po’ da valutare”

Sul diritto anomalo di Jodar: “Dal centro è il giocatore più efficiente del circuito in tutte e due le direzioni perché poi ha questa cosa che lo gioca con grande facilità sia inside out che inside in e questo ovviamente lo rende oltre che efficiente anche molto imprevedibile. Non è facile togliergli quella soluzione perché comunque non è che quando gli giochi sul rovescio lui patisca. Può scegliere con una certa calma quando non ha quest’ansia di doversi girare di dritto e insomma sembra che stia anche già aggiungendo cose in maniera molto rapida. Io sono ammirato e anche un po’ stupito del rendimento e soprattutto dal fatto che lui va sempre avanti. Va sempre avanti e questo va sottolineato: per fisico, testa, voglia e motivazioni siamo veramente al top. La risposta se vogliamo trovare una cosa, ma insomma è notevole, mancano ancora tre mesi di stagione, è difficile non immaginarlo alle Finals”.

Sulla rottura dei lacci: “Rimane molto, molto strano perché rompere si rompono ragazzi, non è che faceva finta, non è che se le tagliava al cambio di campo, quindi è molto strano, rompere così può succedere. Io l’ho visto altre volte per l’amore del cielo, ma così spesso è strano”.

Sul comportamento di Shapovalov: “Perdi una partita da 5-1,  ti girano le scatole, è tutto assolutamente legittimo. È legittimo secondo me che tu faccia un po’ il furbo ed è legittimo che l’altro te lo faccia notare. Siamo in un solito scenario dove è sempre successo, uno ci prova e l’altro glielo fa notare. Poi è ovvio che adesso si porta venti paia di scarpe, non succederà più. Però ripeto, è stato comunque totalmente esagerato quanto si è parlato e con che toni si è parlato di questa cosa nei confronti di Jodar. È veramente fuori, fuori dal mondo secondo me”.

Sui giocatori capaci di reagire con fair play: “Scopriremo che tanti sono degli uomini fair play, magari meno vabbè ma basta andare ai tornei juniores, basta andare ai tornei più basso livello quando non c’è sempre il giudice di sedia per capire che insomma poi sul cemento obiettivamente a volte non sei assolutamente sicuro a certe velocità. Non sei sicuro neanche tu, quindi cosa fai nel dubbio?. Nel dubbio giochi o nel dubbio chiami? Io chiamo. Poi se un altro vuole giocare no, ma lo stimo però io chiamo.Io chiamo”.

Su Bolelli e Vavassori: “Hanno vinto 10-5 con Rinderknech e Vacherot che sono un po’ tutti e due un po’ in ribasso anche perché Vacherot dopo l’infortunio non è tornato competitivo come lo era prima”.

Sull’oro vinto da Tamberi agli Europei: “Io sono ancora scioccato da Tamberi, totalmente scioccato, anche se non bisognerebbe esserlo più di Tamberi. Uno in una disciplina così tecnica, così delicata, dove tu è molto più facile che arrivi in gran forma e fai un flop rispetto ad arrivare fuori forma e fare un exploit. E lui ha fatto una cosa totalmente fuori dal mondo. Secondo me, ripeto, non è la prima volta, ma così è la prima volta, cioè così che arrivava così in difetto di condizione e tira fuori una gran gara. La faccia dell’ucraino quando salta 2,30 è indicativa ecco è come dire non ci credo, l’ha fatto ancora”.

Sulle prospettive di Musetti: “Con Musetti quando è in queste fasi qua è molto difficile. Zheng nelle qualificazioni ha faticato molto, però poi ha battuto Marozsan e Humbert che però non sono al loro miglior livello di forma. Quindi oggi insomma questa partita la deve vincere, la prossima la deve vincere. Chiunque arrivi sul cemento ha qualcosa in più di lui. Oggi sicuramente ha qualcosa in più di lui, poi però non è impossibile che li batta. No, con lui niente è impossibile, però diciamo che in termini assoluti Tiafoe, Tien o Auger-Aliassime normalmente anche con un Musetti quasi al top sono leggermente superiori; quindi, credo che lo siano a maggior ragione, soprattutto un campo anche veloce. Ricordiamoci che è veloce, quindi insomma, vediamo comunque portiamolo ai quarti. Che vorrebbe dire tre partite di fila vinte, che vorrebbe dire fiducia, che vorrebbe dire tante cose e poi ce la godiamo”.


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Andrea Addezio

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