Nuova ed entusiasmante puntata di TennisMania, rubrica in onda sul canale YouTube di OA Sport. Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, si è soffermato sul torneo di Cincinnati, ha analizzato la situazione dei big infortunati e ha evidenziato le differenze tra tennis maschile e femminile.

Sullo sviluppo delle prime fasi di torneo e sui grandi assenti: Le parti di tabellone che sono arrivate agli ottavi hanno perso una testa di serie sia in campo femminile che maschile. Sono usciti giocatori che si sono infortunati o che stavano perdendo le rispettive partite, quindi Ruud e Bencic. Direi che rispetto agli altri Master 1000 che abbiamo visto c’è più linearità, le teste di serie vanno avanti. C’era il dubbio su Shelton. Alla fine, è andato, è uscito, è come se non fosse andato a giocare a Cincinnati. Non penso sia un male per lui in ottica US Open. Poi bisogna fare tutti i distinguo del caso anche sul suo record con i big, il suo percorso, eccetera. Credo che le tematiche più interessanti siano quelle relative agli infortunati, cronici o meno cronici, che torneranno o non torneranno per New York. Non si è ancora capito. Ecco, stanno circolando queste immagini di Rune impegnato in allenamento con Alcaraz. Bello questo rapporto Alcaraz, Rune e Sinner che alla fine sono rivali generazionali. Rune e Alcaraz lo sono in tutto e per tutto fin da quando erano in fasce e insomma, quando capita si allenano insieme. Non abbiamo visto mai Sinner e Alcaraz assieme, ma sono convinto che se ci fossero condizioni tali da consentirlo non si farebbero problemi al riguardo. Le vedo come rivalità sane anche se sulla figura di Rune in passato si è detto tanto in maniera negativa, ma io non penso che poi sia quel personaggio che tanti hanno voluto dipingere”.

Sull’evoluzione della situazione legata ai big: “Si resta in attesa di avere delle notizie riguardo la partecipazione delle star del tennis agli US Open. Pare che Sinner debba comunicare qualcosa nel giro di 24-48 ore. Questo mi fa pensare che il problema al ginocchio forse era più serio di quanto si ipotizzasse, ma siccome nulla si conosce, è inutile lanciarsi in previsioni. Dall’altra parte mi stupirei di vedere Alcaraz in campo, più che altro perché non ne capirei il motivo. Sarebbe un rischio inutile, magari con poco allenamento, una non confidenza alla partita, cioè il fatto di giocare o non giocare a New York non toglie o aggiunge niente alla sua carriera. Ecco, è chiaro che se gioca e vince è un altro discorso, ma non credo ci siano i presupposti; quindi, vedo più motivi negativi che positivi in questo. Un’altra infortunata cronica è Paolini. Su di lei ci sono meno notizie, ma perché in generale fa meno notizia il tennis femminile rispetto a quello maschile. Dall’altra parte ci sono i grossi calibri in ballo. Stop, non vedo nient’altro. Insomma, leggo che si parla di questo doppio misto con un si salvi chi può perché rispetto alle previsioni iniziali si sono tirati indietro quasi tutti. Sì, sono rimaste alcune coppie interessanti, ma evidentemente interessa il giusto al di là del montepremi e posso capire. Poi altri temi non ne vedo e quelli polemici li voglio evitare perché mi interessano anche pochino”.

Sulle scarpe di Jodar: “Era l’unica soluzione possibile per risolvere questo problema. Fosse successo una volta non c’è problema, è successo troppe volte e la soluzione è quella di andare con più paia di scarpe. Ti si rompe la stringa, ti levi le scarpe le dai a papà, papà avrà qualcuno che rimetterà le stringhe. Che paghino qualcuno che dia una mano mi pare che comunque sia già milionario e non è difficile avere un tuttofare nello staff che si occupava di questo, di portare a incordare le racchette e a tutto quello che occorre. Alla fine, poi va risolto tutto quello che si è creato attorno. L’iberico ha le sue colpe perché ci ha giocato quando poteva giocarci? Fine, si va oltre, ma ti porti tre paia di scarpe, le porti avanti ogni paia di scarpe in maniera parallela affinché passare da una all’altra non ti crei degli scompensi. È chiaro che qui parliamo di tennis, sollecitazione, tutto quello che si voglia è una cosa che è gestibile. Fine. Tutto qua nel rispetto del gioco degli avversari e del pubblico”.

La situazione Sinner: “Non siamo al cospetto di un infortunio di natura traumatica che può venire anche al di fuori del campo da tennis. Evidentemente, se sono reali le indiscrezioni, questa infiammazione tendinea se la porta dietro da un po’ e avrà giocato anche sul dolore senza far trapelare nulla e poi si è deciso di provare a capirne di più con le visite del caso e poi questi trattamenti al J Medical. Questa è la spiegazione logica, poi che cosa ci sia dietro non lo possiamo sapere con esattezza e c’è chi dice che stia trapelando ottimismo e quindi alla fine partirà. Credo che nelle quarantotto ore si saprà quale sarà il percorso. In caso contrario riprenderebbe a Pechino, insomma, sarebbero due mesi senza tennis, una roba del genere? Dispiace perché comunque c’erano delle opportunità perse, ecco, poi tanti treni non ritornano, però è ovvio che si ragiona a lungo termine. Il discorso è simile a quello di Alcaraz del sì o no nell’affrontare il torneo di New York”.

Sul possibile giorno del primo turno: “Sinner ha lo status in qualche maniera per giocare l’uno settembre, poi vedremo. Se ricominciasse ad allenarsi a medio regime da domani avrebbe a disposizione una decina di giorni, al netto dei trasferimenti, per saggiare la sua condizione o salire di colpi e in vista di un torneo di quel peso impossibile la situazione non è semplice. Idem come sopra. Vedremo”.

Sulla natura dell’infortunio: “Lungo tempo non lo so, ma appunto perché non ci sono informazioni. Allora la logica direbbe che è una situazione monitorata in qualche modo per un po’ di tempo, con lui che ha giocato sotto dolore e che poi è stata sottoposta a controllo. Spesso e volentieri c’è anche quello che non è logico, però. Una tendinite non è qualcosa che nasce da oggi a domani. Ecco, è dovuta a un sovraccarico e probabilmente giocandoci sopra, senza provare a curare il problema, la situazione tende a peggiorare”.

Sulla possibilità di un torneo depauperato:Senza Sinner e Alcaraz, con Djokovic che non si capisce in quali condizioni psicofisiche sia, direi un torneo che perde molto. Al di là dell’interesse per gli altri, è un torneo letteralmente depauperato ecco”.

Sul prossimo match di Musetti: “Alla fine Musetti gioca contro la stella americana del tennis universitario. È sicuramente un giocatore che ha feeling con il cemento ed è una partita meno banale di quanto non si possa pensare. Alla fine, il tabellone apre degli spiragli interessanti, almeno fino ai quarti di finale. Due italiani ai quarti di finale non ci sono mai stati a Cincinnati. Ci sono riusciti a Montreal Arnaldi e Sinner, ma Cincinnati no. Secondo me non è così facile, però. Vediamo. Cobolli è tornato quattro nella race, per quanto possa contare, ma non è che cambi granché, perché quelli dietro sono dentro tutti. Djokovic non lo consideriamo. In campo femminile c’è un vantaggio enorme da parte delle prime otto. E tra queste non ci sono né Swiatek, né Kostyuk. Se guardate la classifica è curiosa perché ci sono proprio delle voragini di punti di differenza, no? E cosa che al maschile non si verifica e sarà veramente una battaglia con il coltello tra i denti fino all’ultimo torneo valido. Quindi Parigi a questo punto”.

La differenza tra uomini e donne: “La prima donna oggi ha 2500 punti in meno rispetto al primo uomo, poi chiaramente diventeranno di meno alla fine di questo torneo. Zverev, con il suo percorso, ha più di mille punti di margine sulla prima donna per dire che comunque in campo femminile c’è stata una distribuzione di risultati. Con più punti a disposizione in campo femminile nel senso che hai una marea di 500 spalmati dall’inizio alla fine, quindi c’è più possibilità di andare a rimpinguare la classifica, non perché giochi più tornei, ma perché ne hai tanti alla portata che comunque mettono a disposizione tanti punti”.

Sulle opportunità per i giocatori in assenza dei big: “Io penso che ci sono i forti, ma lo dicevamo, i punti a disposizione sono di più per questi giocatori e quindi rischia di alzarsi anche la soglia che quest’anno davamo attorno a 3400-3500. Se tutti raccolgono punti pesanti si sale. Lo scorso anno cosa serviva? Con 3800 non eri forse dentro?”

Sulla situazione punti di Cobolli: “Secondo me 3.800 no, però qualcosina meno. Cobolli deve raccattare ancora cinquecento punti qua e là per essere tranquillo, ci sono le possibilità e deve selezionare bene i 500 dove andrà a giocare, anche se vince, se va avanti qui si mette in buona posizione”.

L’importanza delle energie nervose: L’hai ritrovato comunque con energie nervose, no? Nelle ultime versioni Cobolli era molto, era molto scarico. Lui ovviamente se è un po’ scarico a livello agonistico, il suo livello inevitabilmente si appiattisce più di altri. Ecco, voglio dire, vale per tutti questo discorso, ma lui fa di quella qualità lì la sua peculiarità nonostante i miglioramenti tennistici”.

Sul momento del giocatore romano: “Adesso ha vinto due partite di fila vediamo domani o quando gioca”.

Su Shelton: “Tu sei entrato in quella diretta dopo che in realtà avevo fatto un altro discorso e più o meno verteva su questo. Ha senso andare con la forma evidenziata a Montreal? Però la stagione di Shelton dice questo, tante uscite tra primo e secondo turno e già diversi tornei in cui è arrivato fino in fondo”.

Su Tien: “Adesso lo aspetta una partita non banale con Tiafoe, se vince ci sarà Auger-Aliassime. Chi va avanti potrebbe trovare Musetti se gli gira bene in queste partite alla portata con Zheng e poi il vincente di Faria-Walton. Lì proprio si è aperta una voragine nel tabellone”.

Sul momento dell’americano: “Comunque Tien adesso ha le cambiali che arrivano. In classifica è messo molto bene a ridosso dei dieci, poi vede la Race ed è in zona venti. Ha raccolto tanti punti lo scorso anno nei vari tornei sul cemento. Aveva fatto finale con Sinner e quindi adesso doveva fare un po’ di legna, però è quanto detto è indiscutibile”

Sulle partite odierne: “L’abbiamo già detto è una giornata in cui Tien-Tiafoe è il match di cartello poi c’è Nakashima-Medvedev. Lo stesso Rublev-Borges certo, vediamo Merida se può fare partita con Fritz sul cemento, ma ho i miei dubbi per quanto sia migliorato molto Merida”.

Sulla posizione del piede dell’iberico: “Se guardi la posizione del piede, lui ha questa scivolata anomala con il piede e quindi però il problema non è quello, cioè ok, è successo, va bene, alla seconda volta arrivi con il sacco, non dopo che è successo”.

Sulla possibile regola per le stringhe: “Il nostro spettatore invita a fare una regola su questa cosa, fa un’ipotesi, dice qual è la regola? Se ti spacchi le stringhe e vuoi cambiare perdi il game”.

Sul nuoto: “Penso ci sia un livello di cognizione della materia molto basso, credo più basso in generale per gli sport, molto preoccupante. Dopodiché la gara dell’esaltazione non è la 4×400 maschile, ma sono i 400 femminili di nuoto per come viene vinta quella gara da Quadarella. E siccome non c’è cognizione di causa sulla materia, la vince con un buon tempo che non è detto la spinga ad affrontare quella gara ai Giochi Olimpici, perché ci sono cinque delle sei con i migliori tempi sono in attività e sono due gradini sopra Quadarella in quella gara. Quel tempo che Quadarella ottiene è significativo perché il 1500 vinto non era andato bene come lei avrebbe voluto, perché quel tempo che fa segnare è un tempo che in questo momento, proiettato su un Mondiale o un’edizione Giochi Olimpici, ti lascia molto lontana dalle prime due. Quindi lei quel 400 lo affronta con la situazione psicologica un po’ particolare, tira fuori 4’01” che è il suo primato personale, che è un tempo che vale anche la finale mondiale o olimpica comodamente. E quindi per come lei recupera nelle ultime vasche sulla tedesca Göse, l’unica che l’aveva battuta in un campionato europeo sempre in un 400. Quella secondo me è la gara di maggior pathos. Poi tutti ricorderemo la 4X400 perché gli fa vincere il medagliere dei campionati europei, perché batti la Gran Bretagna a domicilio, perché la differenza è di tre centesimi. Ci sono tutta una serie di legami, però io ne voglio fare un discorso tecnico sportivo. E in quel momento la vittoria di Quadarella consentiva all’Italia di tornare in testa al medagliere degli sport acquatici e quindi mi prendo il 400 metri di Quadarella”.

Sulla vittoria di Tamberi a Roma 2024: “Insomma alla fine lui a Roma due anni fa la vittoria la porta a casa con il 2,31 poi a gara vinta si spinge più in alto per dare un segnale agli altri in vista dei Giochi Olimpici che andranno male per vari motivi e qui la vince a 2,32 e cioè per uno come lui sono misure che quando entra nel mood possono essere alla portata. È cresciuto di nove centimetri rispetto al salto di qualificazione che lui ha bollato come estremamente negativo, probabilmente come di caso, poi se lo vai a rivedere tecnicamente non era un salto negativo”.

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Andrea Addezio

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