(Adnkronos) – Il giorno dopo il femminicidio di Tania Terrin, uccisa nella sua abitazione di Camponogara dall’ex fidanzato che l’ha strangolata e si è poi impiccato, si susseguono le reazioni per l’ennesimo delitto contro le donne e perché Tania il suo ex lo aveva denunciato.  

“Per i funerali di Tania Terrin ho già dato disposizione venga proclamato il lutto regionale – annuncia il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani – In quella giornata, le bandiere a mezz’asta saranno un atto di omaggio verso la vittima di un tragico delitto ma dovranno essere anche un richiamo alla riflessione per tutti. Ogni volta che si consuma un femminicidio, infatti, piangiamo la morte ingiustificabile di una donna e, contemporaneamente, dobbiamo misurarci con una sconfitta per tutta la società”. 

“Non è la prima volta, purtroppo, che la nostra comunità è costretta a misurarsi con la drammatica piaga sociale del femminicidio – aggiunge Stefani – Quanto è accaduto a Tania ci dice che non abbiamo lavorato abbastanza e bisogna impegnarsi ancora molto perché simili crimini non succedano; è fondamentale intervenire con decisione a livello educativo, preventivo e repressivo perché il femminicidio non deve essere neanche lontanamente immaginabile in una comunità civile”. “Esprimo il più profondo cordoglio e la vicinanza mia e di tutto il Veneto ai familiari di Tania, alle amiche e agli amici e a tutti coloro che le hanno voluto bene”, conclude il presidente Stefani. 

“Quello che è accaduto a Camponogara è un fallimento. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Tania Terrin aveva denunciato l’ex compagno, aveva già subito violenza e nei confronti dell’uomo era stato emesso un ammonimento del Questore. E oggi Tania non c’è più. Di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: dobbiamo chiederci che cosa non abbia funzionato e intervenire con ancora maggiore determinazione”, dichiara in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. 

“Sul contrasto alla violenza sulle donne – prosegue Zaia – dobbiamo continuare senza sosta il lavoro culturale, soprattutto con le nuove generazioni, educando al rispetto, alla libertà e al rifiuto di ogni forma di possesso e sopraffazione. È fondamentale, in questo senso, anche il lavoro portato avanti dalla Fondazione Giulia Cecchettin, che sta contribuendo a costruire una nuova consapevolezza sul rispetto e sulla violenza di genere. Ma dobbiamo essere altrettanto chiari: la cultura da sola non basta. Deve funzionare anche la repressione, e deve essere ancora più severa. Le norme devono essere ulteriormente inasprite e rese sempre più efficaci, tempestive e adeguate alla gravità del rischio. Quando una donna denuncia violenze, minacce o persecuzioni – continua Zaia – lo Stato deve poter mettere in campo tutti gli strumenti necessari per proteggerla concretamente. Non possiamo accettare che, nonostante segnali così gravi, si arrivi comunque a un femminicidio. Quando una donna viene uccisa dopo aver denunciato e dopo precedenti episodi di violenza, significa che il sistema va ulteriormente rafforzato. La risposta dello Stato deve essere ferma, rapida e senza esitazioni”. “Alla mamma di Tania, ai suoi familiari e a tutte le persone che le hanno voluto bene rivolgo le mie più profonde condoglianze e la vicinanza dell’intero Consiglio regionale del Veneto”, conclude Zaia. 

“Il femminicidio di Tania Terrin, uccisa dall’ex compagno la sera di Ferragosto a Camponogara, in provincia di Venezia, ci lascia sconvolti. La vittima aveva già denunciato il suo assassino, era già stata vittima di aggressioni ed erano scattate misure a sua tutela”, dice la leader dem Elly Schlein. 

“Questo atroce femminicidio ci deve interrogare profondamente sull’efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza. La politica e le istituzioni devono fare molto di più, per rendere più efficaci le misure di protezione per chi denuncia e sostenendo in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza che ogni giorno fanno già tantissimo per accogliere e proteggere le donne vittime di violenza – prosegue la segretaria del Pd – Anche per questo, lo ripetiamo ancora una volta, è urgente agire anche sulla prevenzione, a partire dalla formazione specifica degli operatori della giustizia, delle forze dell’ordine e delle pubbliche amministrazioni, in cui è fondamentale coinvolgere i centri antiviolenza e le loro competenze. La formazione e la specializzazione della rete sono essenziali per fare una accurata valutazione dei rischi che corrono le donne e disporre gli strumenti di tutela più adeguati al caso specifico”. 

“E la prevenzione deve partire dall’educazione sessuoaffettiva obbligatoria in tutti i cicli scolastici, per sradicare sin da principio la cultura patriarcale del possesso sul corpo e sulla vita delle donne. Non basta la repressione se non miglioriamo la prevenzione. Ed è un dovere di tutti e di tutte, davanti a un fenomeno strutturale come la violenza di genere”, conclude Schlein. 

Italia Viva annuncia un’interrogazione. “Davanti all’orribile vicenda dell’uccisione di Tania Terrìn, è difficile non domandarsi se non si tratti, ancora volta, di una tragedia che forse poteva essere evitata”, dice Daniela Sbrollini, senatrice di Iv-Casa Riformista. “Il femminicidio di Camponogara era stato preceduto da almeno tre aggressioni, tra cui un tentativo di strangolamento. L’ex di Tania era stato denunciato e quindi ammonito. Ma dopo poco si riavvicinava alla donna. La domanda è inevitabile: perché, nonostante ci fossero tutte le avvisaglie che la situazione fosse critica, la donna è rimasta esposta al rischio di una nuova aggressione, questa volta omicida? È indispensabile far luce fino in fondo su come si sia potuti arrivare a un epilogo tragico. E capire se esso non sia il frutto di omissioni o di un’applicazione blanda delle norme. Da parte nostra, presenteremo un’interrogazione per chiarire i contorni di una vicenda su cui grava, pesantissimo, il dubbio che Tania potesse essere salvata”, conclude. 




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