Confermata anche nella dichiarazione dei redditi 2026 la detrazione per gli abbonamenti a bus, metro, tram e treni regionali. 

Lo sconto fiscale è pari al 19% della spesa, entro il limite massimo di 250 euro. Attenzione ai pagamenti tracciabili, ai rimborsi del datore di lavoro e alle nuove limitazioni per i redditi più elevati.

Chi utilizza abitualmente i mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani può beneficiare anche nella dichiarazione dei redditi 2026 dell’agevolazione fiscale prevista per gli abbonamenti al trasporto pubblico.

La detrazione, in vigore dal 2018 e disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-decies), e comma 2 del Tuir, è pari al 19% delle spese sostenute per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Il beneficio non riguarda soltanto l’abbonamento acquistato per sé: è possibile portare in detrazione anche le spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, individuati dall’articolo 12 del Tuir.

1) Detrazione trasporto pubblico 2026: quanto si può recuperare

La detrazione del 19% si applica su una spesa massima di 250 euro, il limite è complessivo. 

Se il contribuente ha acquistato sia il proprio abbonamento sia quello di uno o più familiari fiscalmente a carico, la somma sulla quale calcolare l’agevolazione non può comunque superare 250 euro.

La stessa regola vale quando più persone sostengono la spesa per l’abbonamento di un unico soggetto.

Ad esempio, se due genitori acquistano per il figlio fiscalmente a carico un abbonamento del valore di 500 euro, potranno ripartire tra loro una spesa detraibile che, complessivamente, non potrà superare 250 euro.

L’agevolazione segue il principio di cassa e per la dichiarazione 2026 assumono quindi rilievo gli abbonamenti acquistati nel 2025, indipendentemente dal loro periodo di validità.

È quindi detraibile, ad esempio, un abbonamento acquistato a dicembre 2025 ma valido dal 1° gennaio al 30 giugno 2026.

2) Quali abbonamenti ai mezzi pubblici sono detraibili

Non tutti i titoli di viaggio consentono di ottenere lo sconto fiscale, infatti ai fini dell’agevolazione è considerato abbonamento il titolo che permette di effettuare un numero illimitato di viaggi per più giorni, su una determinata tratta oppure sull’intera rete di trasporto.

Sono invece esclusi i biglietti a tempo, anche quando hanno una validità superiore a una giornata, come i ticket da 48 o 72 ore.

Niente detrazione neppure per le carte integrate con finalità turistica che, oltre all’utilizzo dei mezzi pubblici, comprendono altri servizi, come l’ingresso a musei, mostre o spettacoli.

Rientrano nell’agevolazione i servizi di trasporto di persone ad accesso generalizzato, forniti da enti pubblici oppure da soggetti privati affidatari del servizio pubblico sulla base di concessioni o autorizzazioni.

Il beneficio riguarda il trasporto pubblico a prescindere dal mezzo utilizzato, purché il servizio operi in modo continuativo o periodico, all’interno di una regione oppure attraversando più regioni, con itinerari, orari, frequenze e tariffe prestabilite.

Attenzione al fatto che una regola specifica riguarda gli abbonamenti unici che comprendono sia una tratta nazionale sia una tratta estera.

In questo caso la detrazione spetta sulla parte della spesa riferibile alla tratta nazionale, se, però, non è possibile distinguere la quota relativa esclusivamente al trasporto sul territorio nazionale, la detrazione è riconosciuta sull’intera spesa sostenuta.

3) Spese di trasporto e rimborso del datore di lavoro: quando si perde la detrazione

Non è possibile detrarre la parte del costo dell’abbonamento rimborsata dal datore di lavoro e indicata nella Certificazione Unica 2026 con il codice 40 nei punti da 701 a 706 e risulta invece detraibile la quota effettivamente rimasta a carico del contribuente, sempre nel rispetto del limite complessivo di 250 euro.

4) Detrazione trasporti al 19%: dove indicarla nel 730

Nel modello 730 le spese per gli abbonamenti al trasporto pubblico devono essere riportate nei righi da E8 a E10, dedicati alle “Altre spese”.

Nel modello Redditi Persone fisiche vanno invece utilizzati i righi da RP8 a RP13.

In entrambi i casi il codice da indicare è 40.

Per chi utilizza la dichiarazione precompilata l’operazione è ancora più semplice: salvo che sia stata presentata un’apposita opposizione, le spese sostenute per gli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale sono già presenti nel modello. Il contribuente può comunque modificare o integrare il dato.

Atteznione al fatto che dal periodo d’imposta 2025 devono essere considerate anche le nuove limitazioni alle detrazioni per i contribuenti con redditi elevati.

Per chi supera 75.000 euro di reddito complessivo, le detrazioni spettanti sono interessate da specifici meccanismi di riduzione che tengono conto sia del reddito sia del numero dei figli fiscalmente a carico.

Resta inoltre in vigore la disciplina introdotta nel 2020, che prevede il riconoscimento integrale della detrazione fino a 120.000 euro di reddito complessivo e una progressiva riduzione fino all’azzeramento al raggiungimento di 240.000 euro.

5) Detrazione spese di viaggio: pagamento tracciabile obbligatorio

Per ottenere la detrazione del 19% è necessario utilizzare strumenti di pagamento tracciabili, come bonifici, carte di debito, carte di credito o altri sistemi elettronici.

La spesa e la relativa data devono essere documentate dal titolo di viaggio oppure, quando queste informazioni non sono riportate sul titolo, dalla ricevuta di pagamento dell’abbonamento, come può accadere con una smart card nominativa ricaricabile. Deve essere possibile documentare anche la durata dell’abbonamento.

Se manca l’indicazione della data in cui è stata sostenuta la spesa, questa viene considerata coincidente con la data di inizio della validità dell’abbonamento. Per esempio, per un abbonamento nominativo valido dal 1° luglio 2025, la spesa si considera sostenuta in quella data.

Infine, se la ricevuta è intestata a un familiare fiscalmente a carico, il contribuente che utilizza la detrazione deve predisporre una dichiarazione sostitutiva che indichi chi ha effettivamente sostenuto il costo.


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