Malta pagherebbe più dell’Italia in base al prelievo UE sul gioco d’azzardo pari a 2,19 miliardi di dollari


Punti chiave

Il «Licensing Gateway» di Malta è l’oggetto effettivo del prelievo

Malta ha unito le forze con Italia, Portogallo e Spagna per contestare un’ipotetica imposta UE sul gioco d’azzardo online, secondo quanto riportato mercoledì da Politico, che cita quattro diplomatici a conoscenza delle discussioni. In una dichiarazione al Parlamento maltese il 22 giugno, il primo ministro Robert Abela ha affermato che il suo governo non può accettare tasse a livello UE introdotte per sostenere la spesa dell’Unione, incentrando l’obiezione sulla sovranità fiscale e riferendosi solo indirettamente a settori specifici. Le nuove «risorse proprie» dell’UE richiedono l’approvazione unanime di tutti i 27 governi, quindi una singola capitale può bloccare completamente l’iniziativa.

Secondo quanto riportato da Politico, la Spagna verserebbe circa 478 milioni di dollari (414 milioni di euro) all’anno, quasi un quarto del totale. Malta pagherebbe circa 190 milioni di dollari (165 milioni di euro). L’Italia, con una quota pari a circa il 7% dei proventi, verserebbe circa 154 milioni di dollari (133 milioni di euro) – meno di Malta, pur avendo un’economia più di cento volte più grande. Il contributo di Roma sarebbe inoltre ben al di sotto della sua consueta quota del bilancio dell’UE, il che, secondo quanto riferisce Politico, ha sorpreso gli attivisti contro il gioco d’azzardo. Il partito Fratelli d’Italia della premier Giorgia Meloni ha approvato lo scorso anno una risoluzione in cui si sollecita la revoca del divieto per le squadre di calcio di pubblicizzare le società di gioco d’azzardo.

La Commissione europea ha stimato che un prelievo del 3% sul fatturato netto del settore del gioco d’azzardo online consentirebbe di raccogliere circa 2,19 miliardi di dollari (1,9 miliardi di euro) all’anno nel periodo 2028-2034, in un documento diffuso agli Stati membri e riportato per la prima volta a maggio come parte di un pacchetto che, secondo la Commissione, potrebbe fruttare quasi 12,7 miliardi di dollari (11 miliardi di euro) all’anno grazie a nuove imposte sui servizi digitali, sul gioco d’azzardo e sulle criptovalute. Nel corso del ciclo di sette anni, ciò equivale a circa 15,4 miliardi di dollari (13,3 miliardi di euro). Lo stesso documento ammette che non esiste una definizione comune di gioco d’azzardo, né un approccio armonizzato alla sua tassazione, all’interno dell’Unione.

Politico fa risalire la proposta di tassa al deputato europeo rumeno Victor Negrescu, vicepresidente del Parlamento europeo, la cui proposta originaria prevedeva un’aliquota dell’1% sul fatturato lordo del gioco d’azzardo. Tale versione, esposta in un’interrogazione orale parlamentare firmata congiuntamente da parlamentari dei Socialisti e Democratici, del Partito Popolare Europeo, Renew, i Verdi e La Sinistra, citava i dati del servizio di ricerca del Parlamento, che indicavano una cifra compresa tra 2,31 e 4,62 miliardi di dollari (da 2 a 4 miliardi di euro) all’anno, ovvero quasi 32,3 miliardi di dollari (28 miliardi di euro) nell’arco del periodo di bilancio. Lo scenario della Commissione del 3% applica un’aliquota diversa a una base diversa, ma le due proposte costituiscono la stessa iniziativa piuttosto che iniziative concorrenti.


L’esposizione di Malta deriva dalle licenze piuttosto che dalla spesa dei giocatori. Una licenza della Malta Gaming Authority è ciò che consente di instaurare rapporti bancari e di affermarsi nel mercato dell’UE; questo è il motivo per cui le aziende con sede a Malta hanno dominato i mercati online tedeschi e austriaci prima che le autorità nazionali di regolamentazione intervenissero contro di loro. Il rapporto annuale 2024 della MGA colloca il gioco d’azzardo al 6,7% dell’economia nazionale in termini diretti, con una quota che sale al 10,1% se si considerano le ricadute indirette – un dato inferiore al 12% circa citato da Politico, che corrisponde alla cifra riportata nel rapporto 2022 dell’autorità. Lo stesso quadro normativo della MGA costituisce la base regolamentare per le piattaforme di gioco d’azzardo native per le criptovalute, il che significa che un prelievo sul fatturato a carico degli operatori con licenza maltese interesserebbe direttamente il settore dei casinò in criptovaluta.

La licenza è già sotto pressione: il 16 aprile, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito, nella causa C-440/23, che gli Stati membri possono vietare i servizi di gioco d’azzardo online autorizzati altrove nell’Unione e applicare conseguenze civili, tra cui il rimborso delle perdite subite dai giocatori. Una settimana dopo, l’avvocato generale Nicholas Emiliou ha ritenuto il disegno di legge maltese n. 55 – la norma che impone ai tribunali maltesi di rifiutare le sentenze straniere contro gli operatori con licenza locale – incompatibile con le norme dell’UE sul riconoscimento delle sentenze. Malta sta ora difendendo lo stesso modello di concessione delle licenze contemporaneamente da un’imposta e da un tribunale.

L’argomentazione del settore contro l’imposta è che spingerebbe i giocatori verso siti senza licenza. Maarten Haijer, segretario generale dell’European Gaming and Betting Association, ha dichiarato a Politico che tasse più elevate significano quote peggiori per i clienti, con i mercati illegali in Europa «a un clic di distanza». Nicola Matteucci, economista presso l’Università Politecnica delle Marche che svolge ricerche sul settore, ha dichiarato alla stessa testata che esiste una soglia di prezzo oltre la quale la domanda cala, ma che l’effetto è più lento di quanto suggeriscano gli operatori, poiché la maggior parte dei giocatori non è costituita da consumatori pienamente razionali. L’ex portiere dell’Inghilterra Peter Shilton, che in 45 anni ha perso più di 1,35 milioni di dollari (1 milione di sterline) nelle scommesse ippiche e ora gestisce un’organizzazione benefica contro la dipendenza dal gioco d’azzardo, ha dichiarato a Politico a Bruxelles lo scorso giugno che le argomentazioni del settore erano «una facciata».

Politico riporta inoltre che Roberta Metsola, presidente maltese del Parlamento europeo, ha tenuto lo scorso anno il discorso di apertura in occasione di una conferenza a Roma organizzata da SiGMA, la società maltese specializzata in eventi legati al gioco d’azzardo fondata dal suo amico d’università Eman Pulis, dichiarando al pubblico di essere «più che orgogliosa» che l’evento avesse avuto inizio proprio nello Stato insulare. È intervenuto anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Un diplomatico dell’UE, a cui Politico ha garantito l’anonimato, ha descritto Malta come «dipendente dall’industria del gioco d’azzardo online tanto quanto la Germania lo è dalle automobili». Al momento della stesura di questo articolo, la Commissione non ha presentato una proposta formale e il prelievo deve fare i conti con un calendario serrato. Abela ha dichiarato al Parlamento che i negoziati sul bilancio riprenderanno in occasione del Consiglio europeo di ottobre, seguiti da un Consiglio straordinario a novembre e da uno sforzo per giungere a una conclusione a dicembre, sulla scia dei cinque giorni di negoziati che hanno portato all’accordo sul quadro di riferimento per il 2020. L’Irlanda, il cui programma di presidenza definisce un accordo tempestivo sul QFP una priorità assoluta, presiederà tali negoziati fino al 31 dicembre. Per dare un’idea delle proporzioni, il progetto di legge elaborato da Malta equivarrebbe a circa il 12% dei 1,6 miliardi di dollari (1,39 miliardi di euro) di valore aggiunto lordo diretto che l’MGA attribuisce al settore del gioco d’azzardo nel 2024.



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 Alan Inman

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