Riforma fiscale al traguardo: cosa cambia per famiglie e concordato


Completata la riforma fiscale con tre decreti: novità su Irpef famiglie, concordato preventivo, controlli scontrini-POS e fringe benefit aziendali.


5 Agosto 2026 alle 12:51





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Con l’approvazione di tre nuovi decreti legislativi, il governo ha completato il percorso della riforma fiscale avviata con la legge delega. I testi, varati nell’ultimo Consiglio dei ministri, intervengono su più fronti: dalle detrazioni Irpef per le famiglie al concordato preventivo per partite IVA e imprese, fino ai controlli su scontrini e pagamenti elettronici e alla disciplina dei fringe benefit aziendali.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa per la fine del mese. Da quel momento le nuove regole diventeranno operative secondo le tempistiche che saranno indicate nei decreti.

Leo: “Passaggio storico” per il fisco italiano

Il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha definito la chiusura della riforma fiscale un momento di svolta: un passaggio “storico, perché la nostra Nazione aspettava una riforma organica del fisco da oltre mezzo secolo“.

Per riforma organica del fisco si intende un intervento complessivo e coordinato sull’insieme delle norme tributarie, non una semplice modifica di singole imposte. La legge delega fiscale (legge 111/2023) ha affidato al governo il compito di riscrivere ampi pezzi dell’ordinamento tributario, con particolare attenzione a Irpef, Iva, accertamenti e rapporti tra fisco e contribuenti.


Famiglia e Irpef: riordino delle detrazioni per carichi familiari

Uno dei capitoli centrali dei decreti riguarda le famiglie e, in particolare, la revisione dell’Irpef in materia di carichi familiari. L’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è la principale imposta diretta italiana, che colpisce i redditi di lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati.

Il nuovo intervento, introdotto dall’articolo 1 dello schema di decreto legislativo, punta a riordinare le detrazioni e a risolvere alcune criticità normative emerse in questi anni. Il focus è in particolare sulla composizione del nucleo familiare e sulla presenza di persone con disabilità, due elementi che incidono in modo significativo sulla capacità contributiva di una famiglia.

La misura dà attuazione alla delega fiscale (legge 111/2023), che prevede una graduale riduzione dell’Irpef attraverso il riordino delle detrazioni dall’imposta lorda. In pratica, invece di intervenire solo sulle aliquote, il legislatore agisce anche sulle detrazioni, cioè sugli sconti d’imposta riconosciuti in base a specifiche condizioni (come i carichi di famiglia) per rendere il prelievo più coerente con la situazione del contribuente.

Concordato preventivo: stop ai controlli per 4 anni e premi per chi rinnova

Un altro tassello importante della riforma riguarda il concordato, lo strumento che consente a partite IVA e imprese di definire in anticipo, su base biennale, il proprio reddito imponibile con il fisco. Come ricostruito dal Sole 24 Ore, le modifiche approvate introducono una serie di incentivi per chi aderisce e rinnova il concordato preventivo biennale.

Le novità prevedono innanzitutto lo stop ai controlli per quattro anni (2020-2023) per i contribuenti interessati. In aggiunta, è previsto un “premio” sotto forma di semplificazioni su più fronti:


  • regole più semplici per compensazioni e rimborsi d’imposta;
  • maggiore flessibilità nel pagamento delle imposte a rate per chi rinnova il cosiddetto “preventivo biennale”.

Il concordato preventivo biennale rientra nella strategia di collaborazione tra fisco e contribuenti: chi accetta di dichiarare un reddito concordato in anticipo ottiene, in cambio, minori adempimenti e un quadro di maggiore certezza sui rapporti con l’amministrazione finanziaria.

Scontrini e POS: tolleranza del 5% sulle differenze

I decreti intervengono anche sul fronte della lotta all’evasione e del controllo dei flussi di pagamento, con un capitolo dedicato all’abbinamento tra registratori telematici e POS. I registratori telematici sono gli apparecchi che inviano in tempo reale all’Agenzia delle Entrate i dati degli scontrini, mentre il POS registra i pagamenti elettronici (carte, bancomat, wallet digitali).

Le nuove regole introducono una soglia di tolleranza del 5% per l’applicazione delle sanzioni in caso di divergenze tra i dati degli scontrini e i pagamenti elettronici accettati. In sostanza, scostamenti contenuti entro il 5% non faranno scattare automaticamente le sanzioni, riconoscendo che piccole differenze possono derivare anche da aspetti tecnici o operativi.

Fringe benefit, focus sulle auto aziendali

L’ultimo fronte toccato dai decreti è la revisione della disciplina dei fringe benefit, ossia i compensi in natura che le aziende riconoscono ai dipendenti (ad esempio auto aziendali, buoni acquisto, alloggio).

La riforma ha l’obiettivo di semplificare il trattamento fiscale dei veicoli assegnati ai dipendenti. La tassazione delle auto aziendali, infatti, è un tema particolarmente rilevante sia per le imprese, che utilizzano spesso questo strumento nella politica retributiva, sia per i lavoratori, per i quali il valore del beneficio concorre in parte alla formazione del reddito imponibile.


Le nuove regole puntano quindi a rendere più lineare e chiaro il regime fiscale applicabile a questi benefit, nell’ambito del più ampio riassetto del sistema tributario disegnato dalla legge delega.

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