Faville di fuoco dell’incendio doloso sulla collina del Cristo Redentore, le paillettes e i selfies della serata da red carpet, per addetti ai lavori ma il turismo per Maratea ”La Perla del Tirreno” sta solo nelle favole perché i dati dicono altro: calo di preferenze ed eventi che portano poco o nulla all’economia locale. A dirlo con la consueta lucidità è Pietro Simonetti (Cseres) tira fuori il grafico sui dati delle strutture ricettive e quanto si è consumato al Marateale. Ma non dimentica le cattedrali nel deserto, le occasioni mancate come l’ex Pamafi e il degrado della mega statua del Cristo Redentori. Un invito alla concretezza e a non raccontare favole, se si vuole recuperare la ”lucentezza” della Perla del Tirreno.
Favola del “Successo Turistico”
1. Passerelle, Premi Autoreferenziali e la Sagra delle Speculazioni
La narrazione estiva dell’amministrazione e degli enti locali sembra nutrirsi di un circuito chiuso di eventi: festival, kermesse e premi autoreferenziali come il “Marateale” o il premio “La Perla”.
Ma chi partecipa davvero a queste manifestazioni? Tolto il parterre di politici, addetti ai lavori e cerchia RAI, i dubbi sulla reale affluenza di pubblico si sprecano. A fare da cornice resta spesso soltanto un ristretto circuito chiuso di habitué e proprietari di seconde case: un’élite vacanziera che si danna tra un cocktail, un red carpet e qualche festino paesano, sperando al contempo che questa vetrina patinata faccia lievitare il valore di mercato dei propri immobili da piazzare al miglior offerente.
Una vera e propria “sagra culturale delle speculazioni” che fa da sponda perfetta al “circo Rai”, l’azienda pubblica che gioisce nell’incassare le ricche commesse munte direttamente dalle casse della Regione Basilicata attraverso convenzioni milionarie del tutto improduttive come quella ultima di Matera 2026. A questo spettacolo di facciata non fa mai riscontro una seria analisi dei dati o un’autocritica sull’impatto economico reale per il tessuto produttivo locale.
Questo approccio di spesa pubblica a fondo perduto ricorda da vicino il tragico filo conduttore dei fallimenti industriali storici della regione: dalle promesse infrante di Pamafi, Marlane e Intesa, fino ai disastri aziendali come la Lucana Calzature alla Colla. Proprio come allora si finanziavano cattedrali nel deserto incapaci di reggere il mercato lasciando solo macerie, ex aree industriali dismesse da bonificare, e procedimenti giudiziari, oggi si bruciano risorse pubbliche per fabbricare un’illusione turistica d’argilla che crolla al primo soffio di vento.

3. La narrazione di Luglio vs I dati reali (Gennaio – Giugno 2026)
Mentre le istituzioni sbandierano un mese di luglio dai presunti successi (un classico espediente comunicativo di metà stagione), la realtà dei numeri ufficiali della Regione Basilicata per il primo semestre 2026 (Gennaio-Giugno) smentisce categoricamente i proclami.
Dall’analisi delle tabelle ufficiali regionali:
Mese di Giugno (inizio stagione estiva): Crollo verticale su tutti i fronti rispetto allo stesso mese del 2025.
Mese di Giugno (inizio stagione estiva):
Presenze alberghiere (Totale): -32,42% (Italia: -37,20%, Estero: -16,65%).
Arrivi alberghieri (Totale): -36,96% (Italia: -40,91%, Estero: -23,87%).
Presenze Extra-alberghiere (Totale): -9,84% (Italia: -8,17%, Estero: -28,41%).
Arrivi Extra-alberghieri (Totale): -19,72% (Italia: -18,46%, Estero: -28,24%).
Totale Giugno (Settore Arrivi): -29,15% (Italia: -30,03%, Estero: -25,25%).
Totale Giugno (Settore Presenze): -17,64% (Italia: -17,06%, Estero: -21,39%).
Totale Complessivo I Semestre 2026 (Gennaio – Giugno):
Totale Presenze Alberghiere: -23,23% (Italia: -30,42%, Estero: -3,28%).
Totale Arrivi Alberghieri: -24,55% (Italia: -31,28%, Estero: -4,67%).
Totale Presenze Extra-alberghiere: -7,41% (Italia: -5,24%, Estero: -20,68%).
Totale Arrivi Extra-alberghieri: -13,09% (Italia: -13,78%, Estero: -10,38%).
Totale Generale (Arrivi): -19,90% (Italia: -23,90%, Estero: -6,70%).
Totale Generale (Presenze): -13,98% (Italia: -14,76%, Estero: -10,71%).
Celebrare il “successo” in assenza dei dati consolidati di luglio, a fronte di un crollo di oltre il -20% negli arrivi nei primi sei mesi dell’anno, rappresenta l’ennesimo maquillage comunicativo.
4. La farsa della viabilità: Il bypass di Castrocucco tra ritardi e pendenze
A smontare le promesse della politica c’è ormai la certezza del ritardo nell’apertura del tanto strombazzato bypass di Castrocucco.
Slittamento a Settembre: Nonostante le rassicurazioni, l’opera probabilmente non vedrà la luce per Ferragosto, slittando a settembre inoltrato e lasciando turisti e residenti nel consueto caos durante il picco stagionale.
Un detour da capogiro: L’infrastruttura d’emergenza si rivela un palliativo pieno di criticità:
Non esclude la dipendenza dall’attuale semaforo soprattutto di notte.
Lascia uno sfregio visivo e ambientale indelebile sulla montagna.
Solleva forti dubbi sulla tenuta della percorribilità a senso unico.
Presenta dislivelli altimetrici e pendenze elevate, oltre a raggio di curvatura nei tornanti del tutto inadeguato ai veicoli di grandi dimensioni (come bus turistici e camper).
Chiusura imminente: Dal 30 settembre la SS 18 verrà nuovamente chiusa per i lavori sulle barriere paramassi, ripiombando la zona nel totale isolamento viario.
5. Le mani dietro gli incendi dolosi e l’Ombra della Criminalità
Mentre le infrastrutture annaspano, i devastanti incendi dolosi continuano a devastare la perla del Tirreno.
I roghi hanno circondato la collina del Monte San Biagio e le frazioni di Massa e Castrocucco, arrivando a minacciare la statua del Cristo Redentore.
La matrice dolosa è ormai acclarata e al vaglio di inquirenti e magistratura.
Il legame con le inchieste antimafia: Come già emerso nelle vicende dell’operazione “Assedio” della DIA, che ha svelato le pressioni criminali attorno alla gestione di appalti pubblici e grandi eventi anche lucani, i roghi sistematici sollevano il pesante interrogativo su quali appetiti e ricatti si nascondano dietro la distruzione del territorio.
6. Il Cristo “che perde pezzi” e la fragilità dei simboli
Mentre si dilapidano quasi 800.000 euro per comprare spezzoni e marchi nei programmi diurni della Rai (Linea Verde, Unomattina, La Volta Buona), la manutenzione dei beni identitari soffre una perenne trascuratezza:
La statua del Cristo Redentore, cartolina simbolo di Maratea, oltre ad essere minacciata dal fuoco necessita di urgenti interventi di restauro strutturale per evitare che continui a perdere altri pezzi.
La “cartolina patinata” venduta in TV si scontra ogni giorno con la realtà di un territorio abbandonato a se stesso.
In Conclusione
Tra eventi per pochi intimi, dirette Rai profumatamente pagate dalla Regione e festaioli a caccia di rendita immobiliare, Maratea offre la fotografia di un modello allo stremo: i numeri reali dicono che i turisti scappano (-20% di arrivi), le infrastrutture si riducono a percorsi ad ostacoli in perenne ritardo, i simboli cadono a pezzi e la montagna brucia. Un quadro desolante di cui chi governa continua a non voler rispondere.
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Franco Martina
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