Secondo uno studio, l’uso delle criptovalute in Svizzera è doppio rispetto a quello della Germania


Punti chiave

La Svizzera fa da apripista nel settore della moneta digitale

L’indagine di Bearingpoint, pubblicata il 30 luglio, ha coinvolto oltre 4.000 adulti in Germania, Austria e Svizzera. L’Austria si è collocata a metà classifica, con il 18% degli intervistati che ha dichiarato di utilizzare le criptovalute almeno occasionalmente, a conferma del fatto che il divario non riguarda semplicemente l’interesse per gli asset digitali, ma il modo in cui ciascun mercato si è evoluto nel tempo.

YouGov ha condotto il sondaggio online tra il 18 e il 29 giugno, intervistando 2.031 persone in Germania, 1.003 in Austria e 1.001 in Svizzera. Il campione è stato ponderato per età, genere e regione, fornendo un quadro rappresentativo degli adulti in ciascun paese.

Le differenze vanno oltre il semplice possesso. In Svizzera, il 37% degli intervistati considera le criptovalute un investimento vantaggioso, rispetto al 28% in Austria e al 23% in Germania. Gli intervistati svizzeri si sono inoltre dimostrati più propensi a considerare che gli asset digitali possano, in futuro, fungere da valute per il commercio internazionale o da valute di riserva: il 45% ha espresso questa opinione, contro il 36% in Austria e il 32% in Germania. Questi dati emergono in genere solo dopo che le persone hanno acquisito familiarità con la tecnologia, non semplicemente quando ne sono a conoscenza.

La Svizzera è risultata in testa anche per quanto riguarda l’apertura nei confronti della moneta digitale emessa dal governo. Il 44% degli intervistati ha dichiarato che prenderebbe in considerazione l’utilizzo di una valuta digitale della banca centrale (CBDC), come ad esempio un franco digitale, nella vita quotidiana, rispetto al 38% in Austria e al 29% in Germania. Una valuta digitale della banca centrale è semplicemente una versione digitale della moneta emessa dallo Stato, anziché una criptovaluta emessa da soggetti privati. Il dott. Robert Bosch, responsabile globale dei servizi finanziari di Bearingpoint, ha affermato che i risultati dimostrano che la Svizzera non solo è più ricettiva nei confronti delle criptovalute, ma anche più disposta ad abbracciare la moneta digitale in generale. Bosch ha osservato:


«La Germania discute dei rischi, mentre i paesi vicini stanno già utilizzando e investendo in modo più deciso».

Le prime normative hanno gettato le basi per la Svizzera

Il primato della Svizzera riflette decisioni prese anni prima delle attuali cifre relative all’adozione. Il Parlamento ha approvato la legge svizzera sulla tecnologia dei registri distribuiti (Distributed Ledger Technology Act) nel settembre 2020 e il quadro normativo è entrato pienamente in vigore il 1° agosto 2021. La tecnologia dei registri distribuiti, o DLT, è il sistema di registrazione condiviso che consente alle reti blockchain di registrare e verificare le transazioni in modo sicuro.

Anziché redigere una legge sulle criptovalute completamente nuova, la Svizzera ha aggiornato la legislazione finanziaria e civile esistente. Le modifiche hanno chiarito come gli asset tokenizzati si inseriscano nelle strutture giuridiche consolidate, hanno affrontato la questione del trattamento in caso di fallimento e hanno introdotto un sistema di licenze per le piattaforme specializzate nel trading DLT. Questo tipo di certezza giuridica tende ad attrarre le aziende molto prima che si rifletta nei sondaggi tra i consumatori.

La tempistica è stata determinante. Mentre gran parte dell’Europa stava ancora definendo il proprio quadro normativo, le aziende svizzere operavano già secondo regole chiare. Ciò ha dato a fondatori, investitori e istituzioni finanziarie il tempo di avviare le attività, perfezionare i prodotti e acquisire esperienza pratica prima dell’entrata in vigore di normative europee più ampie.

Screenshot from a CV VC Crypto Valley Company & Industry Report
Screenshot tratto dal rapporto «Crypto Valley Company & Industry Report» pubblicato da CV VC nel maggio 2025.

Quelle decisioni prese in anticipo hanno anche contribuito a dare slancio alla Crypto Valley, che si estende tra Svizzera e Liechtenstein. L’ecosistema contava 1.749 aziende attive nel settore blockchain e DLT nel suo rapporto di settore del 2024, il che rappresenta una crescita annua del 14% e un aumento del 132% rispetto al 2020.

La Crypto Valley crea il proprio slancio

Zug rimane il centro della Crypto Valley, ospitando circa 719 aziende, pari al 41% dell’ecosistema, mentre Zurigo ne rappresenta circa il 15%. Ulteriori cluster si sono espansi a Ginevra, in Ticino, a Lucerna, a Neuchâtel e nel Liechtenstein, consentendo alle imprese del settore blockchain di accedere ad avvocati, banche, sviluppatori, società di venture capital e talenti tecnici senza dover lasciare la regione.


Tale concentrazione crea un vantaggio difficile da replicare. Man mano che un numero crescente di aziende avvia le proprie attività, tendono a seguire servizi finanziari specializzati, competenze in materia di conformità e capitali di investimento. La Svizzera è diventata sede di organizzazioni legate a Ethereum, Cardano, Solana, Polkadot, Tezos, Sygnum Bank, Amina Bank e Bitcoin Suisse, rafforzando tale ciclo.

Bearingpoint data bar chart Il sondaggio ha inoltre rilevato che l’adozione delle criptovalute rimane più diffusa tra i giovani adulti e continua a variare in base al genere, al livello di istruzione e al reddito. In Svizzera, il 36% degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 24 anni ha dichiarato di utilizzare le criptovalute, mentre Austria e Germania hanno mostrato lo stesso andamento con livelli di partecipazione inferiori. Queste tendenze demografiche aiutano a spiegare chi le sta adottando per primo, ma non spiegano il più ampio primato nazionale della Svizzera.

Le criptovalute si stanno espandendo parallelamente alla finanza tradizionale

I risultati suggeriscono che gli asset digitali si stanno aggiungendo alle abitudini della finanza tradizionale (TradFi) piuttosto che sostituirle. Tra l’80% e l’87% degli intervistati nei tre paesi continuava a considerare le valute emesse dai governi come strumenti di pagamento efficaci, mentre circa il 64% degli intervistati svizzeri continuava a preferire l’oro come copertura contro l’inflazione.

Questa combinazione è diventata sempre più comune. Spesso le persone considerano le criptovalute come un ulteriore strumento finanziario anziché come un’alternativa al denaro tradizionale, consentendo alle banche e ai responsabili politici di ampliare l’offerta digitale senza sostituire i prodotti finanziari consolidati.

La Germania guarda alle banche per colmare il divario

La Germania è ancora in ritardo rispetto alla Svizzera nell’adozione da parte dei privati, ma il suo settore bancario potrebbe ribaltare questa situazione. Le banche cooperative associate alla DZ Bank e le casse di risparmio collegate alla Dekabank gestiscono complessivamente circa 80 milioni di rapporti con i clienti, il che conferisce loro una portata che poche piattaforme di criptovalute possono eguagliare.


La DZ Bank ha ricevuto l’autorizzazione alla fine di dicembre 2025 per la sua piattaforma “meinkrypto”, che è in fase di integrazione nell’app VR Banking. Il servizio è stato lanciato con bitcoin, ether, litecoin e cardano, mentre la custodia è gestita da Börse Stuttgart Digital. Le singole banche cooperative devono ancora decidere se attivare la funzionalità.

Dekabank sta sviluppando una piattaforma simile per la rete tedesca delle Sparkassen, che serve circa 50 milioni di clienti. Il lancio dovrebbe proseguire per tutto il 2026, supportando inizialmente bitcoin ed ether. L’integrazione delle criptovalute nelle app bancarie di uso comune elimina uno dei maggiori ostacoli per i nuovi utenti, poiché non è più necessario aprire conti su piattaforme separate dedicate agli asset digitali.

La scala bancaria tedesca incontra il vantaggio iniziale della Svizzera

La Svizzera ha costruito il proprio vantaggio grazie alla certezza normativa e ad anni di sviluppo dell’ecosistema. La Germania sta perseguendo una strategia diversa, avvalendosi di banche consolidate e delle relazioni esistenti con i clienti per ampliare l’accesso nel quadro normativo europeo.

Tale approccio conferisce alla Germania un enorme potenziale di distribuzione, ma la Svizzera continua a beneficiare di anni di esperienza accumulata, infrastrutture e concentrazione del settore. I futuri sondaggi di Bearingpoint, insieme ai dati sull’adozione da parte dei clienti delle piattaforme bancarie tedesche, dovrebbero fornire un quadro più chiaro per capire se il divario inizierà a ridursi o se la Svizzera continuerà a mantenere il vantaggio.



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 Alan Inman

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