La guidance sarà rivista per riflettere il contributo dell’attività acquisita a decorrere dalla data del relativo consolidamento
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Prysmian, gruppo italiano attivo nei cavi e nei sistemi per energia e telecomunicazioni e quotato al FTSEMib, compie un nuovo passo nella strategia di crescita internazionale. La società ha annunciato l’acquisizione della statunitense Atkore con un’operazione che, ai valori concordati, attribuisce alla target un Enterprise Value (cioè il valore complessivo dell’azienda, includendo debito e cassa) di circa 3,8 miliardi di dollari, pari a circa 3,3 miliardi di euro.
Atkore è un gruppo industriale che opera nel settore delle soluzioni per le infrastrutture elettriche, con un portafoglio di prodotti considerato complementare rispetto a quello di Prysmian. Proprio questa complementarità è uno dei pilastri industriali dell’operazione.
Offerta da 95 dollari per azione e premio del 23%
Nel dettaglio, Prysmian ha messo sul piatto 95 dollari per azione Atkore. Il prezzo incorpora un premio del 23% rispetto alla media dei corsi di Borsa registrati dal titolo negli ultimi tre mesi.
L’acquisizione sarà finanziata attraverso un mix di debito, inclusi strumenti ibridi, ed equity, anche mediante la cessione di azioni proprie, con l’obiettivo di preservare il profilo investment grade di Prysmian.
L’operazione è prevista perfezionarsi entro la fine del 2026 ed è subordinata all’approvazione da parte dei titolari di almeno la maggioranza delle azioni di Atkore in circolazione, all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari e al verificarsi delle altre consuete condizioni previste per il closing.
La strategia di Prysmian: verso un leader integrato
L’amministratore delegato Massimo Battaini ha spiegato il razionale industriale dell’acquisizione alla luce dei grandi trend globali: elettrificazione, sviluppo dei data center legati all’intelligenza artificiale e digitalizzazione dell’economia. Questi fattori, ha sottolineato il manager, richiedono ingenti investimenti infrastrutturali e sono considerati critici per l’economia moderna, con un’opportunità particolarmente rilevante negli Stati Uniti.
“L’elettrificazione, i data center trainati dall’intelligenza artificiale e la digitalizzazione richiedono ingenti investimenti infrastrutturali e sono critici per l’economia moderna, rappresentando un’opportunità rilevante negli Stati Uniti – spiega l’ad Massimo Battaini -. Come leader di soluzioni per le connessioni energetiche e digitali, la nostra priorità è stata individuare la soluzione più adatta a sostenere ulteriormente la nostra straordinaria crescita e redditività, implementando la piattaforma commerciale e il portafoglio prodotti. Atkore offre un’interessante combinazione di prodotti complementari, esposizione a trend di crescita strutturale e significative opportunità di sinergia, e rappresenta una decisa accelerazione nell’evoluzione di Prysmian verso un modello di leader integrato di soluzioni per le infrastrutture elettriche”.
I numeri di Atkore: fatturato, margini e presenza geografica
Secondo i dati diffusi, nel 2025 Atkore ha registrato ricavi per 2,85 miliardi di dollari e un Adjusted Ebitda di 386 milioni di dollari. L’Ebitda (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) misura il risultato operativo prima di ammortamenti e oneri finanziari; la versione “adjusted” è depurata da componenti considerate straordinarie o non ricorrenti, per offrire una lettura più strutturale della redditività.
Il gruppo statunitense può contare su 30 siti principali, tra stabilimenti produttivi e centri di distribuzione, localizzati prevalentemente in Nord America, ma con una presenza anche in Australia, Belgio, Nuova Zelanda e Regno Unito.
Questa impronta geografica offre a Prysmian un ulteriore rafforzamento sul mercato nordamericano, uno dei più importanti al mondo per gli investimenti in reti elettriche, infrastrutture per i dati e progetti di modernizzazione delle reti energetiche.
Sinergie attese: 150 milioni di dollari di Ebitda a regime
Prysmian prevede che l’integrazione di Atkore possa generare sinergie significative.
Nel caso specifico, il gruppo italiano stima che l’operazione possa generare a regime circa 150 milioni di dollari di sinergie annue a livello di Ebitda entro tre anni dal perfezionamento dell’acquisizione. Si tratta, quindi, di un contributo potenziale rilevante alla redditività complessiva del nuovo perimetro.
Inoltre, Prysmian prevede che l’operazione generi un incremento dell’utile per azione nella fascia alta delle singole cifre percentuali nel primo esercizio completo successivo al closing, prima delle sinergie, e a doppia cifra una volta realizzate le sinergie a regime.
Sulla base dei risultati aggregati pro forma relativi all’esercizio 2025, il gruppo combinato avrebbe generato ricavi netti pari a circa 22,1 miliardi di euro e un Adjusted EBITDA pari a circa 2,7 miliardi.
La guidance 2026 sarà rivista
Prysmian ha ricordato che la guidance per l’esercizio 2026 annunciata il 30 luglio 2026 si basa sull’attuale perimetro di consolidamento e non include alcun contributo derivante dall’operazione.
Di conseguenza, la guidance sarà rivista per riflettere il contributo dell’attività acquisita a decorrere dalla data del relativo consolidamento.
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