Dalla strage di Bologna un monito per affrancare l’Italia dalla sovranità limitata


Un discorso a tutto tondo, sofferto, ma pieno di verità, quello del sindaco di Bologna Matteo Lepore https://www.comune.bologna.it/novita/comunicati-stampa/2-agosto-2026-lintervento-del-sindaco-di-bologna-matteo-lepore-nel-46deg-anniversario-della-strage per superare le tante ipocrisie che continuano a pesare sulla strage di Bologna (è stata una strage fascista come riportano le sentenze, nonostante le omissioni che hanno accompagnato la lunga inchiesta giudiziaria e le trame del piano di rinascita democratica delle loggia massonica P2 di Ligio Gelli), le strumentalizzazioni sulla vicenda Fakir, che invita ad affrancare l’Italia dalla sua condizione di sovranità limitata. Mica facile. Eppure 80 anni fa l’Italia sconfisse sul campo il regime fascista e l’occupazione nazista. Grazie al sacrificio e alla vità di donne e uomini di diversa appartenenza politica con la Resistenza, il sostegno degli alleati (non va dimenticato) per dar vita alla Repubblica e a una Costituzione che tutela libertà e democrazia. Ma, di fatto, abbiamo una autonomia decisionale limitata e quando ci sono fasi per fare scelte importanti… ecco che tornano terrorismo, stragi con una strategia e una regia d’Oltreoceano (e non solo) che ci ricordano di dover fare un passo indietro. Su questo e altri aspetti toccati dal sindaco di Bologna interviene con una serie di riflessioni l’avvocato Leonardo Pinto. Il 2 agosto 2026, ricorrenza della strage di Bologna, con tutte le ricorrenti denunce dei famigliari vittime di stragi e i distinguo di esponenti di governo sulla matrice della strage, conferma ancora una volta quanto sia difficile impegnarsi -ma occorre insistere- per la verità e per la Costituzione, che ha radici e identità precise. Eppure chi guida le sorti del Paese ha giurato sulla Carta costituzionale…E questo non va dimenticato, insieme a un rilancio del ruolo dell’Unione europea, riscoprendone radici, motivazioni, attuando riforme e con un cambio di dirigenza che ne hanno eclissato ruolo e autonomia decisionale.

LE RIFLESSIONI DI LEONARDO PINTO
STRAGE DI BOLOGNA (2 AGOSTO 1980) E IL DISCORSO DEL SINDACO LEPORE*, da me criticato; che ha riparato ampiamente all’irresponsabilità mostrata per la triste vicenda di Fakir
🇮🇹 *_Un monito per affrancare l’Italia dalla sua sovranità limitata attraverso un’Europa delle Nazioni e non dei mercati_*
🗣️ Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore — al centro di polemiche per le tensioni emerse durante il presidio promosso a seguito della drammatica morte di Abderrahim Fakir —, ha pronunciato un discorso di profondo valore istituzionale. Le sue parole tracciano con lucidità il filo conduttore che lega le disgrazie terroristiche della nostra storia alla condizione dell’Italia: un Paese a sovranità limitata, la cui collocazione geopolitica fu rigidamente sigillata dagli accordi di Yalta e Potsdam dei vincitori del secondo conflitto mondiale.
💬 Alcuni dei passaggi più significativi del suo intervento meritano un’attenta riflessione:
_«…Prima le stragi che hanno insanguinato l’Italia tra il 1969 e il 1974, interne a una pianificazione radicata ad altissimo livello. *Poi gli anni del terrorismo, i legami e il coinvolgimento delle mafie ancora da chiarire.* […] Quando ci viene chiesto cosa significa essere italiani, io dico che innanzitutto dovrebbe significare conoscere la storia del nostro Paese, conoscere la storia del proprio Paese e chiedersi come mai a Bologna sia stata compiuta la più grande strage contro il popolo italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nei riti fascisti, all’appello del nome di un caduto, la folla risponde “Presente!” — come se la morte in nome dell’ideologia fosse la forma più alta di appartenenza. Gli storici hanno chiamato questo fenomeno, con precisione, “culto della morte”: la vita del singolo contava meno del sacrificio, la persona meno del mito…»._

🧱 Il crollo del Muro di Berlino, provocato dal fallimento economico, sociale e politico del sistema comunista sovietico, sottomesso dal consumismo occidentale, ha segnato la fine dei regimi dittatoriali satelliti dell’URSS.
🤝 La conclusione formale della Guerra Fredda fu poi sancita nel dicembre del 1989 durante il Vertice di Malta, in cui George H.W. Bush e Michail Gorbačëv dichiararono che le due superpotenze non si consideravano più nemiche, preludio al definitivo dissolvimento dell’Unione Sovietica avvenuto nel dicembre 1991 con le dimissioni di Gorbacviov.
⚠️ Tuttavia, il superamento del bipolarismo militare non ha generato un’immediata era di stabilità. Al contrario, le stragi mafiose del 1992 (Capaci e via D’Amelio) sono esplose proprio come conseguenza diretta della fine della Guerra Fredda.
📉 Il crollo del blocco sovietico tra il 1989 e il 1991 ha abbattuto gli equilibri di potere e le “coperture” che avevano retto l’Italia nei precedenti quarant’anni, scatenando una gravissima crisi di sistema di cui Cosa Nostra fu spietata protagonista.
🩸 I sacrifici altissimi pagati dall’Italia — soprattutto in termini di vite umane tra servitori dello Stato, magistrati, forze dell’ordine e semplici cittadini — sono stati il prezzo subito a causa dello stragismo eterodiretto. Quest’ultimo, sebbene formalmente marchiato di volta in volta da matrice neofascista o di estrema sinistra (Brigate Rosse), si è rivelato uno strumento eversivo pilotato da menti raffinate e apparati deviati. Entrambi gli estremismi hanno funzionato da “manovalanza consapevole”, pedine ideologizzate di progetti eversivi e distruttivi.

🛡️ Per sconfiggere definitivamente questa eredità d’ombra e riscattare la sovranità nazionale, è necessario:
📌 Attuare e condividere i principi fondamentali della Costituzione Repubblicana, superando le frammentazioni ideologiche in nome della verità storica e della giustizia.
🇪🇺 Favorire la nascita di un’Europa delle Nazioni e dei Popoli, e non meramente “dei mercati” o delle finanze. Un’Europa politica autonoma, dotata di una reale visione strategica, è l’unico guscio geopolitico in grado di schermare l’Italia e gli altri Paesi membri da indebite ingerenze esterne e condizionamenti da parte delle grandi potenze globali (USA, Russia e Cina).


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 Franco Martina

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