Il Bitcoin registra un rimbalzo prima della notizia a sorpresa della Fed, mentre gli operatori si preparano a un aumento del 30% dei tassi


Punti chiave

Il prezzo rimbalza dal minimo raggiunto durante la notte

Il rialzo è avvenuto dopo che il bitcoin era sceso brevemente sotto i 63.000 dollari nella sessione precedente, prima che gli acquirenti difendessero con costanza tale area. Una volta che il prezzo ha riconquistato i 64.000 dollari, lo slancio ha subito un rallentamento anziché accelerare, segno che i trader erano disposti ad acquistare sui ribassi ma rimanevano riluttanti a inseguire i rialzi in vista di un importante evento macroeconomico.

Grafico BTC/USD a 1 ora via Bitstamp del 29 luglio 2026. Fonte immagine: bitcoinwisdom.io.

I dati di mercato di mercoledì mostrano il bitcoin scambiato nella fascia media dei 64.000 dollari, mentre il volume giornaliero si attesta tra i 24 e i 25 miliardi di dollari. La capitalizzazione di mercato rimane vicina a 1,29 trilioni di dollari, con circa 20,06 milioni di BTC in circolazione. La ripresa ha recuperato solo in parte il calo registrato a luglio. Il bitcoin ha trascorso la prima metà del mese testando l’area compresa tra i 66.000 e i 67.000 dollari, prima che i venditori prendessero gradualmente il controllo, spingendo infine il prezzo verso la fascia alta dei 63.000 dollari. Anche dopo il rimbalzo di mercoledì, il bitcoin rimane all’incirca dal 45% al 49% al di sotto del suo record di ottobre 2025, appena sopra i 126.000 dollari, lasciando il sentiment a lungo termine cauto nonostante la ripresa intraday.

La decisione della Fed incombe

Spesso, nelle ore che precedono una decisione della Federal Reserve, i mercati diventano meno sensibili ai segnali tecnici, con gli operatori che riducono l’esposizione anziché aprire nuove posizioni. Il comunicato del FOMC di mercoledì e la conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh rappresentano il tipo di evento che abitualmente prevale sui pattern grafici, in particolare quando le aspettative sui tassi rimangono contrastanti.

Il consenso continua a prevedere che la Fed mantenga il tasso di riferimento tra il 3,50% e il 3,75%, sebbene i mercati dei futures e delle previsioni continuino ad attribuire probabilità significative a un altro aumento. I dati sull’inflazione persistenti e i prezzi elevati dell’energia hanno mantenuto viva tale possibilità, anche dopo che il greggio Brent ha registrato un calo rispetto al recente picco.


Fedwatch screenshot
Secondo i mercati dei futures, c’è una probabilità del 35% di un rialzo dei tassi. Fonte immagine: cmegroup.com, strumento Fedwatch del 29 luglio 2026 alle 8:30 EDT.

Anche i rendimenti dei titoli del Tesoro rimangono parte dell’equazione. Con i rendimenti a 10 anni che si mantengono nella fascia medio-alta del 4% e i rendimenti reali elevati, il capitale ha continuato a confluire verso attività fruttifere. Questo contesto ha ripetutamente limitato i rialzi del bitcoin durante tutta l’estate, in particolare quando il prezzo raggiunge evidenti livelli di resistenza.

I dati tecnici indicano una situazione di stallo

Il grafico giornaliero riflette un mercato in attesa di un catalizzatore piuttosto che l’affermarsi di un trend chiaro. Gli oscillatori e il riepilogo delle medie mobili rimangono piuttosto neutri, e l’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni vicino a 51 avvalora questa visione. Le medie mobili esponenziali (EMA) a breve termine hanno iniziato a virare al rialzo, ma la tendenza a lungo termine deve ancora confermare la ripresa, con le medie a 100 e 200 giorni che continuano a fungere da resistenza superiore.

Le recenti contrattazioni hanno inoltre definito livelli ben precisi. Gli acquirenti hanno ripetutamente difeso la fascia compresa tra 62.500 e 63.300 dollari, rendendola la prima area da tenere d’occhio qualora le vendite dovessero riprendere. Al di sopra, la resistenza compresa tra i 64.500 e i 65.000 dollari ha costantemente attirato prese di profitto, mentre la zona più ampia compresa tra i 66.800 e i 67.000 dollari rimane l’ostacolo tecnico più importante. Fino a quando uno di questi intervalli non verrà superato con convinzione, l’andamento dei prezzi a breve termine dovrebbe rimanere altalenante piuttosto che direzionale.

I dati on-chain mostrano un mercato cauto

I fondamentali della rete continuano a inviare un messaggio diverso rispetto al prezzo. L’hashrate rimane appena al di sotto dei 900 EH/s, indicando che i miner hanno in gran parte mantenuto le operazioni nonostante i prezzi più deboli. Tale livello di sicurezza si è mantenuto stabile anche se i margini si sono ridotti in gran parte del settore minerario. Altri indicatori on-chain hanno registrato un calo. Il numero di transazioni rimane relativamente elevato, ma gran parte di tale attività continua a provenire da transazioni minori legate a OP_RETURN, anziché da trasferimenti di valore più consistenti tipicamente associati a un utilizzo più ampio della rete. Anche gli indirizzi attivi si sono attestati intorno ai 600.000 nella media su 30 giorni, un andamento che riflette generalmente una partecipazione ridotta piuttosto che una domanda in espansione.

I flussi istituzionali hanno fatto eco a tale esitazione. Gli exchange-traded fund (ETF) spot su bitcoin hanno attirato afflussi all’inizio di luglio prima di invertire la rotta, con le recenti sessioni che hanno registrato deflussi compresi tra circa 11 milioni e 50 milioni di dollari. Tale andamento suggerisce che gli investitori istituzionali stiano ancora attendendo maggiore chiarezza sui tassi di interesse prima di ricostituire le proprie posizioni.


Il mercato dei derivati rimane concentrato

Anche il posizionamento sui derivati mostra che i trader stanno diventando più selettivi nei confronti del rischio. Le statistiche di Cryptoquant hanno stimato l’open interest dei futures perpetui a circa 65 miliardi di dollari intorno al 28 luglio, in calo di circa il 20% rispetto al picco dello scorso settembre. Tale calo riflette il ritiro della leva finanziaria dal mercato, anziché il suo accumulo in vista di un’altra ondata speculativa.

Anche la liquidità rimane concentrata. Binance, Bybit e Gate rappresentano circa il 63% dell’open interest dei futures perpetui, con Binance da sola che rappresenta circa 22,86 miliardi di dollari, ovvero circa il 35% del mercato. Tale concentrazione implica che i grandi movimenti nella liquidità dei derivati continuino a provenire solo da una manciata di piattaforme, rendendo tali exchange fondamentali per la determinazione dei prezzi nel breve termine.

Le stesse piattaforme dominano anche il mercato emergente dei contratti perpetui legati ad asset tradizionali quali metalli, petrolio e azioni. Sebbene tale segmento si sia espanso rapidamente superando i 2 miliardi di dollari dalla fine di maggio, rimane solo una piccola frazione del più ampio mercato dei derivati sulle criptovalute.

Cosa ci aspetta

Una volta resa nota la decisione della Fed, l’attenzione si sposterà rapidamente sui rapporti di giovedì relativi al PIL e all’inflazione PCE, entrambi in grado di rafforzare o invertire qualsiasi direzione prendano i mercati dopo la riunione del FOMC. I risultati finanziari di Coinbase e Strategy forniranno ulteriori informazioni sulla domanda istituzionale e sull’attività commerciale legata alle criptovalute.


La reazione immediata dipenderà probabilmente meno dalla decisione sui tassi in sé che dalle indicazioni del presidente Warsh. Se i mercati interpreteranno i suoi commenti come un’apertura a una politica più accomodante nel corso dell’anno, il bitcoin avrà spazio per sfidare la zona dei 65.000 dollari e potenzialmente ritestare resistenze più elevate. Se il tono dovesse assumere una connotazione più restrittiva, il recente supporto intorno ai 62.500 dollari diventerà il primo livello da tenere d’occhio. Gli attuali dati on-chain non indicano vendite forzate diffuse, ma in assenza di una domanda più forte di ETF, la politica macroeconomica rimane il motore principale del prossimo movimento significativo del bitcoin.

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