Bologna, 26 luglio 2026 – Tra battute, attacchi personali e provocazioni sul terzo mandato, Donald Trump ha trasformato la cena dei corrispondenti della Casa Bianca – che per tradizione prevederebbe un discorso autoironico e leggero del presidente – in un nuovo duello con la stampa. L’evento, ripetuto dopo che la precedente serata prevista ad aprile era stata interrotta da una sparatoria nell’edificio (e l’arresto dell’attentatore), avrebbe dovuto celebrare la libertà d’informazione. Il presidente ha invece accusato molti giornalisti di soffrire della “sindrome anti-Trump”, ironizzando sulle “notizie false” e prendendo di mira alcuni dei suoi bersagli preferiti come i predecessori-rivali Obama e Biden o star che lo hanno criticato come Jane Fonda, Bruce Springsteen e alcuni conduttori tv. Trump è rimasto seduto mentre venivano premiate testate con cui si è scontrato, tra cui New York Times, Cnn e Wall Street Journal. Proprio il Wsj ha ricevuto un riconoscimento per l’inchiesta sui rapporti tra il tycoon e Jeffrey Epstein. Il presidente ha alternato toni concilianti e insulti, assicurando di rispettare “la maggior parte” dei media e invitando gli americani a risolvere le divergenze “con un dibattito aperto, non con le pallottole”.
Il gelo è calato quando Trump ha indossato un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028” e ha evocato un terzo mandato. “La seconda volta è sempre meglio. E la terza sarà ancora meglio”, ha detto, prima di aggiungere: “Sto solo scherzando”. Il 22° emendamento vieta però a un presidente di essere eletto più di due volte anche se Trump ha spesso alluso alla possibilità.
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Arianna Farinelli, politologa, scrittrice, italiana con passaporto americano, vive a New York. Sul terzo mandato Trump fa sul serio?
“Nell’ultimo anno Trump ha trasformato un piccolo ufficio laterale allo Studio Ovale in una specie di negozio di gadget. E porta i Capi di Stato che riceve in questo ufficio pieno di cappellini, magliette, tazze con lo slogan ’Trump 2028’. Però spesso parla anche del suo successore, chiedendo alla sua platea: vi piace più Marco Rubio o J.D. Vance. In una cena ha chiesto a Rupert Murdoch, proprietario del Wall Street Journal e della Fox, davanti al Segretario di Stato e al vicepresidente, quale potrebbe essere il successore. Murdoch avrebbe detto Rubio”.
Quindi è uno scherzo ’Trump 2028’?
“C’è sia lo scherzo sia il riproporsi seriamente per il 2028, che però è incostituzionale. Lui continua a dire che le elezioni del 2020 sono state rubate con i brogli, lo ha detto anche recentemente ma non ha fornito prove. Gli serve per dire che quelle elezioni sono state rubate e se il Congresso non approva la legge elettorale che lui vuole, a novembre ci saranno altri brogli”.
Vuole manipolare il voto? O quanto meno cerca di interferire nelle elezioni di Midterm?
“Io userei la parola manipolare. Questa legge al Congresso non passerà perché ha bisogno anche dei voti dei democratici. Trump vorrebbe ridurre l’utilizzo del voto per posta, riservandolo alle persone malate che non possono recarsi al seggio, o ai residenti all’estero da tempo, americani, perché il voto per posta di solito favorisce i democratici. Poi vuole che le persone si presentino al seggio con il passaporto, che milioni di americani non hanno, o il certificato di nascita, che però è problematico perché molte donne americane cambiano cognome quando si sposano”.
Arianna Farinelli, politologa, scrittrice, italiana con passaporto americano
Se la legge non passerà?
“Sta dicendo che quelle elezioni, dove perderà quasi sicuramente la maggioranza alla Camera e forse anche al Senato, non le riconoscerà come valide. Ci troviamo in una situazione simile al 2020: al tempo però Trump lasciò dopo il 6 gennaio. Nel caso delle elezioni di Midterm rimarrà presidente. Che cosa succede se lo speaker della Camera, Mike Johnson, non certifica il risultato elettorale e quindi non fa entrare i nuovi parlamentari nel Congresso? Ci troviamo in una terra inesplorata, non è mai accaduto in 250 anni. Un terreno di crisi istituzionale e costituzionale. Probabilmente ci sarà un’inchiesta per vedere se i voti sono veramente validi”.
Con l’insistenza sul terzo mandato (giuridicamente improbabile ma politicamente possibile) Trump vuole costruire una sorta incertezza giuridica e destabilizzare?
“Dire che si ricandiderà nel 2028 ovviamente destabilizza però la Corte Suprema interverrebbe a difesa del 22° emendamento. Ma novembre 2026 è alle porte e ci arriviamo con una situazione internazionale molto difficile. Negli Stati Uniti abbiamo utilizzato quasi tutte le riserve di petrolio, che ora sono ai livelli più bassi dal 1983. L’inflazione probabilmente in luglio ritornerà sopra il 4%. Trump è stato eletto con due promesse: abbassare inflazione e caro vita e non fare più le Forever Wars. Quindi probabilmente perderà. Da come prepara il terreno, si capisce che vorrà delegittimare gridando ai brogli. In novembre capiremo lo stato di salute della democrazia americana. Ci si può aspettare di tutto”.
Dov’è il Partito Democratico?
“Il partito Partito Democratico ha soltanto il 35% dei consensi, quando Trump si era insediato, aveva però il 30%. Stanno emergendo delle figure nuove. Mamdani a New York, socialista. E figure più moderate come il senatore della Georgia, Jon Ossoff, 39 anni. I democratici hanno bisogno della Georgia per vincere le elezioni. Giovane, bello, ha fatto le migliori università ed è molto popolare nel partito dove è considerato un pragmatico. Poi c’è James Talarico in Texas, un seminarista che vuole diventare pastore protestante, quando parla fa sermoni”.
Ma oltre a cercare un leader per il 2028, i democratici fanno anche opposizione?
“I senatori e i deputati del mio stato, New York, li ho visti abbastanza intimiditi per moltissimi mesi. Non facevano un’opposizione degna di questo nome. Adesso sembra che abbiano un po’ ripreso coraggio: vediamo che succederà a novembre”.
Sempre che Trump riconosca il risultato delle elezioni…
“Si aprirebbe un baratro. La democrazia americana è molto erosa, affaticata, e non da oggi. Se Trump rifiuterà il risultato elettorale, che cosa succederà alla cittadinanza? Ci spaccheremo? Ci saranno sommosse? La gente tornerà nelle piazze?”.
Esempi nel passato ne trova?
“Quando Abraham Lincoln fu eletto al primo mandato nel 1861 si appellò ai legami d’affetto che univano gli americani, ma mentre lo diceva sette Stati avevano già dichiarato la secessione e di lì a pochissimo sarebbe iniziata la guerra civile con 600.000 morti. Oggi siamo polarizzati. Non era così negli anni di Bush e Obama”.
Anche il modo con cui Trump tratta la stampa fa temere?
“Trump ha un rapporto con la stampa di scontro, ha favorito l’acquisto da parte della famiglia Ellison, proprietaria di Oracle, prima di Paramount (che controlla Cbs) e poi di Warner Brothers che possiede la Cnn. Un giudice ha sospeso l’acquisto di Warner Brothers, ora vedremo. Alla cena dei corrispondenti ha cercato anche di delegittimare personalmente alcuni giornalisti e con le giornaliste ha un atteggiamento di assoluta misoginia”.
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