Varta chiede il fallimento al Tribunale di Stoccarda per ristrutturarsi. Pesa lo stop di Apple, domanda debole e niente nuovi capitali dagli investitori.
Varta, uno dei principali produttori tedeschi di batterie per l’elettronica di consumo e applicazioni industriali, ha presentato istanza di fallimento presso il Tribunale distrettuale di Stoccarda. La decisione, riportata dall’agenzia tedesca Dpa, segna un nuovo capitolo nella crisi del gruppo, già sotto pressione per il peggioramento del contesto di mercato e per la rottura del rapporto con un cliente chiave.
Perché Varta ricorre al fallimento: l’obiettivo è la continuitÃ
Secondo quanto riferito dalla stessa azienda, la procedura di insolvenza non viene presentata come una resa, ma come uno strumento per garantire il futuro economico del gruppo e consentire la prosecuzione sostenibile delle attività operative. In altre parole, Varta punta a utilizzare il quadro normativo del fallimento per ristrutturare debiti, asset e organizzazione, preservando il più possibile il business.
Oltre alla capogruppo Varta AG, con sede a Ellwangen, la procedura riguarda anche diverse controllate operative: Varta Microbattery GmbH, Varta Micro Production GmbH e Varta Storage GmbH. Si tratta delle società attive, tra l’altro, nella produzione di batterie di piccole dimensioni e nei sistemi di accumulo.
L’azienda ha precisato che la decisione non è legata a un collasso istantaneo della gestione corrente: «La richiesta non è quindi dovuta a un’insolvenza acuta nell’ambito delle attività operative in corso», ha dichiarato il gruppo. L’obiettivo dichiarato è «garantire la propria sopravvivenza a lungo termine».
Divisione batterie domestiche esclusa dalla procedura
Un elemento importante per il mercato e per i clienti finali riguarda il segmento delle batterie per uso domestico (come pile per telecomandi, torce e piccoli dispositivi). Varta ha chiarito che questa attività non rientra nella procedura di fallimento. In termini pratici, ciò significa che la divisione domestic batteries dovrebbe proseguire l’operatività al di fuori del perimetro dell’insolvenza, con l’intenzione degli investitori di valorizzarla in modo separato.
Stop di Apple, domanda debole e cambio sfavorevole: le cause della crisi
Nell’analisi delle ragioni che hanno portato a questa nuova crisi, Varta indica un mix di fattori negativi. L’azienda parla di un «significativo peggioramento delle condizioni di mercato», accompagnato da una debolezza della domanda e dagli effetti negativi dei tassi di cambio. In un settore globalizzato come quello delle batterie, infatti, le oscillazioni tra valute possono incidere pesantemente su costi, margini e competitività internazionale.
A questo quadro già complesso si è aggiunto un colpo ulteriore: la decisione di un cliente chiave di interrompere la collaborazione. Secondo quanto riportato dalla Dpa, il cliente in questione è Apple, colosso statunitense dell’elettronica di consumo e produttore di iPhone, iPad e altri dispositivi, che ha iniziato a cercare un nuovo fornitore di batterie. La perdita di un cliente di queste dimensioni può avere un impatto rilevante sui ricavi e sulla visibilità industriale di un fornitore come Varta.
La società aveva inoltre investito ingenti capitali nello sviluppo di batterie per auto, un segmento che, secondo quanto riportato, è rimasto però una nicchia di mercato. In pratica, gli investimenti effettuati non avrebbero trovato una domanda sufficiente a giustificarne il peso sul bilancio.
Riorganizzazione finanziaria e crollo in Borsa
La crisi non è arrivata all’improvviso sui mercati. Mercoledì scorso Varta aveva già annunciato una riorganizzazione finanziaria, provocando un forte impatto sul titolo alla Borsa di Francoforte, dove le azioni erano crollate. La borsa tedesca rappresenta uno dei principali mercati azionari europei e reagisce in tempo reale alle notizie su risultati, piani finanziari e rischi di insolvenza delle società quotate.
I principali investitori del gruppo – fra cui Deutsche Bank e gli investitori finanziari RBC BlueBay, Blantyre e Whitebox – non ritengono più praticabile una soluzione complessiva per l’intero perimetro del gruppo. L’orientamento emerso, secondo quanto riportato, è quello di scorporare la divisione batterie per uso domestico e creare una nuova struttura proprietaria per questa attività , separandola dal resto delle attività in crisi.
Nessun nuovo capitale: negoziati senza esito
La presentazione dell’istanza di fallimento arriva al termine di una fase di confronto con i diversi stakeholder finanziari. «Nonostante intense discussioni con tutte le parti interessate, non è pervenuto alcun impegno da parte di alcuno a fornire i necessari finanziamenti aggiuntivi», ha spiegato un portavoce del gruppo, secondo quanto riportato dalla Dpa.
Nel linguaggio della finanza d’impresa, questo significa che non si è trovato un accordo per iniettare nuova liquidità nella società , né attraverso nuovi prestiti né tramite ricapitalizzazioni. Senza capitali freschi, per un gruppo industriale che affronta calo della domanda, pressioni sui margini e la perdita di un cliente di riferimento, la procedura di insolvenza diventa spesso l’unico strumento per tentare un riassetto ordinato delle attività .
In questa fase, l’attenzione del mercato resta puntata sulla capacità di Varta di preservare i rami d’azienda ritenuti strategici, a partire dalle batterie per uso domestico, e sulla definizione di una nuova struttura proprietaria che consenta al gruppo, o a parti di esso, di continuare ad operare nel lungo periodo.
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