Bienvenido, welcome,willkommen l’8 e 9 luglio ad Altamura per il Ninivaggi day’s


Una rimpatriata per quanti nel mondo portano con fierezza quel cognome che nasconde nella radice ispanica, aragonese, la dimensione e la curiosità del “nino’’, il bimbo, e vaggi (la grafia errata di viaggi) che ne contrassegna la voglia di muoversi e lo spirito di impresa come è nella storia dell’imprenditore altamurano Pietro Ninivaggi. E dalla voglia di saperne di più da dove viene il cognome che porta sono nate due iniziative, come ci racconta il collega Giovanni Mercadante, storico locale e altamurano doc, una ricerca e un libro e anche un raduno l’8 e il 9 luglio di quanti, uomini e donne, si chiamano Ninivaggi. Tante storie sparse per il mondo e una identità comune che non va dispersa. Anzi. E chissà che in sala, ancora meglio a tavola, tra parole in italiano, inglese,francese, tedesco,spagnolo e altamurano…non vengano fuori sorprese che fanno emergere quello che non ti aspetti. Magari un ministro, un prelato, una ricercatrice, uno sportivo e, naturalmente, un imprenditore sulle note della colonna sonora della illustre famiglia. E per il primo Ninivaggi day’s è un ottimo avvio. Poi all’estero. Perché No?

DA: GIOVANNI MERCADANTE
23.7.2026
COMUNICATO STAMPA
Altamura, dopo cinque secoli riaffiora la storia dei Ninivaggi
Dalla ricerca sulle origini del cognome alla nascita del primo “Ninivaggi’s Day”: Pietro Ninivaggi ricostruisce una storia familiare iniziata nel Quattrocento e oggi diffusa tra Italia, Europa e Stati Uniti.
Mentre molte famiglie sembrano perdere nel tempo il senso delle proprie radici, c’è chi ha dedicato anni alla ricerca del proprio passato per ritrovare un legame capace di attraversare generazioni e continenti.
È la storia di Pietro Ninivaggi, imprenditore altamurano che, spinto dalla curiosità di conoscere l’origine del proprio cognome, ha intrapreso un lungo percorso di ricerca genealogica e documentaria trasformando un interesse personale in un progetto culturale destinato a riunire una grande comunità familiare.
Sabato 8 e domenica 9 agosto 2026, presso la Sala Ricevimenti Tenuta Sabini, in Via Bari ad Altamura, si terrà il primo “Ninivaggi’s Day”, un evento mai realizzato prima nella città, al quale sono attese diverse centinaia di persone provenienti da varie regioni italiane e dall’estero.
Un cognome, una storia lunga cinque secoli
La ricerca di Pietro Ninivaggi nasce da una domanda semplice ma profonda: da dove proviene il cognome della propria famiglia?
Attraverso anni di consultazioni presso archivi, registri storici, documentazioni anagrafiche e fonti ecclesiastiche, è emersa una vicenda che affonda le proprie radici nella fine del Quattrocento, nel periodo della dominazione aragonese del Regno di Napoli.
Una storia fatta di persone, incontri, separazioni e memoria, che nel corso dei secoli ha portato alla formazione di una discendenza oggi presente in più Paesi del mondo.
Dal soldato spagnolo alla famiglia Ninivaggi
Secondo la ricostruzione basata sulle ricerche effettuate da Pietro Ninivaggi, l’origine del cognome sarebbe legata alla figura del cavaliere spagnolo Pedro Hernandez, giunto ad Altamura nel 1496 al seguito delle forze militari dell’epoca.
Il soldato, descritto come uomo di bassa statura, avrebbe assunto il soprannome di “Ninovagio”, da cui nel tempo sarebbe derivata l’attuale forma del cognome Ninivaggi.
Durante la sua permanenza ad Altamura, Pedro Hernandez ebbe una relazione con una giovane del luogo, Giovanna, dalla quale nacque un figlio, al quale venne dato il nome di Vito Ninovagio.
La vicenda ebbe un seguito documentato: nel 1497 l’arciprete di Altamura monsignor Francesco Rossi, raccogliendo la richiesta della giovane madre, inoltrò una supplica alla feudataria Giovanna IV d’Aragona affinché il cavaliere fosse richiamato al riconoscimento del figlio.
Dalle risposte ricevute emerse inizialmente che Pedro Hernandez era stato trasferito a Melfi; successivamente fu comunicato che il soldato era morto in battaglia. Una storia umana rimasta sospesa nel tempo e che, oltre cinque secoli dopo, è tornata alla luce grazie alla ricerca genealogica.
Oltre seicento nominativi rintracciati nel mondo
La scoperta delle origini ha spinto Pietro Ninivaggi a proseguire il proprio lavoro, trasformando la ricerca personale in un vero e proprio censimento familiare.
Attraverso contatti, verifiche e ricostruzioni genealogiche, sono stati individuati oltre 600 nominativi appartenenti alla famiglia Ninivaggi, distribuiti tra Italia, Francia, Germania e Stati Uniti, con una significativa presenza oltreoceano.

Il risultato di questo lungo percorso è racchiuso nel volume appena pubblicato dal titolo “Origine ed evoluzione della progenie di Ninivaggi”, curato da Pietro Ninivaggi, nel quale sono riportati gli aggiornamenti della ricerca e l’elenco delle persone rintracciate.
Il primo “Ninivaggi’s Day” ad Altamura
Il grande incontro dell’8 e 9 agosto rappresenta il momento conclusivo di questo straordinario percorso.
Il programma prenderà avvio nel pomeriggio di sabato 8 agosto con la registrazione e l’accoglienza dei partecipanti. Dalle ore 17.00 alle 20.00 – registrazione partecipanti; dalle ore 20.00 alle 22.00 si terrà la presentazione ufficiale del volume “Origine ed evoluzione della progenie di Ninivaggi”, accompagnata dalla colonna sonora “Maggio 1496”, dedicata alla storia della famiglia.
Dopo le ore 22.00 Pietro Ninivaggi consegnerà personalmente una copia omaggio del libro a tutti i partecipanti, in un momento simbolico che rappresenterà il ricongiungimento ideale di una famiglia dispersa nel tempo e nello spazio.
La giornata di domenica 9 agosto dalle ore 10.00 alle 23.00 sarà dedicata agli incontri, alla convivialità e a un lunch murgiano presso la Tenuta Sabini, dove persone provenienti da Paesi diversi potranno incontrarsi, conoscersi e condividere una storia comune attraverso lingue e culture differenti.
Una famiglia ritrovata dopo secoli
Il “Ninivaggi’s Day” non sarà soltanto un raduno di persone accomunate dallo stesso cognome.
Sarà la celebrazione della memoria familiare, del valore delle proprie origini e della capacità della storia di riunire ciò che il tempo aveva disperso.
Dopo cinque secoli, la vicenda di un soldato spagnolo e di una giovane altamurana torna simbolicamente nella città dove tutto ebbe inizio, trasformandosi in una testimonianza di identità, appartenenza e memoria destinata a parlare anche alle nuove generazioni.
A suggellare questo ideale ricongiungimento sarà anche un momento dal forte valore simbolico: la celebrazione del matrimonio tra Pedro Hernandez e Giovanna, rappresentati da due figuranti in costume, per dare compimento, almeno simbolicamente, a quell’unione che cinque secoli fa non poté essere celebrata.


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 Franco Martina

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