Il Bonus Mobili è un’agevolazione che consente di portare in detrazione fiscale il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Per accedere al Bonus Mobili è necessario:
- aver realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto;
- fruire della detrazione prevista dall’art. 16-bis del TUIR, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato il Bonus Mobili fino al 31 dicembre 2025 e la nuova Legge di Bilancio 2026 prevede un’ulteriore proroga per tutto il 2026. In cosa consiste? Quando può essere richiesto? In cosa si differenzia dal Bonus elettrodomestici?
Nell’articolo trovi tutte le indicazioni necessarie per accedere al Bonus Mobili. Particolare attenzione va posta alle tempistiche…
A chi spetta il Bonus Mobili?
Il Bonus Mobili è un’agevolazione riconosciuta ai contribuenti che fruiscono della detrazione prevista dall’art. 16-bis del TUIR, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (Bonus Ristrutturazione) per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero edilizio.
Spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio. Per esempio, se le spese per ristrutturare l’immobile sono state sostenutesoltanto da uno dei coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.
Per accedere all’agevolazione è indispensabile realizzare a monte un intervento di recupero del patrimonio edilizio su singole unità immobiliari residenziali, su parti comuni di edifici, sempre residenziali e sulle pertinenze dell’immobile per il quale si acquistano arredi, sia per le prime che per le seconde case (senza distinzioni legate a criteri come la residenza o la proprietà).
Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (ad esempio, una guardiola), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non spetta, invece, per gli arredi delle singole unità.
Quali mobili ed elettrodomestici si possono acquistare con il Bonus Mobili?
La detrazione spetta per l’acquisto di:
- mobili nuovi;
- grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica con dotati di etichetta energetica non inferiore alla:
- classe A per i forni;
- classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie;
- classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
Rientrano tra i grandi elettrodomestici: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.
L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.
Rientrano tra i mobili agevolabili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Non rientrano tra gli acquisti agevolabili: porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, ecc. Le spese di trasporto e di montaggio possono essere considerate nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).
Tra le spese da portare in detrazione sono incluse quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.
Grazie alla libreria di oggetti 3D inclusa nel software progettazione interni puoi scegliere i mobili che vuoi acquistare usufruendo del bonus mobili 2024 e rappresentare in modo realistico le tue scelte progettuali inserendole nella realtà che ti interessa.
Quali agevolazioni prevede il Bonus mobili?
Il Bonus Mobili consiste ina una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici da ripartire in 10 quote annuali di pari importo con limite di spesa detraibile fissato a 5.000 euro.
Il limite di spesa è legato alla singola unità. Pertanto, il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
Se a un determinato intervento di ristrutturazione vengono agganciati bonus mobili in più anni, il tetto di spesa massima andrà ridotto anno per anno. Ad esempio, se per un lavoro del 2025 nello stesso anno sono stati già acquistati 1.000 euro di arredi, nel 2026 il plafond sarà ridotto a 4.000 euro.
A quali condizioni si può accedere al Bonus Mobili?
L’agevolazione è subordinata agli interventi, anche realizzati in economia, di:
- manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
- ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
- restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
- manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.
L’intervento deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.
In ogni caso, per usufruire dell’agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia precedente a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. La data di avvio potrà essere provata da:
- eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie;
- comunicazione preventiva all’Asl se obbligatoria (indicante la data di inizio dei lavori);
- da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del D.P.R. 445/2000), per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
Il collegamento tra l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici e l’arredo dell’immobile oggetto degli interventi edilizi deve sussistere tenendo conto dell’immobile nel suo complesso.
L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è, pertanto, agevolabile anche se i beni sono destinati all’arredo di un ambiente diverso da quello oggetto di predetti interventi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli specifici interventi edilizi sopra richiamati.
Il Bonus mobili spetta anche qualora i mobili e i grandi elettrodomestici siano destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento cui è collegato tale acquisto sia effettuato sulle pertinenze dell’immobile stesso, anche se autonomamente accatastate.
Si può accedere al Bonus Mobili senza ristrutturazione?
Non è possibile usufruire del Bonus Mobili senza ristrutturazione.
Per beneficiare del Bonus Mobili è, pertanto, necessario che l’intervento sull’abitazione sia riconducibile almeno alla manutenzione straordinaria, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), del
D.P.R.. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia). Ad esempio, rientrano nella manutenzione straordinaria:
- gli interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, quale l’installazione di una stufa a pellet o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nonché l’installazione o l’integrazione di un impianto di climatizzazione invernale e estiva a pompa di calore;
- la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento (Circolare 02.03.2016 n. 3/E, risposta 1.5).
La fruizione del Bonus mobili a seguito di interventi edilizi su parti comuni di edifici residenziali, compresi quelli di manutenzione ordinaria, spetta a condizione che i mobili acquistati siano finalizzati all’arredo delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.) e non all’arredo della propria unità immobiliare (Circolare 18.09.2013 n. 29/E, paragrafo 3.2).
Tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio indicati alle lett. b), c) e d), dell’art. 3 del TUE sono compresi anche quelli finalizzati alla riduzione del rischio sismico, pertanto, il Bonus Mobili spetta anche ai contribuenti che fruiscono del Sismabonus nonché del Superbonus.
Quando può essere effettuato l’acquisto per non perdere il Bonus Mobili?
Il sostenimento delle spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici può essere antecedente al pagamento delle spese per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che i lavori siano stati già avviati.
La data di inizio lavori (ad esempio, data SCIA) deve essere, quindi, anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, ma non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione (Circolare 18.09.2013 n. 29/E, paragrafo 3.3).
Se l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici è destinato ad un unico immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, per data di “inizio lavori” si intende la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile.
Si può avere il Bonus Mobili anche per arredi in un ambiente diverso quello ristrutturato?
Il bonus mobili è finalizzato all’arredo di immobili oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia e riguarda tutte le parti purché funzionali e attinenti all’opera da ristrutturare.
Quindi, la detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.
Il fatto che il bonus mobili sia legato ad un’altra agevolazione, il bonus ristrutturazione, non implica che i mobili acquistati devono necessariamente arredare gli ambienti che sono stati oggetto dei lavori di ristrutturazione.
Per esempio, se si esegue la ristrutturazione dei servizi di un appartamento (bagno e cucina), è possibile usufruire del bonus mobili per acquistare arredi destinati ad altri ambienti, come la camera da letto o il soggiorno; questo perché, spiega il Fisco, il collegamento tra l’acquisto dei beni e l’arredo dell’immobile deve sussistere tenendo conto dell’immobile nel suo complesso.
Bonus Mobili: come effettuare il pagamento? Quali documenti da conservare?
Per fruire della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici i contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali; in questo caso, non è necessario utilizzare il modello (soggetto a ritenuta) per il bonifico parlante appositamente predisposto da banche e Poste SPA per le spese di ristrutturazione edilizia.
È consentito, inoltre, effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici mediante carte di credito o carte di debito, ma non tramite assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.
La detrazione è ammessa anche nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati con il finanziamento a rate a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le medesime modalità sopra indicate e il contribuente abbia copia della ricevuta del pagamento.
A seconda della tipologia di pagamento scelta, la spesa deve considerarsi sostenuta:
- nel caso del bonifico, al momento dell’effettuazione dello stesso;
- nel caso di pagamento con carte di credito e debito, il giorno di utilizzo della carta (evidenziato nella ricevuta di avvenuta transazione) e non il giorno di addebito sul conto;
- nel caso di pagamento tramite finanziamento, nell’anno di effettuazione del pagamento da parte della finanziaria.
Le stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.
I documenti da conservare sono:
- ricevuta del bonifico
- ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito)
- documentazione di addebito sul conto corrente
- fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti
Anche per il Bonus Mobili è necessaria la comunicazione ad ENEA?
Gli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabile che usufruiscono delle detrazioni fiscali del 50% previste per le ristrutturazioni edilizie – ex art. 16 bis del D.P.R. 917/86 sono soggetti all’obbligo di invio all’ENEA.
Pertanto, in caso di acquisto di elettrodomestici come forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici e asciugatrici, occorre trasmettere i relativi dati per via telematica all’ENEA.
Bonus Mobili e Bonus Elettrodomestici green: sono la stessa cosa?
La Legge di Bilancio 2025 prevede l’istituzione di un contributo per il 2025, destinato agli utenti finali, per incentivare l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica (classe non inferiore alla B e prodotti in Europa).
Il contributo copra fino al 30% del costo di un singolo elettrodomestico, con un limite massimo di 100 euro per ciascun elettrodomestico. Il limite è elevato a 200 euro per le famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro. In ogni caso, ogni nucleo familiare può beneficiare del contributo per un solo elettrodomestico.
Non vi è, dunque, nessuna correlazione tra i due Bonus. Il Bonus Mobili è una detrazione fiscale legata indissolubilmente ad un intervento di recupero edilizio; il Bonus Elettrodomestici è un contributo diretto legato unicamente all’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica.
Bonus mobili e bonus elettrodomestici sono cumulabili?
Il bonus elettrodomestici non può essere cumulato con altre agevolazioni nonché altri benefici, anche di tipo fiscale, riferiti agli stessi costi ammissibili. A precisarlo è l’articolo 2 del D.M. 3/09/2025),
È una distinzione importante da tenere a mente, soprattutto per rispondere alle domande di clienti e committenti.
Il divieto di cumulo è ribadito anche dall’Agenzia delle Entrate nel Provvedimento dell’11 marzo 2026 (Prot. n. 86234/2026). Il documento stabilisce le modalità e i termini con cui il Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) dovrà trasmettere al Fisco i dati relativi ai voucher utilizzati per il Bonus Elettrodomestici .
I dati trasmessi (codice fiscale dell’utente e importo del voucher utilizzato) hanno una duplice finalità:
- Elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.
- Attività di controllo formale e sostanziale da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Ed è proprio sul fronte dei controlli che emerge il nodo cruciale della non cumulabilità. Nelle motivazioni del Provvedimento, infatti, l’Agenzia richiama esplicitamente l’articolo 2 del decreto attuativo (D.M. 3 settembre 2025), precisando che il contributo per gli elettrodomestici ad alta efficienza «non può essere cumulato con altre agevolazioni, nonché con altri benefici, anche di tipo fiscale, riferiti agli stessi costi ammissibili».
Per i tecnici che affiancano i clienti nelle scelte di arredo post-ristrutturazione, il messaggio deve essere chiaro: non è possibile applicare entrambi i bonus sul medesimo bene.
Se un cliente acquista una lavatrice di classe A del valore di 800 euro e decide di utilizzare il voucher del Bonus Elettrodomestici (ottenendo uno sconto in fattura di 100 o 200 euro), non potrà in alcun modo inserire la spesa residua all’interno del plafond di 5.000 euro previsto dal Bonus Mobili per portarla in detrazione al 50%.
I dati dei voucher spesi transiteranno direttamente nei server dell’Agenzia delle Entrate: un eventuale inserimento della stessa fattura tra le spese detraibili per il Bonus Mobili farebbe scattare immediatamente un’anomalia in fase di controllo.
Se il cliente sta affrontando una ristrutturazione e deve arredare casa, la convenienza pende quasi sempre a favore del Bonus Mobili, che garantisce un recupero fiscale ben più corposo (fino a 2.500 euro di detrazione) rispetto al piccolo voucher una tantum del Bonus Elettrodomestici.
Tuttavia, se il plafond dei 5.000 euro del Bonus Mobili è già stato esaurito (ad esempio per l’acquisto della cucina e degli arredi principali), il cliente potrà sfruttare il Bonus Elettrodomestici per l’acquisto di un ulteriore apparecchio (es. una nuova lavatrice, previa rottamazione della vecchia), mantenendo così le due agevolazioni su acquisti differenti e operando nel pieno rispetto della normativa fiscale.
Le guide e l’infografica sul Bonus Mobili dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche la nuova guida aggiornata, qui disponibile per il download gratuito, con tutto quello che c’è da sapere su:
- quando si può avere,
- per quali acquisti,
- l’importo detraibile,
- i pagamenti,
- i documenti da conservare.
Disponibile anche una sezione con i quesiti più frequenti.
Una sezione della guida alle agevolazioni fiscali della dichiarazione 2026 è dedicata al Bonus Mobili.
Contestualmente, l’Agenzia propone sui suoi canali social un’infografica aggiornata, che ha l’innegabile merito di schematizzare in pochi punti essenziali modalità, tempi e condizioni di accesso alle agevolazioni:
- AVVIA I LAVORI: la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione deve precedere quella in cui si acquistano i beni.
- ACQUISTA GLI ARREDI: solo mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori.
- CHIEDI LA DETRAZIONE: la spesa deve essere sostenuta entro il 31 dicembre 2026.

Bonus Mobili 2026
Bonus Mobili: le FAQ
Posso usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici se ho realizzato un intervento di riqualificazione energetica dell’edificio, per il quale è prevista la detrazione del 65%?
No, gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione del 65%, finalizzati al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari, la sostituzione impianti di climatizzazione invernale, la riqualificazione energetica di edifici esistenti), non consentono di ottenere la detrazione per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.
Ho diritto alla detrazione se acquisto dei mobili all’estero, documentando la spesa con fattura e pagando con carta di credito o di debito?
Si, se si possiede la documentazione richiesta dalla legge e si eseguono gli stessi adempimenti previsti per gli acquisti effettuati in Italia.
Ho sostituito la caldaia, posso usufruire dell’agevolazione per l’acquisto di mobili?
Si, la sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria”. È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energeticorispetto alla situazione preesistente.
Le spese sostenute da un contribuente deceduto per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere portate in detrazione, per le quote non ancora fruite, dall’erede che conserva la detenzione materiale dell’immobile?
No, la norma non prevede il trasferimento agli eredi della detrazione non utilizzata in tutto o in parte.
Sui pagamenti di mobili ed elettrodomestici effettuati con bonifico bancario o postale è sempre prevista l’applicazione della ritenuta?
Premesso che è possibile pagare anche con carte di credito e di debito (bancomat), il bonifico non sarà soggetto a ritenuta se si utilizza un bonifico diverso da quello appositamente predisposto da banche e Poste per le spese di ristrutturazione edilizia (circ. Agenzia delle Entrate n. 7/E del 31 marzo 2016).
Ho acquistato un box pertinenziale per il quale ho diritto alla detrazione Irpef del 50%. Posso richiedere anche il bonus mobili?
No, tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che permettono di avere la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non sono compresi quelli per la realizzazione di box o posti auto pertinenziali rispetto all’abitazione principale.
Se per un acquisto effettuato con carta di credito è stato rilasciato uno scontrino che non riporta il codice fiscale dell’acquirente, può quest’ultimo usufruire lo stesso del bonus mobili?
Per la detrazione, lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente e indica natura, qualità e quantità dei beni acquistati, equivale alla fattura.
Se manca il codice fiscale, la detrazione è comunque ammessa se in esso è indicata natura, qualità e quantità dei beni acquistati e se esso è riconducibile al contribuente titolare della carta in base alla corrispondenza con i dati del pagamento (esercente, importo, data e ora).
È previsto un limite di tempo dalla fine dei lavori di ristrutturazione entro il quale devono essere acquistati i mobili e gli elettrodomestici?
La data entro cui si possono acquistare i beni agevolati è stata spostata al 31 dicembre 2025. La legge non prevede alcun vincolo temporale nella consequenzialità tra l’esecuzione dei lavori e l’acquisto dei beni. Tuttavia, la detrazione spetta a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto.
Se con gli interventi di ristrutturazione edilizia si suddivide la vecchia abitazione in due piccoli appartamenti, è possibile considerare per l’anno 2022 come limite di spesa massima l’importo di 20.000 euro (10.000 per appartamento)?
Nel caso di interventi di recupero edilizio che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per l’individuazione del limite di spesa per l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici, vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori.
Può richiedere il bonus mobili il contribuente che ha pagato solo gli oneri di urbanizzazione relativi all’intervento di recupero del patrimonio edilizio?
Sì, può usufruire dell’agevolazione anche il contribuente che ha pagato solo gli oneri di urbanizzazione per gli interventi edilizi realizzati o anche solo una parte delle spese dei lavori o solo il compenso del professionista
Bonus Mobili: i più recenti chiarimenti del Fisco
Bonus mobili: chi mantiene le detrazioni dopo la vendita dell’immobile?
Ho usufruito del bonus mobili per cambio elettrodomestici e ho venduto casa nel 2025. Nel rogito notarile è previsto che io trattenga le detrazioni. Con il 730 di quest’anno posso detrarre ancora il bonus per elettrodomestici?
Cosa accade alle rate residue del bonus mobili se l’immobile viene venduto prima di aver completato la detrazione? Il quesito analizzato da FiscoOggi il 24 luglio 2026 riguarda un contribuente che ha beneficiato del bonus mobili ed elettrodomestici e ha venduto l’immobile nel corso del 2025, chiedendo se sia ancora possibile portare in detrazione le quote residue nel modello 730/2026, nonostante la cessione della proprietà.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, la vendita dell’immobile non comporta il trasferimento delle rate residue del bonus mobili. A differenza di quanto previsto per la detrazione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, le quote non ancora fruite dell’agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici restano in capo al contribuente che ha sostenuto la spesa e continuano a essere detraibili fino al completamento del periodo di fruizione.
Il diritto alla detrazione del bonus mobili nasce nel momento in cui vengono sostenute le spese agevolabili e risultano rispettati i requisiti previsti dalla normativa e la successiva vendita dell’immobile non modifica la titolarità dell’agevolazione, che continua a spettare al soggetto che ha effettuato l’acquisto dei beni.
Alla luce di questo chiarimento, il contribuente che ha venduto l’immobile nel 2025 può continuare a indicare nel modello 730/2026 le rate residue del bonus mobili ancora spettanti. La vendita della casa, infatti, non determina la perdita del beneficio fiscale né il suo trasferimento all’acquirente, confermando una distinzione sostanziale rispetto alle regole previste per le detrazioni da ristrutturazione edilizia.
L’orientamento richiamato da FiscoOggi trova fondamento nella circolare n. 21/E del 2010 ed è stato successivamente confermato dalla circolare n. 17/E del 2015. Entrambi i documenti precisano che il bonus mobili conserva una disciplina autonoma rispetto alle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio.
Bonus mobili: ok con cambio caldaia
Nel 2023 ho cambiato la mia vecchia caldaia con una nuova a condensazione. Quest’anno dovrò acquistare dei mobili nuovi per la stessa abitazione in cui ho sostituito la caldaia. Volevo chiedere se posso usufruire del bonus mobili per l’anno 2024 (ho letto che il cambio della caldaia sembrerebbe una manutenzione straordinaria).
Nella risposta fornita il 20 settembre 2024 su FiscoOggi, si precisa che soltanto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (eseguiti su singole unità immobiliari abitative) ammessi alla detrazione di cui all’art. 16-bis del Tuir – qualora si configurino almeno come interventi di “manutenzione straordinaria”- sarà possibile per il contribuente richiedere anche il “bonus mobili ed elettrodomestici”.
La sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento, può essere riconducibile alla manutenzione straordinaria (Circolare 3/2016).
Ok con CILA per ristrutturazione e acquisto di arredi presentata nello stesso anno
L’anno scorso ho acquistato un immobile e qualche mese dopo ho presentato una Cila per ristrutturazione. Dopo aver completato i lavori ho acquistato dei mobili e degli elettrodomestici di ultima generazione. Volevo chiedervi se posso portare in detrazione il 50% del massimale di 8.000 euro nella dichiarazione 2024, anche se ho fatto la Cila e l’acquisto dei mobili nello stesso anno.
Nella risposta fornita a questo quesito da FiscoOggi il 2 settembre 2024, si conferma che l’aver acquistato i beni (mobili ed elettrodomestici) nello stesso anno in cui è stata presentata la Cila non impedisce al contribuente di poter richiedere l’agevolazione fiscale.
Per usufruire del “bonus mobili ed elettrodomestici” è comunque necessario aver rispettato tutte le disposizioni contenute nell’articolo 16, comma 2, del decreto legge 63/2016 e le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate sull’agevolazione.
Tra le principali condizioni si ricorda che:
- la data dell’inizio dei lavori deve essere precedente a quella in cui si acquistano i beni;
- bisogna realizzare uno tra gli interventi edilizi che danno diritto al bonus;
- è necessario acquistare i beni con bonifico, carta di debito o credito (non è consentito, invece, pagare con assegni bancari o contanti);
- i beni acquistati devono essere nuovi e, nel caso degli elettrodomestici, appartenere a una determinata classe energetica (classe A per i forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, classe F per i frigoriferi e i congelatori).
Bonus mobili: detrazione solo su quanto versato nel 2024
Per richiedere il bonus mobili è necessario pagare l’intero importo del mobile entro il 2024 o è possibile detrarre solo l’acconto versato entro l’anno? Ad esempio, per una cucina che mi costa 6.500 euro e di cui pagherò solo 4.000 euro nel 2024, in quanto i lavori di ristrutturazione non vengono terminati entro tale scadenza, è possibile portare in detrazione per 10 anni solo tale importo e poi magari nel 2025 i restanti 1.000 euro, oppure devo pagare tutti i 5.000 euro se non addirittura l’intero importo di 6.500 euro entro l’anno?
Nella risposta fornita il 7 ottobre 2024 su FiscoOggi, si ricorda che il bonus mobili ed elettrodomestici spetta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024. Per gli acquisti effettuati nel 2024 la detrazione del 50% va calcolata, in ogni caso, su un importo massimo di 5.000 euro.
Pertanto, salvo nuove proroghe, le spese sostenute nel 2025 non possono essere portate in detrazione.
Una delle condizioni fondamentali per richiedere il bonus è che l’acquisto dei beni avvenga in data successiva a quella di avvio dei lavori e che non rileva la data in cui termineranno gli interventi di ristrutturazione.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Giusi Rosamilia
Source link









