Vetro, la scelta chiara per 9 italiani su 10: ma sugli scaffali manca


Per 9 italiani su 10 il vetro è il packaging più sicuro e sostenibile. Ma l’offerta resta limitata: forte gap tra preferenze e prodotti disponibili.


23 Luglio 2026 alle 11:41





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Per la grande maggioranza degli italiani il contenitore in vetro è sinonimo di sicurezza e rispetto dell’ambiente. Ma questa preferenza non trova ancora pieno riscontro sugli scaffali dei negozi, dove l’offerta di prodotti confezionati in vetro resta limitata in molte categorie di consumo.

Cosa rivela la ricerca Assovetro-Ipsos Doxa

A fotografare le opinioni dei cittadini è una ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Assovetro, l’associazione che rappresenta l’industria del vetro in Italia. Lo studio è stato presentato nel corso dell’incontro “Vetro: la scelta è chiara. Percezioni, sfide e opportunità del packaging che gli italiani vogliono”.

Dall’indagine emerge che 9 italiani su 10 considerano il vetro più sicuro e sostenibile rispetto ad altri materiali per il confezionamento dei prodotti. Nella valutazione comparativa con alternative come plastica, lattine o altri imballaggi, il vetro risulta vincente in quasi tutti gli ambiti analizzati.

Sicurezza, gusto e ambiente: dove il vetro vince

Uno dei punti di forza più percepiti riguarda la sicurezza per la salute. Il vetro ottiene il 67% di voti di eccellenza tra i consumatori e il 68% tra i responsabili degli acquisti familiari, cioè chi in casa si occupa abitualmente della spesa.


Anche sul fronte della capacità di conservare qualità e sapore dei prodotti, il vantaggio del vetro è ampio: secondo la ricerca, il distacco rispetto agli altri materiali supera i 45 punti percentuali. Questo aspetto è particolarmente rilevante per alimenti e bevande, dove la percezione di freschezza e gusto influenza direttamente le scelte d’acquisto.

Il vetro è promosso anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Nella valutazione dei cittadini, raccoglie tra il 65% e il 67% delle preferenze. Il tema è centrale nel dibattito attuale sul packaging, perché riguarda l’impatto degli imballaggi lungo tutto il ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento.

In questo contesto, è utile ricordare che il vetro è un materiale riciclabile all’infinito senza perdere qualità: una caratteristica che lo rende spesso protagonista delle strategie di economia circolare, sempre più al centro delle politiche ambientali europee e nazionali.

Il paradosso sugli scaffali: forte domanda, offerta limitata

Nonostante l’elevato apprezzamento, la ricerca evidenzia però un divario netto fra ciò che i consumatori vorrebbero trovare e ciò che effettivamente è disponibile in vetro nei punti vendita.

In diverse categorie di prodotti alimentari, la preferenza dichiarata per il vetro è maggiore rispetto alla reale presenza di confezioni in questo materiale sugli scaffali. Il fenomeno riguarda in particolare acqua, yogurt, latte e succhi di frutta.


Per queste tipologie di prodotto, il vetro rappresenta meno del 15% degli acquisti complessivi e, in alcuni casi come latte e yogurt, la quota scende addirittura a meno del 5%. Si crea quindi un gap di domanda insoddisfatta in tutte le categorie esaminate.

“Questa ricerca consegna un messaggio molto chiaro: per gli italiani il vetro non è un materiale del passato, ma una scelta contemporanea, consapevole e di valore”, sottolinea Vitaliano Torno, presidente di Assovetro, evidenziando come la percezione dei cittadini veda nel vetro un materiale moderno e coerente con una maggiore attenzione alla salute e all’ambiente.

Sulla stessa linea, il direttore generale di Assovetro, Walter Da Riz, mette l’accento sullo scarto tra desideri e realtà: “Il dato più rilevante non è soltanto l’apprezzamento del vetro, ma la distanza ancora esistente tra ciò che i cittadini vorrebbero trovare e ciò che oggi trovano realmente”.

Vuoto a rendere: italiani favorevoli, conta anche il portafoglio

La ricerca affronta anche il tema del vuoto a rendere, il sistema in cui il consumatore restituisce il contenitore dopo l’uso, ottenendo in cambio un rimborso o uno sconto. Questo meccanismo, già diffuso in passato soprattutto per le bevande, punta a favorire il riutilizzo degli imballaggi e a ridurre i rifiuti.

L’indagine mostra che l’88% dei cittadini si dichiara favorevole a questa modalità, segno di una buona apertura verso modelli di consumo più circolari, dove il contenitore non è più visto come un semplice rifiuto ma come una risorsa da reimpiegare.


Tra i fattori che incentivano maggiormente l’adozione del vuoto a rendere spicca l’elemento economico. Al primo posto nelle preferenze degli intervistati c’è un rimborso adeguato, indicato in una forchetta tra il 41% e il 45% dei cittadini come leva principale. Seguono la comodità dei punti di raccolta (34%-33%) e la possibilità di ottenere un bonus sulla spesa successiva dello stesso articolo (32%-35%).

Questi dati evidenziano come, accanto alla sensibilità ambientale, convenienza economica e facilità d’uso restino determinanti nel favorire il cambiamento delle abitudini di acquisto.

Perché il packaging in vetro interessa anche l’economia

Il dibattito sul ruolo del vetro nel packaging non è solo ambientale, ma anche economico. Le scelte di imballaggio delle aziende influenzano infatti i costi di produzione, la logistica, il posizionamento di marca e, in ultima analisi, il prezzo finale per il consumatore.

Il fatto che una larga parte di cittadini percepisca il vetro come più sicuro e sostenibile può incidere sulle strategie delle imprese della grande distribuzione e dell’industria alimentare e delle bevande, chiamate a bilanciare preferenze dei consumatori, sostenibilità e sostenibilità economica dei propri modelli produttivi.

Per i lettori, la ricerca Assovetro-Ipsos Doxa offre uno spaccato utile per comprendere meglio come le scelte di packaging non siano un dettaglio estetico, ma un elemento che incrocia salute, ambiente e dinamiche di mercato.


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