Il mercato globale degli avocado sta entrando in una nuova fase. Secondo RaboResearch, sebbene la crescita strutturale dell’offerta continui, il cambiamento climatico, gli sviluppi geopolitici, le interruzioni logistiche e i periodi di eccesso di offerta rendono il mercato sempre più imprevedibile.
L’offerta globale di avocado continua ad aumentare
Negli ultimi quindici anni, i volumi delle esportazioni globali di avocado sono più che quadruplicati, passando da circa 0,73 milioni di tonnellate nel 2010 a 3,8 milioni di tonnellate previsti per il 2029 (Figura 1). Messico e Perù rimangono i principali Paesi esportatori, ma Colombia, Kenya, Spagna, Sudafrica, Marocco e altre origini stanno acquisendo sempre maggiore importanza. Questa diversificazione dell’offerta rende il mercato più resiliente, ma intensifica anche la concorrenza tra le regioni produttrici e mette sotto pressione i prezzi quando più Paesi di origine riforniscono contemporaneamente il mercato europeo.
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Figura 1: Esportazioni globali di avocado, 2010-2029f
Nota: 2025e = stima, 2026-2029f = previsione. Fonte: Trade Map, Comtrade, Dogane, SAAGA, DIAN, Offices des Changes, Eurostat, ODEPA, USDA, RaboResearch 2026
Il mercato europeo dell’avocado continua a crescere ma, per gestire il picco estivo, servono più promozione e una migliore pianificazione
Per l’Europa, il trend di crescita resta positivo. L’Ue-27 è il secondo mercato mondiale per le importazioni di avocado, dopo gli Stati Uniti. Dal 2010, le importazioni europee sono quasi quintuplicate. La disponibilità di avocado nell’Ue ha raggiunto circa 2,24 kg pro capite nel 2025, circa la metà del livello registrato negli Stati Uniti (Figura 2 sottostante). Ciò indica un ulteriore potenziale di crescita, in particolare nei principali mercati di consumo come Germania e Italia. Secondo i calcoli, un consumo annuo aggiuntivo di mezzo avocado per persona (circa 100 g) potrebbe portare a un aumento della domanda dell’Ue a circa 1,47 milioni di tonnellate entro il 2035. Si tratta di un’importante opportunità per i commercianti olandesi, a condizione che la crescita sia distribuita in modo più uniforme nel corso dell’anno.
La concentrazione stagionale continua a rappresentare un collo di bottiglia sul mercato europeo. L’Ue riceve abbondanti volumi di avocado durante i mesi estivi, principalmente a causa del picco di esportazione dal Perù. A luglio 2025, le importazioni nell’Ue hanno superato le 110mila tonnellate, equivalenti a oltre 6,5 milioni di casse da 4 kg a settimana. Durante l’inverno, le importazioni si sono attestate in media intorno ai 4,4 milioni di casse a settimana. Questo squilibrio esercita una pressione sui prezzi durante l’estate. Una volta superato il picco delle esportazioni peruviane, i prezzi spesso recuperano rapidamente, a dimostrazione del fatto che la domanda di fondo rimane sostenuta. Per gli importatori, quindi, la tempistica e le attività promozionali mirate sono importanti quanto i volumi.
Il Sud America resta il motore della crescita, nonostante i rischi legati al meteo
Il Sud America continua a trainare la crescita dell’offerta di avocado in Europa. Nel 2025, la regione ha superato per la prima volta 1 milione di tonnellate di esportazioni di avocado. Perù, Colombia e un Cile in ripresa hanno guidato questa crescita. Il Perù è sulla buona strada per superare potenzialmente 1 milione di tonnellate di esportazioni entro il 2030, sebbene i prezzi bassi e i rischi legati alle condizioni meteo potrebbero rallentare questa crescita. Pur essendo ancora ben lontana dal Perù, la Colombia continua a espandersi rapidamente, con esportazioni stimate intorno alle 190mila tonnellate nel 2025/26, in aumento del 16% rispetto alla stagione precedente. Il Cile ha registrato il volume di esportazioni più elevato delle ultime sedici stagioni, sostenuto dalla ripresa dopo anni di carenza idrica. Anche il Brasile si sta espandendo rapidamente, con esportazioni previste a 40.000 tonnellate nel 2026, circa il 60% in più rispetto al 2025.
Allo stesso tempo, El Niño sta rendendo meno prevedibile l’offerta sudamericana. In Perù, condizioni più calde e umide stanno aumentando il rischio di pressione delle malattie, cascola dei frutti, problemi qualitativi e variazioni nei calibri. La Colombia potrebbe registrare condizioni più calde e secche durante i periodi critici di fioritura, il che potrebbe influire sulle rese e sulla classificazione commerciale dei frutti. Per gli importatori olandesi, ciò significa doversi preparare a una maggiore variabilità in termini di qualità, calibro e disponibilità, anche se i volumi complessivi della regione continuano ad aumentare.

Gli avocado africani guadagnano terreno nonostante la fragilità della filiera
Nel frattempo, l’Africa si sta evolvendo da regione di approvvigionamento complementare a pilastro strategico per la diversificazione del rischio. Le esportazioni africane di avocado hanno raggiunto circa 450mila tonnellate nel 2025, con un aumento del 16% rispetto al 2024. Kenya, Marocco e Sudafrica rimangono fornitori chiave, mentre esportatori emergenti come Tanzania e Burundi stanno acquisendo un’importanza sempre maggiore (Figura 5, sopra a destra). Anche le finestre di esportazione si stanno ampliando. Di norma, le spedizioni africane raggiungevano il picco a marzo e aprile ma, a partire dal 2022, l’attività di esportazione tra settembre e febbraio è aumentata significativamente, soprattutto grazie a Marocco, Burundi e altri Paesi produttori. Questo aspetto è particolarmente rilevante per gli importatori olandesi che puntano a rafforzare gli approvvigionamenti per il mercato europeo invernale.
Ciononostante, il settore africano dell’avocado rimane vulnerabile. La regione dipende fortemente dalle esportazioni verso i mercati esteri ed è molto esposta alle interruzioni logistiche. Le crisi che hanno interessato il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz hanno comportato un aumento sia dei costi sia dell’incertezza. L’Europa rimane di gran lunga il principale mercato d’esportazione per gli avocado africani, rappresentando in media l’82% del valore delle esportazioni negli ultimi cinque anni, sebbene siano aumentate anche le esportazioni verso India, Cina e Medio Oriente.
Le tensioni geopolitiche stanno esercitando pressione su costi, rotte e flussi di mercato
Gli sviluppi geopolitici aggiungono un ulteriore livello di incertezza. I conflitti, come quello recente in Medio Oriente, spesso comportano un aumento dei costi di energia, fertilizzanti, prodotti fitosanitari, imballaggi e trasporti. In Perù, i prezzi dei fertilizzanti e dei prodotti fitosanitari importati erano superiori del 18% a maggio 2026, rispetto a febbraio. RaboResearch prevede che i maggiori costi di produzione determineranno un aumento dei costi di produzione dell’avocado di circa il 4% rispetto all’anno precedente, a seconda dell’utilizzo di fertilizzanti, prodotti fitosanitari e gasolio. Più avanti lungo la catena di approvvigionamento, si aggiungono ulteriori costi per il trasporto e i materiali di imballaggio. Il recente conflitto in Medio Oriente ha inoltre reso più difficile raggiungere la regione come mercato di esportazione.
Sebbene la regione del Golfo (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) rappresenti meno dell’1% delle importazioni globali di avocado, conflitti come quello recente hanno interrotto i flussi commerciali. Di conseguenza, la Tanzania, ad esempio, ha reindirizzato una quota maggiore delle esportazioni di avocado verso l’India, determinando un aumento troppo rapido dell’offerta sul mercato indiano e una conseguente pressione al ribasso sui prezzi.
Conclusione
Il mercato globale dell’avocado continua a espandersi, anche in Europa. Tuttavia, le aziende devono prepararsi a una maggiore incertezza in termini di volumi, qualità, costi e prezzi. Ciò richiede investimenti non solo nella crescita, ma anche nella gestione del rischio, nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nella pianificazione del mercato, nelle attività promozionali e nella flessibilità della filiera.
Fonte: RaboResearch
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