BIM Sustainability Analysis: BIM e valutazione ambientale



Se ti stai chiedendo se si possa essere tecnologicamente e digitalmente avanzati e allo stesso tempo ecosostenibili, la risposta è sì e la spiegazione sta nel BIM per l’ecosostenibilità.

La BIM Sustainability Analysis è l’applicazione della metodologia BIM al processo di valutazione ambientale del progetto. In termini operativi, si tratta di un processo che utilizza i dati geometrici, quantitativi e informativi del modello BIM per valutare le prestazioni ambientali di un edificio e, quando integrato con il Life Cycle Assessment (LCA), consente di stimare gli impatti associati ai materiali, alla costruzione, all’uso, alla manutenzione e al fine vita dell’opera.

In un precedente articolo abbiamo parlato dei vari BIM uses, tra cui vi è anche la valutazione della sostenibilità ambientale del progetto, altrimenti detta Sustainability Analysis.

In questo articolo approfondiremo insieme proprio questo specifico uso del BIM, ovvero la sua importanza in uno degli aspetti cardine di una buona progettazione: la sostenibilità ambientale.


Qual è il rapporto tra la sostenibilità e il settore delle costruzioni?

È ormai noto che quello delle costruzioni è un settore fortemente energivoro, responsabile del 36% dei consumi energetici e del 39% delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Il settore AEC deve ancora fare uno sforzo e potenziare il suo approccio green per ridurre l’impatto negativo che ha sulla Terra e migliorare la sostenibilità dei propri progetti.

Il concetto di sostenibilità abbraccia infatti più ambiti della sfera progettuale e va perseguito analizzando e migliorando le ricadute degli interventi sul piano economico, sociale e ambientale. Tale analisi non deve essere limitata al momento della realizzazione degli interventi ma deve essere realizzata anche durante la vita utile degli interventi stessi e durante la loro dismissione.

Cercare la sostenibilità nel settore delle costruzioni vuol dire raggiungere un equilibrio tra i requisiti negli ambiti appena citati (economico, sociale ed ambientale) e vuol dire farlo nei diversi momenti del ciclo di vita dell’asset.

Nonostante la situazione attuale non sia delle più rosee e il quadro normativo non sia ancora definito, la progettazione si sta muovendo sempre di più verso una direzione green, alla ricerca di un dialogo tra uomo e natura. Ma la sostenibilità in edilizia, intesa come rispetto di specifici standard ambientali, deve cercare di seguire un approccio integrato e olistico.

Proprio il termine “integrato” ci suggerisce il potenziale valore aggiunto che il BIM, in quanto processo di progettazione integrato, può apportare alla sostenibilità dei progetti nel settore AEC.


Cosa si intende per analisi della sostenibilità BIM-based?

Per BIM Sustainability Analysis si intende l’applicazione della metodologia BIM al processo di valutazione ambientale del progetto, secondo il sistema di classificazione LEED o altri criteri di sostenibilità.

Quanto più il processo progettuale è “informatizzato” tanto più si riesce a seguire la strada “green”.

Gestione sostenibile delle informazioni - BIM Sustainability Analysis

Gestione sostenibile delle informazioni

In altre parole, per progettare in un’ottica di sostenibilità ambientale è necessario gestire una mole di informazioni considerevole riguardante i dati che derivano dalle scelte che si operano e relativi ad impatti ambientali, economici e sociali.


È chiaro che gestire in modo consapevole tutte le informazioni riferite alla sostenibilità dei vari interventi attraverso un processo progettuale tradizionale, non è assolutamente facile.

Al contrario il BIM rappresenta per definizione un processo progettuale integrato, grazie al quale si produce un modello BIM ricco di informazioni che possono essere facilmente gestite in maniera:

  • integrata;
  • intelligente;
  • interoperabile;
  • multidisciplinare.

La BIM Sustainability Analysis permette quindi di gestire in maniera integrata un sistema complesso di informazioni riferito ai differenti sistemi tecnologici e relativo alle varie fasi del ciclo di vita del bene.

Che rapporto c’è tra la BIM Sustainability Analysis e il Life Cycle Assessment (LCA)?

Il Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia analitica e sistematica che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio, o nel nostro caso di un asset, lungo il suo intero ciclo di vita, dalla fase di produzione dei materiali, alla installazione e messa in opera, fino alla dismissione.

Life Cycle Assessment - BIM Sustainability AnalysisLife Cycle Assessment - BIM Sustainability Analysis


Life Cycle Assessment

Se immaginiamo di effettuare questa valutazione integrando la metodologia BIM non è difficile immaginare come sia più facile e potente la gestione della variegata mole di dati legata alla valutazione di impatto ambientale attraverso LCA.

Il binomio BIM-LCA ci permette di fornire in fase progettuale informazioni sulla sostenibilità di tutte le scelte progettuali operate e riguardanti le varie fasi del ciclo di vita del bene.

Il punto risiede proprio nella complessità e nella quantità di dati e informazioni che è necessario gestire in fase di valutazione della sostenibilità ambientale e di come il BIM sia in grado di farlo in modo efficace e relativamente semplice.
Analizzando più nel dettaglio la procedura LCA, regolata dalle ISO 14040 (2006), vediamo come essa si articoli in quattro fasi:

  1. Goal and scope definition: definizione del prodotto, della sua applicazione e delle ipotesi per lo studio LCA;
  2. Inventory analysis: definizione di un diagramma di flusso che descrive l’intero ciclo di vita del prodotto;
  3. Life cycle impact assessment: valutazione dell’impatto sull’ambiente;
  4. Interpretation of the results: valutazione delle fasi del ciclo di vita o dei componenti che determinano un contributo maggiore in termini di impatto sull’ambiente.

È evidente come, nel settore AEC, la mole di dati da gestire sia estremamente alta, perché derivante dall’utilizzo di differenti tipi di materiale, sistemi, impianti ecc. Le potenzialità del BIM di archiviare e gestire informazioni anche in grandi quantità e relative alle varie fasi del ciclo di vita, offrono la possibilità di supportare il processo decisionale della progettazione, perseguendo un approccio life cycle che integri nei modelli BIM informazioni relative agli impatti ambientali dei singoli componenti.


In questo modo il team di progetto riesce a valutare appieno l’impatto ambientale di un edificio in tutto il ciclo di vita, dalla produzione dei materiali, passando per l’installazione e messa in opera fino alla dismissione.

La BIM Sustainability Analysis consente dunque di potenziare le performance dell’asset durante tutte le fasi del suo ciclo vita in quanto ogni aspetto (impiantistico, illuminotecnico, energetico ecc.) viene valutato in modo consapevole sulla base di un fitto sistema di dati relazionati che consentono al team di lavoro di virare su scelte sostenibili.

Ciclo vita edificio analisi LCA BIMCiclo vita edificio analisi LCA BIM

Ciclo vita edificio analisi LCA BIM

Qual è il valore potenziale dato dall’applicazione BIM nella Sustainability Analysis?

I possibili valori aggiunti che si avrebbero dall’applicazione del BIM nella analisi della sostenibilità sono molteplici e da non sottovalutare.


L’introduzione nel proprio progetto di questo specifico BIM use:

  • facilita l’interazione, la collaborazione e il coordinamento dei membri del team a partire già dalle prime fasi del processo progettuale e questo a sua volta facilita la realizzazione di progetti sostenibili;
  • consente una valutazione tempestiva e affidabile delle alternative progettuali al fine di propendere per scelte più sostenibili;
  • rende disponibili, già in fase di progettazione, informazioni “critiche” che aiutano la risoluzione di eventuali conflitti in modo efficiente in termini economici e ambientali;
  • abbrevia il processo di progettazione sostenibile;
  • garantisce una migliore qualità del progetto e ottimizza le prestazioni energetiche dell’edificio.

Al contrario, le risorse e le competenze necessarie per poterlo implementare sono:

  • dimestichezza con i software di BIM authoring e i software di monitoraggio dei criteri di valutazione della sostenibilità;
  • abilità di modellazione 3D;
  • conoscenza di criteri di valutazione della sostenibilità aggiornati;
  • capacità di organizzazione e gestione di database informativi.

L’integrazione BIM-LCA richiede modelli informativi strutturati, dati ambientali affidabili e competenze specialistiche. Tuttavia, quando il flusso di lavoro è correttamente organizzato, può automatizzare parte delle elaborazioni e rendere più rapido il confronto tra le alternative progettuali.

Come il BIM facilita l’analisi della sostenibilità?

Il BIM facilita l’analisi della sostenibilità in molti modi diversi.

Per prima cosa, tramite la metodologia BIM, è possibile raccogliere i dati e le informazioni man mano che il processo di progettazione va avanti, consentendo ai progettisti di iniziare ad analizzare le prestazioni di un edificio fin dall’inizio.


È possibile associare agli oggetti informazioni relative al contenuto di materiale riciclato, al potenziale riutilizzo dei componenti, alla provenienza dei prodotti e agli scenari di fine vita. Questi dati non sono però determinati automaticamente dal BIM: devono essere inseriti, importati o collegati a fonti informative attendibili.

È inoltre possibile utilizzare strumenti di simulazione per valutare le prestazioni energetiche, l’illuminazione naturale, il comfort e il possibile contributo delle fonti rinnovabili in uno specifico contesto.

L’analisi dei modelli tridimensionali e la collaborazione tra i diversi stakeholder aiutano a sviluppare un progetto più consapevole dal punto di vista ambientale.

L’analisi energetica e l’LCA devono però essere considerate attività differenti e complementari. La prima valuta soprattutto il comportamento energetico dell’edificio durante l’uso; la seconda considera una gamma più ampia di impatti e può includere anche materiali, costruzione, manutenzione e fine vita.

Il green BIM può quindi offrire un contributo importante alla transizione verso un ambiente costruito più sostenibile, mettendo a disposizione dei progettisti dati utili per valutare le conseguenze delle proprie decisioni.


BIM e LCA: esempio applicativo di analisi della sostenibilità

Un esempio applicativo di BIM Sustainability Analysis riguarda l’utilizzo di usBIM.sustainability per valutare gli impatti ambientali ed economici di due alternative costruttive previste nell’ambito di un intervento migliorativo sul quartier generale ACCA.

Il caso studio è stato sviluppato su un edificio direzionale moderno, progettato in armonia con l’ambiente circostante e con particolare attenzione all’efficienza energetica, al benessere delle persone e alla qualità degli spazi di lavoro.

Il complesso presenta una superficie complessiva di circa 30.000 m² ed è articolato in quattro blocchi distribuiti su due livelli, nei quali lavorano oltre 250 collaboratori.

L’obiettivo dell’analisi era confrontare in modo chiaro, misurabile e verificabile due alternative progettuali, valutandone sia gli impatti ambientali attraverso il Life Cycle Assessment (LCA) sia gli impatti economici mediante il Life Cycle Costing (LCC).

I risultati ottenuti hanno supportato la scelta dei materiali e dei prodotti da costruzione da impiegare nell’intervento, consentendo al team di progetto di analizzare i dati attraverso dashboard interattive e di individuare le soluzioni più vantaggiose sotto il profilo ambientale ed economico.


Le fonti del processo: modello Edificius, computo PriMus IFC ed EPD

Il workflow di usBIM.sustainability è stato costruito a partire da tre fonti di dati già presenti nella pratica progettuale:

  • il modello BIM dell’edificio, realizzato con Edificius ed esportato in formato IFC;
  • il computo metrico estimativo, prodotto e collegato al modello mediante PriMus IFC;
  • le Environmental Product Declaration (EPD) dei materiali e dei prodotti da costruzione.

La prima fonte è rappresentata dal modello BIM sviluppato in Edificius. Il modello contiene le informazioni geometriche, fisiche, funzionali e prestazionali del manufatto architettonico.

Una volta esportato in formato IFC, il modello rappresenta la restituzione digitale dell’edificio, ma nella fase iniziale non contiene ancora i valori relativi agli impatti ambientali e ai costi del ciclo di vita. Questi parametri vengono successivamente calcolati attraverso usBIM.sustainability e associati agli elementi del modello.

La seconda fonte è costituita dal computo metrico estimativo, generato dinamicamente a partire dal modello IFC mediante PriMus IFC.

Gli oggetti BIM vengono collegati alle righe di misurazione e alle voci di elenco prezzi. Queste ultime contengono il dettaglio delle risorse necessarie alla realizzazione delle singole lavorazioni, compresi materiali, mezzi d’opera e manodopera.


Questo collegamento consente di ottenere una granularità informativa più elevata senza obbligare il progettista a modellare esplicitamente ogni singola risorsa all’interno del modello BIM. Le informazioni di dettaglio possono infatti essere ricavate dalle analisi dei prezzi associate alle lavorazioni.

La terza fonte era costituita dalle EPD dei prodotti oggetto di valutazione. Le dichiarazioni ambientali contenevano i dati tecnici e gli indicatori relativi agli impatti generati dai prodotti durante le diverse fasi del ciclo di vita.

Workflow openBIM per analisi sostenibileWorkflow openBIM per analisi sostenibile

Workflow openBIM per analisi sostenibile

L’integrazione dei dati con openBIM, Business Intelligence e intelligenza artificiale

Il principale elemento innovativo di usBIM.sustainability consiste nella capacità di estrarre, collegare e aggregare dati provenienti da fonti eterogenee.


Il modello IFC, il computo metrico estimativo e le EPD vengono raccolti all’interno di un Common Data Environment (CDE), cioè un ambiente di condivisione dei dati nel quale sono organizzati i documenti e i file necessari all’analisi.

La piattaforma utilizza tecnologie di Business Intelligence e intelligenza artificiale per trasformare le informazioni provenienti dalle diverse fonti in un dataset relazionale strutturato secondo criteri openBIM.

Per costruire questo dataset è necessario eseguire specifiche operazioni di join, attraverso le quali i dati appartenenti a sistemi differenti vengono collegati mediante campi comuni.

Il collegamento tra il modello IFC e il computo metrico estimativo viene effettuato utilizzando il GlobalId, l’identificativo univoco attribuito a ciascun oggetto nello schema IFC.

Grazie al GlobalId, il sistema può mettere in relazione ogni elemento del modello con le corrispondenti righe di misurazione, lavorazioni e risorse presenti nel computo.


Il collegamento tra il computo metrico e le dichiarazioni ambientali di prodotto viene invece supportato dall’intelligenza artificiale.

Le tecnologie di riconoscimento semantico analizzano le descrizioni delle lavorazioni, dei materiali e dei prodotti presenti nelle analisi dei prezzi e ricercano le corrispondenze con le informazioni contenute nelle EPD.

In questo modo i valori ambientali delle dichiarazioni di prodotto possono confluire nel dataset insieme alle quantità ricavate dal modello e ai dati economici del computo.

L’associazione proposta dall’intelligenza artificiale deve comunque essere verificata dal tecnico, soprattutto quando le descrizioni sono generiche, quando mancano informazioni specifiche o quando più prodotti presentano caratteristiche simili.

Il risultato è un unico dataset nel quale ogni oggetto BIM può essere messo in relazione con:


  • le proprie caratteristiche geometriche e informative;
  • le quantità delle lavorazioni;
  • le risorse impiegate;
  • i costi;
  • i dati ambientali dei materiali;
  • gli indicatori necessari alle analisi LCA e LCC.

Il calcolo degli impatti LCA e LCC

Una volta costruito il dataset, usBIM.sustainability applica le logiche di Business Intelligence per elaborare i dati ed eseguire le query analitiche necessarie al calcolo degli impatti.

Il sistema può analizzare anche grandi quantità di informazioni e restituire valori ambientali ed economici riferiti ai singoli materiali, agli elementi costruttivi, alle lavorazioni o all’intero edificio.

Tra i dati calcolati e aggregati rientrano:

  • i costi delle lavorazioni e dei materiali;
  • le emissioni espresse in CO₂ equivalente;
  • gli indicatori ambientali contenuti nelle EPD;
  • le quantità di materiali riciclabili e non riciclabili;
  • gli impatti associati ai diversi componenti dell’edificio;
  • i risultati complessivi delle alternative progettuali;
  • i costi riferiti alle diverse fasi del ciclo di vita.

La disponibilità integrata di dati LCA e LCC consente di evitare che la valutazione ambientale e quella economica vengano condotte attraverso processi separati e non coordinati.

Il team può così verificare se una soluzione caratterizzata da un impatto ambientale inferiore comporti costi più elevati o più bassi lungo il ciclo di vita e confrontare le alternative attraverso criteri omogenei.


Le dashboard per confrontare costi, emissioni e alternative

I risultati elaborati da usBIM.sustainability vengono raccolti in dashboard interattive, progettate per rendere leggibili e navigabili i dati ambientali ed economici.

Attraverso le dashboard è possibile:

  • confrontare più scenari progettuali;
  • analizzare costi ed emissioni di CO₂ equivalente;
  • selezionare specifici indicatori ambientali;
  • filtrare i risultati per materiale, prodotto o lavorazione;
  • aggregare o disaggregare i dati a differenti livelli;
  • visualizzare le relazioni tra quantità, costi e impatti;
  • navigare il modello tridimensionale dell’edificio;
  • individuare gli elementi che incidono maggiormente sui risultati;
  • distinguere i materiali riciclabili da quelli non riciclabili;
  • estendere le valutazioni dalla scala dell’elemento a quella dell’intero edificio o del territorio.

Il principale vantaggio operativo delle dashboard consiste nella possibilità di passare dal valore complessivo al singolo oggetto BIM.

Il progettista può osservare, per esempio, le emissioni totali associate a una determinata alternativa e successivamente risalire agli elementi, ai materiali o alle lavorazioni che contribuiscono maggiormente al risultato.

La navigazione tridimensionale consente inoltre di selezionare direttamente un elemento del modello, come un isolante o un componente dell’involucro, e di consultarne i valori ambientali, economici e di riciclabilità.


Questa modalità di consultazione rende più semplice individuare le criticità e verificare gli effetti di una sostituzione di materiale o di una modifica progettuale prima della realizzazione dell’intervento.

Le dashboard non rappresentano quindi soltanto uno strumento di visualizzazione, ma costituiscono un supporto al processo decisionale basato su dati misurabili e confrontabili.

L’arricchimento del modello IFC 4.3 con i risultati ambientali ed economici

Dopo il calcolo, i risultati delle analisi LCA e LCC vengono riportati nel modello IFC sotto forma di proprietà associate agli oggetti.

Il modello non viene quindi utilizzato esclusivamente come fonte per estrarre geometrie e quantità, ma diventa un contenitore digitale centralizzato nel quale confluiscono dati:

  • geometrici;
  • fisici;
  • funzionali;
  • prestazionali;
  • economici;
  • ambientali;
  • relativi alla riciclabilità e alla circolarità dei materiali.

Per indicatori specifici, come la CO equivalente, usBIM.sustainability può generare proprietà coerenti con le strutture informative previste dallo schema IFC 4.3, associando i risultati agli elementi interessati.


La restituzione dei dati nel modello richiede una definizione preventiva dei requisiti informativi e una corretta mappatura tra gli indicatori calcolati e le proprietà IFC.

Non tutti i valori possono essere considerati automaticamente standardizzati: è necessario stabilire quali proprietà utilizzare, con quali unità di misura e secondo quali regole associare i dati agli oggetti.

Una volta effettuata questa configurazione, il modello IFC arricchito può essere riutilizzato nelle successive fasi progettuali, nelle attività di controllo o in ulteriori valutazioni riferite all’edificio.

Il dato calcolato non rimane quindi isolato nella piattaforma di analisi, ma viene restituito all’interno del processo informativo openBIM.

La validazione con IDS e buildingSMART Data Dictionary

L’ultima fase del workflow riguarda la verifica della qualità e della completezza delle informazioni introdotte nel modello IFC.


La validazione viene eseguita attraverso un processo basato sull’Information Delivery Specification (IDS), lo standard utilizzato per definire in forma interpretabile dal computer i requisiti informativi che gli oggetti del modello devono rispettare.

Per il caso studio è stato predisposto un documento IDS contenente le specifiche informative necessarie alle analisi LCA e LCC.

Il documento comprendeva circa 20 specifiche informative e oltre 100 requisiti da controllare sugli oggetti BIM.

I requisiti riguardavano, tra gli altri aspetti:

  • la presenza dei dati ambientali;
  • i valori economici;
  • gli indicatori richiesti per le analisi;
  • le informazioni sulla riciclabilità;
  • le proprietà relative alla circolarità;
  • i riferimenti alle fonti dei dati;
  • la corretta associazione delle proprietà agli elementi.

Per estendere il contenuto informativo del modello sono stati inoltre utilizzati concetti e proprietà condivisi attraverso il buildingSMART Data Dictionary (bSDD).


Il bSDD consente di definire e utilizzare termini, classificazioni e proprietà comuni, riducendo le ambiguità nella descrizione delle informazioni.

La classificazione impiegata nel caso studio comprendeva più di 20 proprietà ed era collegata ai risultati del progetto di ricerca Recycle BIM, dedicato allo sviluppo di strumenti digitali e strategie basate sui dati per migliorare la circolarità dei materiali da costruzione.

Il controllo IDS verifica che le informazioni richieste siano presenti, correttamente strutturate e associate agli oggetti previsti.

La validazione non certifica invece, da sola, la correttezza scientifica dei risultati LCA o la rappresentatività delle EPD utilizzate. Questi aspetti devono essere verificati separatamente dal tecnico responsabile dell’analisi.

Validazione e arricchimento del modello IFCValidazione e arricchimento del modello IFC


Validazione e arricchimento del modello IFC

I risultati ottenuti applicando usBIM.sustainability al quartier generale ACCA

L’applicazione di usBIM.sustainability al quartier generale ACCA ha permesso di confrontare le alternative costruttive attraverso dati ambientali ed economici omogenei, tracciabili e consultabili all’interno di un unico workflow.

Il processo ha consentito di:

  • riutilizzare le informazioni già presenti nel Common Data Environment;
  • collegare il modello IFC, il computo metrico e le EPD;
  • ridurre la duplicazione delle fonti;
  • limitare le elaborazioni manuali;
  • diminuire il rischio di errori nella trascrizione e nell’aggregazione dei dati;
  • analizzare congiuntamente quantità, costi e impatti ambientali;
  • individuare i materiali e gli elementi maggiormente incidenti;
  • confrontare le alternative progettuali su basi quantitative;
  • visualizzare i risultati mediante dashboard interattive;
  • aggiornare il contenuto informativo del modello IFC;
  • verificare automaticamente la presenza dei requisiti mediante IDS.

Il caso studio mostra come l’integrazione tra openBIM, usBIM.sustainability, Business Intelligence e intelligenza artificiale possa trasformare dati frammentati e distribuiti tra differenti applicazioni in informazioni utili alle decisioni progettuali.

Il valore del processo non risiede soltanto nel calcolo di un indicatore ambientale o economico complessivo. La possibilità di risalire dal risultato al singolo elemento permette infatti di comprendere quali materiali, prodotti o lavorazioni determinino gli impatti più rilevanti.


In questo modo il team può confrontare tempestivamente più soluzioni, verificare le conseguenze delle proprie scelte e aggiornare l’analisi durante l’evoluzione del progetto.

Un workflow di questo tipo richiede modelli IFC coerenti, computi strutturati, EPD pertinenti, classificazioni condivise e regole affidabili per collegare le diverse fonti.

Quando tali condizioni vengono rispettate, usBIM.sustainability e gli standard openBIM consentono di rendere le analisi LCA e LCC più integrate, tracciabili e aggiornabili, trasformando il modello informativo in una base dati utilizzabile per nuove valutazioni e successive fasi del ciclo di vita dell’opera.

Perché integrare BIM e LCA nelle scelte progettuali?

L’integrazione tra BIM e LCA consente di trasformare i dati già prodotti durante la progettazione in informazioni utili per valutare e confrontare le prestazioni ambientali delle diverse soluzioni. Il BIM non sostituisce la metodologia LCA e non rende automaticamente sostenibile un edificio, ma permette di organizzare quantità, materiali, caratteristiche tecniche e informazioni economiche all’interno di un processo più strutturato, tracciabile e aggiornabile.

Come mostra il caso studio, il collegamento tra modello IFC, computo metrico estimativo ed EPD può supportare il calcolo degli impatti, la lettura dei risultati mediante dashboard e l’arricchimento informativo degli oggetti BIM. Il progettista può così individuare i componenti più impattanti, confrontare alternative costruttive e verificare le conseguenze delle proprie decisioni prima della realizzazione dell’opera.


Per ottenere risultati attendibili restano essenziali la qualità del modello, la corretta definizione dei confini dell’analisi, l’affidabilità dei dati ambientali e la verifica delle associazioni tra elementi BIM e dataset LCA.

La BIM Sustainability Analysis rappresenta quindi un supporto concreto al processo decisionale: rende le valutazioni ambientali più integrate con la progettazione e aiuta il team a orientare le scelte verso soluzioni misurabili, verificabili e potenzialmente più sostenibili. Per rendere più strutturata e tracciabile la gestione dei dati che alimentano queste valutazioni, è possibile utilizzare un Common Data Environment in cui centralizzare modelli IFC, documenti e informazioni di progetto. Scopri come usBIM.platform supporta la condivisione e la gestione collaborativa dei dati nei processi BIM.

FAQ sulla BIM Sustainability Analysis

Quali dati BIM servono per effettuare un’analisi LCA?

Servono principalmente dati relativi a quantità, materiali, stratigrafie, componenti, vita utile e scenari di sostituzione. A questi devono essere associati dati ambientali provenienti da EPD o database LCA.

BIM e LCA sono la stessa cosa?

No. Il BIM è una metodologia per la gestione informativa dell’opera, mentre l’LCA è un metodo di valutazione degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita. Il BIM può fornire e organizzare parte dei dati necessari all’LCA.

Qual è la differenza tra analisi LCA e analisi energetica?

L’analisi energetica valuta soprattutto consumi e prestazioni durante la fase d’uso. L’LCA considera anche gli impatti associati a materiali, produzione, costruzione, manutenzione e fine vita.


L’analisi LCA si aggiorna automaticamente quando cambia il modello BIM?

Non sempre. L’aggiornamento può essere parzialmente automatizzato, ma dipende dalla qualità del modello, dalla corretta associazione tra oggetti e dataset e dall’interoperabilità tra i software utilizzati.

Quali sono i principali vantaggi dell’integrazione BIM-LCA?

I vantaggi principali sono la gestione strutturata delle quantità, la tracciabilità dei dati, la rapidità nel confronto tra varianti e la possibilità di anticipare le valutazioni ambientali alle prime fasi del progetto.


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 Cristina Fratello

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