Londra, 20 luglio 2026 – È arrivato il giorno della svolta in Gran Bretagna, oggi il 56enne Andy Burnham si insedierà ufficialmente a Downing Street. L’ex ex sindaco di Manchester – eletto venerdì scorso nuovo leader del Partito Laburista – subentra anche nel ruolo di primo ministro all’impopolare Keir Starmer, dimissionario da giugno.
Tutto è pronto per il cambio della guardia: è altissima l’attesa per il suo discorso d’insediamento davanti al popolare portoncino di Number 10, previsto a metà giornata e anticipato in parte ai media.
Starmer, come riporta l’emittente Bbc, farà il suo discorso di commiato alle 12 (le 11 in Gram Bretagna), poi presenterà le sue dimissioni a Re Carlo III, che subito dopo riceverà Burnham per il passaggio di consegne, affidandogli l’incarico di formare il nuovo governo. Dopodiché, l’ex sindaco di Manchester si insedierà al n. 10 di Downing Street, dove terrà a sua volta un discorso alla Nazione.
Cosa succede oggi: il ruolo di Re Carlo III
Secondo il rito istituzionale tradizionale, il 63enne Keir Starmer – alle prese con gli scatoloni del trasloco da tre giorni – lascerà definitivamente con la famiglia la residenza di Downing Street in tarda mattinata, dopo un breve saluto alla nazione, per formalizzare le sue dimissioni a Buckingham Palace nelle mani di re Carlo III, in veste di capo dello Stato.
Sarà il sovrano a ‘suggerire’ poi di designare Burnham, in quanto nuovo leader del partito di maggioranza in Parlamento, cosa che scatterà automaticamente: l’ex sindaco di Manchester risulta, in effetti, già convocato a palazzo una mezz’ora dopo.
Quindi Burnham, omaggiato il re, si sposterà a Number 10 con moglie e figli, terrà il suo discorso davanti all’ingresso e inizierà infine a rendere nota la composizione del governo, a partire dai ministri più importanti, già nel pomeriggio.
Burnham è il quarto primo ministro dell’era Carlo III: Starmer e Burnham sono stati preceduti dai conservatori Rishi Sunak e Liz Truss.
Burnham corona un sogno: aveva già tentato due volte la scalata a Downing Street
Esponente della sinistra moderata del partito, Burnham ha coronato un sogno: aveva già tentato due volte la scalata al governo britannico, candidandosi prima nel 2010 e poi nel 2015. Non ha mai vinto, ma durante il premierato di Gordon Brown ha lavorato all’interno dell’eecutivo con incarichi ministeriali alla Salute (2009-2010), Cultura media e sport (2008-2009) ed è stato Capo Segretario al Tesoro dal 2007 al 2008.
La nuova linea di governo
La nuova linea di governo di Burnham sarà, ovviamente, in discontinuità col lavoro di Starmer. Venerdì, dal palco della convention laburista aveva già tracciato qualche traiettoria: dalle riforme dell’assistenza sociale e del sistema educativo alla reindustrializzazione del Paese. “Il mio piano è riportare la speranza”, ha detto alla base subito dopo la nomina a leader del partito, guadagnandosi una standing ovation.
Fra le sue priorità, quella di “dare respiro” ai tanti britannici in affanno per “il costo della vita” e d’introdurre misure tali da portare risultati “tangibili” in tempi rapidi alla gente comune. Oltre alla promessa, comune a tutti i predecessori recenti, di ripristinare “la fiducia nella politica” sull’isola: non senza riconoscersi “acutamente consapevole” d’essere il settimo primo ministro in 10 anni in un Paese dove la stabilità di governo del passato appare un ricordo. Ancor di più dopo la Brexit.
Stop ai contratti con le big tech
Fra le sue prime iniziative fatte trapelare alla stampa, figurano l’immediata revoca del controverso piano di Starmer per l’introduzione di una carta d’identità digitale obbligatoria e un atteggiamento più ostile ai contratti pubblici con alcuni giganti dell’hi-tech come Palantir, un’azienda statunitense specializzata nell’analisi dei big data e nell’intelligenza artificiale per la difesa e non solo.
La conferma arriva dalla vicepremier in pectore, Lucy Powell, che in un’intervista alla Bbc spiega come questa misura miri a venire incontro ai sentimenti della gente e a risparmiare “non poco denaro pubblico”, ma sarà “solo un piccolo esempio della volontà di rivedere le priorità” rispetto all’eredità generale di Keir Starmer.
I primi passi: dal viceministro all’IA alle trivellazioni nel Mare del Nord
Tra i primi atti firmati da Burnham, ci sarà anche la nomina di un viceministro ad hoc per lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Nonché misure sociali sul caro bollette e di rilancio del controllo pubblico su alcuni servizi essenziali – in una chiave apparentemente più progressista rispetto al suo predecessore – ma anche il via libera a nuove licenze di trivellazione di petrolio e gas nel Mare del Nord.
Iniziativa osteggiata dalla sinistra ecologista in nome degli impegni sul clima, quanto benvista da vari sindacati. Ed elogiata dal presidente Usa, Donald Trump, che da mesi rivendicava d’averla sollecitata invano a Starmer.
Le promesse del “manifesto elettorale”
Il messaggio è quello di un passaggio di consegne non esclusivamente d’immagine alla guida del Labour e dell’esecutivo. Il ‘Re del Nord‘ – come è stato soprannominato per la sua grande popolarità e capacità di incassate voti nell’area della Greater Manchester, di cui è stato sindaco dal 2017 al 2026 – intende rispettare “il manifesto elettorale” con cui il Labour ha vinto le elezioni del 2024.
Lo ha sottolineato Lucy Powell, esponente come Burnham della corrente della ‘soft left’, eletta l’anno scorso vice leader del partito dalla base contro la candidatura di una fedelissima di Starmer, la ministra dell’Istruzione uscente, Bridget Phillipson.
Il patto è di interpretare il mandato elettorale in modo “più audace e più ambizioso”, rilanciando punti che sir Keir ha accantonato nei suoi due anni al potere, fra una marcia indietro e l’altra, ed eliminando invece aggiunte non previste: come, appunto, l’id digitale obbligatorio.
Ripensamento che si somma a una possibile svolta ostile più generale di Andy sui contratti pubblici per la raccolta di dati – in settori strategici quali la sanità pubblica o la difesa – a controversi colossi tecnologici come Palantir. Colossi che erano stati accolti invece a braccia aperte da Starmer.
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