Recensione BenQ TK705i: proiettore per film e console in salotto


Il BenQ TK705i è un proiettore 4K HDR a tiro corto pensato per il salotto, dove l’obiettivo non è più ricreare la sala buia dell’home cinema puro, ma portare cinema, streaming e gaming in un ambiente domestico normale, spesso non completamente oscurato. La scelta di una sorgente 4LED al posto della tradizionale lampada, unita a una luminosità dichiarata di 3.000 lumen ANSI e alla piattaforma Google TV integrata, lo colloca nella fascia media medio-alta della categoria, con un prezzo di circa 1300-1400 euro. È un prodotto che tenta di parlare a due pubblici diversi, gli appassionati di film e i giocatori console. Vediamo se questo doppio bersaglio viene centrato o se qualcosa resta a metà.

La recensione in un minuto

Il TK705i è un proiettore DLP 4K UHD con pixel shifting che punta molto sulla praticità. I 3.000 lumen ANSI permettono di usarlo anche con un po’ di luce ambientale, la copertura Rec.709 al 98% garantisce colori naturali già di serie e il supporto a HDR10, HDR10+ e HLG è più completo di molti concorrenti diretti.

Sul fronte gaming convince l’input lag di 5 ms in 4K/60, affiancato da modalità dedicate e ALLM. I limiti principali sono il refresh fermo a 60 Hz, l’assenza di Dolby Vision e di un vero lens shift ottico, oltre a neri non profondissimi tipici del DLP. Google TV integrato completa un pacchetto pensato per chi vuole un’unica soluzione da salotto senza box esterni.


Com’è fatto

Il cuore ottico è un DLP single-chip da 0,47 pollici con pixel shifting XPR a 4 posizioni, la tecnica che ricostruisce un’immagine 4K UHD da 3840×2160 pixel sfruttando la rapida oscillazione dei microspecchi. Questo significa che non si tratta di 4K nativo, ma di un 1080p vobulato, soluzione che permette a Benq di gestire immagini 4K contenendo il prezzo. Il rapporto d’aspetto è 16:9 e la risoluzione percepita su schermo è a tutti gli effetti quella dell’ultra alta definizione. La sorgente luminosa è affidata a un  sistema 4LED.

La luminosità dichiarata è di 3.000 lumen ANSI, sufficiente per diagonali importanti anche in ambienti non del tutto bui. Il contrasto reale è di circa 650:1, un numero normale per un DLP con questo tipo di sensore, ma che si traduce in un nero non particolarmente profondo, che si nota soprattutto in scene notturne e con luminosità ambientale bassa. Per quanto riguarda i colori, è coperto fino al 98% dello spazio Rec.709, con elaborazione a 10 bit e visualizzazione a 30 bit.

La sorgente 4LED elimina il consumabile più costoso e mantiene la resa cromatica costante negli anni.


Il supporto HDR comprende HDR10, HDR10+ e HLG, gestiti dall’elaborazione proprietaria BenQ HDR-PRO. La frequenza di aggiornamento arriva a 60 Hz sia in 4K sia in 1080p, senza modalità ad alto refresh. L’input lag dichiarato scende a 5 ms in 4K/60, 2K/60 e 1080p/60, un valore competitivo affiancato da preset come FPS, RPG, HDR FPS e HDR RPG oltre alle modalità cinema.

Sul piano dell’installazione il throw ratio è compreso tra 1,0 e 1,3, con zoom ottico 1,3x e fuoco motorizzati. L’offset di proiezione è fisso al 100% dell’altezza, senza lens shift attivo, mentre la correzione trapezoidale automatica arriva a ±30° in verticale e ±20° in orizzontale. La distanza di proiezione utile va da circa 1,1 a 4,6 metri, con diagonali tipiche fino a 120 pollici.

La connettività include due ingressi HDMI con HDCP 2.2, una porta USB-A, una USB-C con Power Delivery fino a 30 W, uscita audio mini-jack e trigger 12 V per schermi motorizzati. La parte wireless comprende Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.2, con Google Cast e AirPlay per il mirroring. L’audio integrato è affidato a due altoparlanti da 8 W per 16 W complessivi, con supporto eARC e uscita Bluetooth. Il corpo misura circa 17×23×25 cm e pesa attorno ai 3,8 kg, dimensioni da vero proiettore da tavolino.

Esperienza d’uso

Durante i test la prima impressione riguarda la resa in condizioni di luce non ideale. I 3.000 lumen ANSI non sono un numero di marketing gonfiato: nelle modalità più luminose il proiettore si avvicina davvero al dato dichiarato e consente di guardare film o sport in un salotto con tende socchiuse senza particolari problemi. La luminosità cala quando si passa alle modalità cinema più accurate, comportamento normale nei proiettori HDR, ma il margine resta ampio per diagonali fino a 120 pollici.

La fedeltà cromatica è uno dei punti migliori. I colori risultano naturali fin da subito e servono solo piccoli aggiustamenti per chi vuole spingersi verso una calibrazione più fine. La gestione HDR beneficia dell’elaborazione HDR-PRO e del supporto a HDR10+, che sui contenuti UHD moderni aggiunge una modulazione dinamica assente in molti concorrenti fermi al solo HDR10.


Il limite più evidente arriva nelle scene molto scure. Il contrasto nativo del DLP, di circa 650:1, si traduce in neri che non raggiungono la profondità dei pannelli LCD o laser di fascia superiore, con un leggero effetto grigio negli ambienti completamente bui. Il contrasto dinamico dichiarato aiuta nelle transizioni, ma non trasforma la natura della tecnologia. In un salotto con luce residua il fenomeno si nota poco, mentre emerge nella visione notturna di film dalle atmosfere cupe.

Sul fronte gaming il TK705i mantiene le promesse di reattività. L’input lag basso è percepibile: la risposta ai comandi è immediata e le modalità FPS e RPG offrono profili pensati per generi diversi. Con una console attuale impostata su 4K a 60 Hz l’esperienza è pienamente soddisfacente. Il tetto ai 60 Hz, però, chiude la porta a chi gioca su PC cercando frame-rate molto elevati, terreno su cui altri proiettori orientati al gaming puro si spingono ben oltre in 1080p.

In un salotto con luce residua il limite dei neri si nota poco, ma emerge nella visione notturna di film cupi.

L’installazione richiede qualche attenzione. Lo zoom motorizzato 1,3x e il fuoco automatizzato semplificano la messa a punto, ma l’offset fisso al 100% e l’assenza di lens shift ottico obbligano a posizionare con cura il proiettore rispetto allo schermo. La correzione trapezoidale elettronica risolve i disallineamenti minori, però introduce sempre un piccolo compromesso sulla nitidezza, quindi conviene affidarsi il più possibile alla geometria fisica. Il form factor compatto e il peso contenuto rendono comunque agevole spostarlo e riposizionarlo.


La piattaforma Google TV è una delle componenti più mature. Netflix, YouTube, Prime Video e Disney+ sono accessibili direttamente, con un’interfaccia fluida e aggiornata che rende superfluo un box esterno. Google Cast e AirPlay funzionano senza attriti per il mirroring da smartphone, e l’integrazione con Google Assistant aggiunge il controllo vocale. L’audio integrato da 16 W è adeguato per televisione, sport e intrattenimento occasionale, ma per il cinema serio conviene appoggiarsi a una soundbar sfruttando l’eARC o l’uscita Bluetooth.

Un’ultima nota riguarda la rumorosità. Nelle modalità più luminose la ventola resta percepibile, come è normale quando il sistema LED lavora al massimo. In modalità Eco il rumore si riduce sensibilmente e in una stanza con audio in riproduzione non disturba la visione.

Verdetto

Il BenQ TK705i è un proiettore ben calibrato sul proprio obiettivo: portare 4K HDR e gaming console nel salotto di casa senza pretendere l’oscurità totale della sala dedicata. I suoi punti di forza sono la sorgente 4LED a lunga durata che azzera i costi di manutenzione, la luminosità di 3.000 lumen, la fedeltà cromatica immediata, il supporto ad HDR10+ e un input lag basso che lo rende ottimo per console 4K/60. La piattaforma Google TV integrata e la connettività completa, dal Wi-Fi 6 all’USB-C con Power Delivery, completano il pacchetto.

Sul versante opposto pesano i neri non profondi dovuti al contrasto nativo del DLP, l’assenza di Dolby Vision, la mancanza di un vero lens shift ottico e il refresh fermo a 60 Hz, che esclude i gamer PC in cerca di alte frequenze. Chi punta al cinema notturno in sala completamente buia troverà soluzioni LCD o laser più convincenti sui neri.


Il TK705i è la scelta giusta per chi vuole un proiettore da salotto versatile, adatto a film, streaming e gaming su console, con la comodità di una smart TV integrata e la tranquillità di una sorgente LED duratura. Chi cerca invece un home cinema puro o un gaming ad altissimo frame-rate dovrebbe guardare altrove.


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 Andrea Ferrario

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