Londra, 17 luglio 2026 – “Ho un piano, riportare la speranza. È la nostra ultima chance di cambiare”. È Andy Burnham il nuovo leader dei laburisti britannici, nominato alla guida del partito dopo un lungo braccio di ferro politico con l’ormai ex premier Keir Starmer, uscito definitivamente di scena a un mese dall’annuncio delle sue dimissioni. Starmer, 63 anni, era diventato primo ministro del Regno Unito nel 2024 e dal 2020 era il leader del Partito.
Lunedì l’ex sindaco della Greater Manchester, 56 anni, succederà a Starmer alla guida di Downing Street, mentre oggi è stata formalizzata la sua nomina a leader del Partito Laburista durante un congresso straordinario, nel quale era l’unico candidato. Oggi, davanti alla base del partito, Andy Burnham ha promesso di “restituire la speranza” ai britannici, tracciando le linee della sua futura azione di governo. Per Burnham – che sarà il settimo premier dei Labour nell’arco di un decennio – si tratta del coronamento di un obiettivo inseguito a lungo.
Il primo discorso di Burnham ai laburisti
Subito dopo l’elezione, il nuovo leader del partito è salito sul palco con parole intrise di speranza e cambiamento. “Siamo uniti e mettiamo la forza che nasce da questa unità al servizio delle persone e dei territori che aspettano da troppo tempo che la politica restituisca loro la speranza. Ed è quello che faremo, tutti insieme. Restituiremo loro la speranza”, ha dichiarato Burnham nel discorso pronunciato dopo l’annuncio ufficiale della sua nomina.
Illustrando le priorità del suo mandato, Burnham ha affermato che il suo prossimo obiettivo sarà “costruire una nuova politica”, osservando che molti cittadini sono esasperati dalla politica e finiscono per “disinteressarsene”. E ancora. “Non siamo stati abbastanza bravi“, ha ammesso alludendo alla debàcle elettorale di maggio che aveva messo in crisi il rapporto tra Starmer e il partito, aggiungendo che gli elettori del collegio di Makerfield hanno concesso al Labour “un’ultima possibilità per cambiare”. E ha aggiunto: “Dobbiamo coglierla insieme”.
Andy Burnham durante il discorso di insediamento alla leadership dei Labour
Dall’assistenza sociale alle reindustrializzazione: le grandi questioni da affrontare
Secondo Burnham, il partito dovrà concentrarsi sulla risoluzione dei problemi piuttosto che sulla contrapposizione politica, affrontando le grandi questioni trascurate negli ultimi anni, tra cui l’assistenza sociale. Il leader laburista ha poi rilanciato il suo quinto impegno, promettendo di trasferire poteri da Westminster e Whitehall ai territori. I cittadini, ha sostenuto, devono avere un maggiore controllo sui servizi essenziali, affinchè funzionino meglio e siano piùaccessibili.
Definendosi un leader del Labour “favorevole alle imprese“, Burnham ha promesso di favorire la reindustrializzazione del Paese e di migliorare il sistema educativo, con l’obiettivo di offrire a tutti “un percorso nella vita”.
“Il mio piano è riportare la speranza”
“Il mio piano è riportare quella speranza che a tutti noi è mancata per troppo tempo. Le persone si aspettano che manteniamo le promesse e noi lo faremo”, ha affermato. Nel passaggio conclusivo del discorso, Burnham ha riconosciuto di non aver sempre fatto tutto nel modo giusto.
“Mi dispiace per le volte in cui non sono stato all’altezza, ma ho sempre dato tutto me stesso”, ha dichiarato, aggiungendo di aver saputo ascoltare e imparare dai propri errori. “So in cosa credo e so cosa voglio fare: ho un piano”, ha detto.
Concludendo il suo intervento, Burnham ha promesso di “riportare la speranza” alla guida del Labour. “Credo in tutti voi e sono convinto che possiamo farcela”, ha affermato, ricevendo una standing ovation e un lungo applauso dal pubblico.
Chi è Andy Burnham: il ‘Re del Nord’ che vuole esportare il modello Manchester
Il 56enne Andy Burnham fa parte della “sinistra moderata” del Partito Laburista e si identifica politicamente come socialista. È stato sindaco Manchester dal 2017 al 2026, dopo essere stato in Parlamento per il collegio di Leigh dal 2001 al 2017.
Soprannominato il “Re del Nord” per i risultati ottenuti alla guida della Greater Manchester, Burnham ha vinto per tre volte le elezioni nell’area metropolitana e punta ora a trasferire a livello nazionale il modello amministrativo sperimentato nella città inglese. Già a maggio aveva dichiarato alla Bbc di voler estendere al resto del Paese quanto realizzato nella Greater Manchester.
Secondo il leader laburista, infatti, il modello britannico è eccessivamente centralizzato e le autoritaà locali dovrebbero avere maggiori competenze in settori come trasporti, edilizia abitativa, formazione professionale e sviluppo economico.
Durante il suo mandato alla guida della Greater Manchester ha indicato tra i principali risultati l’espansione del trasporto pubblico a prezzi accessibili, insieme ai progressi nella costruzione di nuove abitazioni e nel rafforzamento del sistema sanitario pubblico.
A Downing Street, tuttavia, Burnham dovrà’ affrontare sfide ben più complesse. Tra queste figurano un’economia stagnante, gli elevati costi di finanziamento per il governo e il continuo aumento degli arrivi irregolari di migranti attraverso il Canale della Manica, un fenomeno che ha contribuito alla crescita del consenso nei confronti del partito anti-immigrazione ‘Reform UK’.
Aveva già tentato la scalata a Downing Street
Burnham aveva tentato due volte di salire a Downing Street: nel 2010 e nel 2015, ma invano. Tuttavia, durante la carriera parlamentare, ebbe posizioni di governo durante la premiership di Gordon Brown con incarichi ministeriali alla Salute (2009-2010), cultura media e sport (2008-2009) e Capo Segretario al Tesoro dal 2007 al 2008. Il 18 luglio 2026 è entrato nuovamente parlamentare alla Camera dei comuni per il Collegio di Makerfield in seguito alla vittoria di un’elezione suppletiva.
Burnham aveva già tentato senza successo di diventare primo ministro in due occasioni, nel 2010 e nel 2015. Con il suo insediamento diventerà il settimo premier britannico laburista nell’arco di un decennio e avrà il compito di riconquistare un elettorato sempre più deluso. Nel suo intervento ha chiesto un cambio di approccio nella politica britannica.
“Adottiamo un metodo orientato a risolvere i problemi invece di limitarci a fare punti politici. Abbiamo il coraggio di affrontare le grandi questioni che la politica ha lasciato da parte”, ha affermato. Esponente dell’ala sinistra del Labour, Burnham eredita un partito che, pur essendo tornato al governo nel luglio 2024 con Starmer, non è riuscito a riconquistare la fiducia di una parte consistente dell’opinione pubblica.
“Gli ultimi 40 anni non sono stati favorevoli, ora la svolta”
Secondo il nuovo leader, gli ultimi quarant’anni hanno penalizzato i territori che diedero origine al movimento laburista, così come molte comunità rurali e costiere del Regno Unito. “Gli ultimi quattro decenni non sono stati favorevoli ai luoghi che hanno dato origine al nostro partito nè alle comunità delle aree rurali e costiere del Paese. Per questo oggi promettiamo che faremo meglio”, ha dichiarato.
“Se vogliamo un’economia e un Paese che funzionino per tutte le persone e per tutti i territori, abbiamo bisogno di una nuova direzione, diversa da quella seguita negli ultimi quarant’anni“, ha aggiunto.
Perché Starmer si è dimesso
Le dimissioni di Starmer erano state annunciate il 22 giugno, dopo il crollo della popolarità del premier, dovuto a una serie di scandali e alla persistente debolezza dell’economia, oltre alla pesante sconfitta subita dal Labour nelle elezioni regionali e municipali di maggio, che aveva alimentato all’interno del partito le richieste di un cambio di leadership.
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